Superato il momento dell'amarezza e dello sgomento, i frusinati sono tornati a... crederci. Forse più di prima. Lo dimostrano le ringhiere dei balconi ancora coperti dalle bandiere giallazzurre, che pendono anche dalle finestre come i tanti nastri con i colori sociali che sono a prova delle raffiche di vento, per fortuna non violente. La città, insomma, tiene viva la fiammella della speranza. Guai a non averla, ben sapendo che la formazione canarina, pur non essendo riuscita a superare l'esame più facile di maggio, può riuscirci quando dovrà affrontare, tra pochi giorni, quello di giugno. Sarà più difficile ma l'impresa resta nelle possibilità dei ragazzi di Moreno Longo.
Il viaggio tra i tifosi è continuato anche ieri e vi riportiamo le loro dichiarazioni che, comunque, restano improntate ad un cauto ottimismo. Salvo pochissime eccezioni.

Antonio Palmigiani

«La delusione fa ormai parte del passato. Possiamo ancora farcela perchè le possibilità le abbiamo di arrivare alla promozione in A attraverso la via più difficile dei play off. Non vedo come si possa negare questo. Gli avversari non sono più forti e non hanno più brillantezza della nostra squadra. D'altra parte è impossibile pretenderla dopo 42 gare. Il Cittadella può essere la mina vagante dei play off. Quindi preferisco incontrare il Bari e sogno una finale con il Venezia di Pippo Inzaghi. Il Palermo non mi ispira fiducia».

Sergio Ceccarelli

«Per la prima doppia sfida dei play off penso sia più opportuno incontrare il Cittadella. Forse potrebbe non ambire alla "A" con la stessa determinazione del Bari. Aggiungo che dovremo però liberare la testa per concentrarci al meglio sui prossimi impegni, dimenticando quello che è successo venerdì sera. Comunque sono fiducioso anche perchè la nostra società ha come traguardo più importante la riconquista della massima serie. Recuperando Maiello e Sammarco non possiamo che migliorare».

Adriano Ferrante
«Il Bari è più tosto. Perciò preferisco affrontare nella prima gara dei play off il Cittadella. Anche perchè sul loro campo non abbiamo mai perso.
A Bari, invece, avremo condizioni ambientali più ostili e un pubblico di tifosi che sfiorerà molto probabilmente le cinquantamila presenze. Però ricarichiamo subito le batterie e ce la faremo. Non ci sono dubbi. Il campionato una risposta l'ha già data, ponendoci al secondo posto della classifica finale con il Parma».

Corrado Belfiore

«Certo incontrare il Cittadella potremo avere la strada spianata verso la finale perchè è una squadra che non ha pubblico numeroso e una tradizione alle spalle come il Bari che, da anni, sta cercando di tornare in serie A. Aggiungo anche che non sono tanto ottimista. Purtroppo la possibilità più grande per tornare in serie A ce la siamo bruciata nella partita contro il Foggia. Longo, comunque, dovrebbe gettare sul rettangolo di gioco anche giocatori più freschi come Matarese e Beghetto, tanto per fare dei nomi, e cercare di recuperare Maiello».

Massimiliano Grande

«Il primo ostacolo da superare con più possibilità di successo potrebbe essere il Cittadella, anche se è apparso molto in forma nelle battute finali del campionato. Comunque dovremo affrontare la lotteria dei play off con grande cattiveria agonistica.
Quando la squadra l'ha mostrata in campo è sempre riuscita a fare bottino pieno di punti. Spero che la fortuna, che non abbiamo mai avuto, ci dia una mano e che gli arbitri non commettano gravi errori. Con il Frosinone vedo in finale più il Venezia di Inzaghi che il Palermo di Stellone».

Marcello Nanogitis

«Spero di incontrare il Cittadella per vari motivi. Se abbiamo possibilità di imporci? Sicuramente sì se, dopo quarantadue partite di campionato, siamo risultati la seconda forza del campionato. E questo vorrà pur dire qualcosa. Comunque la squadra dovrà metterci cuore e passione. Noi del club "I fedelissimi" la seguiremo fino alla fine».

Ennio Scaccia

«Le delusione è stata grande ma penso che la stiamo superando. Ci aiuta la considerazione che, tutto sommato, la Serie A resta alla nostra portata. Soprattutto se non avremo contro la dea bendata e gli arbitri. Cosa chiedo alla nostra squadra? Di mettercela tutta come grinta e, anche, come cattiveria. Insomma di non arrendersi mai e di avere fino alla fine la lucidità di mente di gettare, all'occorrenza, il pallone oltre la recinzione dello stadio. Lo fanno tutti. Anche il bravissimo portiere del Foggia. Insomma, questa volta, non dovremo sbagliare».

Antonio Corsi

«Moreno Longo dovrà fare del tutto per eliminare il blocco mentale con il quale ha concluso la partita con il Foggia. Ma lo sta sicuramente già facendo. A quel punto la squadra dovrà scendere in campo convinta delle proprie possibilità perchè di fronte avrà avversari che non sono dei mostri. Chi preferisco che i canarini incontrino? Penso che Bari e Cittadella si equivalgono come valori tecnici ed agonistici, Per quanto riguarda il Bari, la differenza potrebbero farla i valori ambientali. E allora è meglio affrontare la formazione veneta di mister Venturato».