Da ieri alle 13 il Frosinone è a Palermo. Alle 18 ha sostenuto l'ultima seduta di rifinitura e questa sera alle 20,30 scenderà in campo al "Barbera" per la gara d'andata della finale play off che permetterà alla formazione vincitrice di giocare la prossima stagione in Serie A.
Una Serie A che i canarini meritano senza ombra di dubbio più dei siciliani. Non solo perché hanno mancato la promozione diretta per un'inezia, quanto piuttosto perchè nell'arco di ben 42 gare hanno dimostrato di avere qualcosa in più dell'avversario. Non dal punto di vista dell'organico, ma sicuramente della determinazione, tenacia, grinta e cuore.
Tutte qualità che in un torneo equilibrato e difficile come la Serie B possono fare la differenza. E ancor più dovranno farla questa sera. Perché è fuori discussione che soltanto mettendo in campo un cuore enorme e tanta, tanta cattiveria agonistica, il Frosinone potrà uscire indenne dal "Barbera" e giocarsi poi tutte le sue carte per conquistare la promozione, sabato sera al "Benito Stirpe" nella gara di ritorno.

Se da una parte Stellone potrà mandare in campo a suo piacimento l'undici che riterrà più idoneo per affrontare la sua ex squadra, dall'altra Longo dovrà ancora una volta fare di necessità virtù. Quella sfortuna, intesa come infortuni e anche gravi, che ha tartassato i canarini fin da inizio campionato, e senza la quale oggi il Frosinone sarebbe in Serie A senza ombra di dubbio, non vuole davvero abbandonare i ciociari. Cinque insostituibili come Ariuado, Daniel Ciofani, Brighenti, Maiello e Paganini (questi ultimi figurano nella lista dei convocati ma non sono al meglio) nessuno può permetterseli. Eppure il Frosinone, anche senza di loro è riuscito a giocare contro il Cittadella un'ottima semifinale di ritorno ottenendo il meritato accesso alla finale grazie appunto alla grinta, determinazione e cuore. Certo, si giocava in casa, ma anche nell'andata del "Tomobolato" la situazione infortunati non era molto diversa (c'era Brighenti e Paganini ha giocato il primo tempo per poi essere sostituito per infortunio), eppure i giallazzurri sono tornati a casa con un ottimo pareggio. Qualcuno potrà obiettare che il Palermo non è il Cittadella, ma questo vale solo in parte. Perchè se da una parte i siciliani possono contare su un organico certamente più completo rispetto a quello dei veneti, dall'altra i ragazzi di Venturato hanno da sempre dimostrato di giocare un calcio molto propositivo a differenza di quello dei rosanero.

Entrando nell'aspetto tecnico, già detto degli indisponibili, per quanto riguarda la probabile formazione iniziale Longo come sempre non si è lasciato andare ad alcuna anticipazione. Di certo rispetto alla sfida di domenica scorsa allo "Stirpe" contro il Cittadella, qualche novità ci sarà. La speranza più grande è che Paganini possa farcela. L'altra novità potrebbe essere rappresentata da Sammarco, già titolare nella semifinale d'andata a Cittadella e a riposo nel return match contro i veneti. Infine bisognerà valutare le condizioni di Crivello, uscito alquanto stanco dalla sfida di domenica. Al suo posto è pronto Beghetto. Infine Dionisi che, seppur non al meglio per un colpo subito sul fine della semifinale di ritorno, stringerà i denti e giocherà fin dall'inizio.