I riflettori saranno soprattutto su di lui, il grande ex della gara. Roberto Stellone, sulla panca del Palermo da poche settimane ma soprattutto artefice della doppia promozione che in due anni consecutivi portò il Frosinone dalla serie C alla serie A. Un Frosinone che però oggi, com'è giusto che sia, rappresenta per lui il passato. Mentre il presente ha il profumo della seria A, obiettivo della doppia sfida con i canarini che prenderà il via questa sera con la gara di andata della finalissima dei play off in programma sul terreno di gioco del "Barbera", in terra siciliana. 

Ed è un Roberto Stellone apparso sereno e fiducioso è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara d'andata contro il Frosinone. Ecco alcune delle sue parole: «La strategia sarà sui 180 minuti, con una vittoria e un pareggio andiamo in A. Cercheremo di osare qualcosa in più in questa partita d'andata. 2 cambi? Contro il Venezia avrei dovuto cambiare altri 4, ho preferito non cambiare nessuno (ride, ndr). Le condizioni dei giocatori ancora non le so, ieri hanno fatto un defaticante. Oggi parlerò con i giocatori per capire, voglio calciatori che hanno recuperato. La nostra rosa ci permette di fare cambi senza snaturare le caratteristiche. In tutte le partite mi è piaciuto l'atteggiamento e la voglia di aiutare il compagno. Verificherò quali saranno 11 titolari in base a ciò che mi diranno».

Sul possibile modulo, ha aggiunto: ««3-5-2? Il fatto che il Palermo non ha perso nelle due gare con il Frosinone cambia poco, ogni partita fa storia a sé. Quello che conta sono i duelli, se li vinci è probabile che porti a casa la partita. Se negli 11 titolari 3-4 non stanno bene è probabile che tu non la vinci. Il mio compito è quello di mettere in campo la squadra migliore. In queste gare vado a sensazione. Questo lo posso fare perché questa squadra può fare più moduli, pensiamo a fare la partita sempre con equilibrio. Si attacca con 6-7, ma subito pronti per difenderci».

Ma esiste un caso Caso Nestorovski?
«Non c'è un caso con nessuno. Ho trovato gruppo affiatato e unito. In questo è stato bravo anche il precedente allenatore. Io osservo molto l'allenamento. Nestorovski, Jajalo e Coronado venivano da un infortunio. Se chi ha giocato stava facendo bene era giusto continuare così. Non c'è nessun caso. Nestorovski è entrato con il Venezia, non per il contentino ma per vincere la partita. Stiamo parlando di niente, nessuno c'è rimasto male. Nestorovski contro il Venezia si è riscaldato come tutti gli altri e quando abbiamo portato il risultato a casa è stato ad esultare con i compagni. Sta avendo anche l'atteggiamento giusto in allenamento. Non so se giocherà, ma ho piena fiducia in lui. Io ho l'obiettivo di andare in A, le mie scelte sono fatte in funzione di questo».

Da ieri alle 13 il Frosinone è a Palermo. Alle 18 ha sostenuto l'ultima seduta di rifinitura e questa sera alle 20,30 scenderà in campo al "Barbera" per la gara d'andata della finale play off che permetterà alla formazione vincitrice di giocare la prossima stagione in Serie A.
Una Serie A che i canarini meritano senza ombra di dubbio più dei siciliani. Non solo perché hanno mancato la promozione diretta per un'inezia, quanto piuttosto perchè nell'arco di ben 42 gare hanno dimostrato di avere qualcosa in più dell'avversario. Non dal punto di vista dell'organico, ma sicuramente della determinazione, tenacia, grinta e cuore.
Tutte qualità che in un torneo equilibrato e difficile come la Serie B possono fare la differenza. E ancor più dovranno farla questa sera. Perché è fuori discussione che soltanto mettendo in campo un cuore enorme e tanta, tanta cattiveria agonistica, il Frosinone potrà uscire indenne dal "Barbera" e giocarsi poi tutte le sue carte per conquistare la promozione, sabato sera al "Benito Stirpe" nella gara di ritorno.

Se da una parte Stellone potrà mandare in campo a suo piacimento l'undici che riterrà più idoneo per affrontare la sua ex squadra, dall'altra Longo dovrà ancora una volta fare di necessità virtù. Quella sfortuna, intesa come infortuni e anche gravi, che ha tartassato i canarini fin da inizio campionato, e senza la quale oggi il Frosinone sarebbe in Serie A senza ombra di dubbio, non vuole davvero abbandonare i ciociari. Cinque insostituibili come Ariuado, Daniel Ciofani, Brighenti, Maiello e Paganini (questi ultimi figurano nella lista dei convocati ma non sono al meglio) nessuno può permetterseli. Eppure il Frosinone, anche senza di loro è riuscito a giocare contro il Cittadella un'ottima semifinale di ritorno ottenendo il meritato accesso alla finale grazie appunto alla grinta, determinazione e cuore. Certo, si giocava in casa, ma anche nell'andata del "Tomobolato" la situazione infortunati non era molto diversa (c'era Brighenti e Paganini ha giocato il primo tempo per poi essere sostituito per infortunio), eppure i giallazzurri sono tornati a casa con un ottimo pareggio. Qualcuno potrà obiettare che il Palermo non è il Cittadella, ma questo vale solo in parte. Perchè se da una parte i siciliani possono contare su un organico certamente più completo rispetto a quello dei veneti, dall'altra i ragazzi di Venturato hanno da sempre dimostrato di giocare un calcio molto propositivo a differenza di quello dei rosanero.

Entrando nell'aspetto tecnico, già detto degli indisponibili, per quanto riguarda la probabile formazione iniziale Longo come sempre non si è lasciato andare ad alcuna anticipazione. Di certo rispetto alla sfida di domenica scorsa allo "Stirpe" contro il Cittadella, qualche novità ci sarà. La speranza più grande è che Paganini possa farcela. L'altra novità potrebbe essere rappresentata da Sammarco, già titolare nella semifinale d'andata a Cittadella e a riposo nel return match contro i veneti. Infine bisognerà valutare le condizioni di Crivello, uscito alquanto stanco dalla sfida di domenica. Al suo posto è pronto Beghetto. Infine Dionisi che, seppur non al meglio per un colpo subito sul fine della semifinale di ritorno, stringerà i denti e giocherà fin dall'inizio.