Autore di una prova pulita e diligente Matteo Ciofani, che a Cittadella mette in campo la sua esperienza e aiuta la sua formazione a conquistare un buon pari che lascia aperto lo scenario di giocare per due risultati su tre nel ritorno al "Benito Stirpe". Il tornante giallazzurro, che ha iniziato nel terzetto difensivo e poi è passato sull'out di destra dopo l'uscita di Paganini, commenta soddisfatto nella mixed zone del "Tombolato" il pari appena conquistato. «Abbiamo portato a casa un buon risultato, ma non ci lascia dormire sonni tranquilli perché il Cittadella è una formazione che gioca meglio in trasferta che in casa, quindi dovremo giocare per vincere. Non giocavamo da venti giorni ed era la prima gara dopo tanto tempo.
Nonostante questo abbiamo disputato un buon primo tempo, mentre nella ripresa entrambe le squadre hanno disputato una gara più maschia.

Ci sono state poche occasioni sia da una parte che dall'altra e vuoi per il peso della posta in palio, vuoi un po' il caldo e la stanchezza, abbiamo portato a casa un buon pareggio. Sinceramente avrei preferito giocare subito dopo quel 18 maggio, purtroppo però non è stato possibile e dopo il fischio di inizio tutte le tensioni e le paure sono volate via, e ci siamo ributtati a capofitto sopra questa seconda opportunità. Col senno del poi qualche giorno in più poteva togliere un po' di scorie ed è servito sia a recuperare le energie fisiche sia di avere una rosa più ampia possibile».

Il numero 13 giallazzurro è stato protagonista nell'azione del gol granata, dal momento che Kouame, dopo aver atterrato irregolarmente Ciofani, ha dato il via alla manovra che ha portato la rete di Chiaretti. «Ero in volo, ero saltato prima dell'attaccante e ho sentito di essere stato sbilanciato. Non so se questo fosse sufficiente o meno per essere ritenuto fallo o meno, però va bene così , gli arbitri fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro». Domenica sera nell'impianto di Viale Olimpia ci sarà un'altra battaglia da vincere per raggiungere il sogno.«Noi dovremo assolutamente fare la partita e non dobbiamo pensare di scendere in campo per doverci difendere, perché la nostra storia ci dice che non possiamo fare così.
Dobbiamo giocare cercando di vincere la partita con raziocinio senza giocare all'arma bianca».