E' andata a finire come tutti volevano, in Liguria. Il Frosinone Calcio passa al "Comunale" di Chiavari contro una Virtus Entella tutt'altro che attendista e allunga il passo, mettendo quasi un piede in A. Per la gioia di tutta la città. Una gioia incontenibile, inarrestabile. Una gioia talmente grande che non poteva restare chiusa nel petto di chi ci sperava, che non poteva restare strozzata nella gola di chi la partita l'ha seguita per 96, lunghissimi, minuti. Dal petto è nato l'abbraccio collettivo, dalla gola l'urlo felice e insieme orgoglioso; atti che rivendicano un pregio, quello di non aver ceduto alle illazioni di chi dava per morto il Frosinone di Moreno Longo.

I canarini hanno dimostrato su quel sintentico di essere vivi e consapevoli che solo loro possono decidere del proprio destino, che hanno tutte le carte in regola e le virtù  per saltare direttamente dalla cadetteria in massima categoria, che possono calciare ferocemente, come ha fatto oggi Dionisi con la sfera dello 0-1, il ricordo maledetto dei playoff della passata stagione. Ora ciò che divide i ciociari dalla serie A è solo il Foggia. In casa. Allo "Stirpe". Nel fortino giallazzurro. I frusinati non devono guardare la classifica, Parma a due punti, Palermo a tre, devono guardare solo il prossimo avversario negli occhi e vincere.

Ora non è più questione di "sperarci", ora è questione di "crederci", più di prima. Così come ci credono i supporters. Gli oltre 700 partiti al seguito di Ciofani e compagni e quelli rimasti nel capoluogo, a tifare davanti la tv. Al triplice fischio finale la gioia frusinate ha avuto il dovere di farsi sentiri. Niente timidi segnali, ma la semplicità, le genuinità del tifo da strada, quello buono però. Mini cortei, bandiere e vessilli ad ornare balconi, i cori. Una Frosinone in festa, una piccola festa quasi propedeutica ad una più grande. Venerdì è alla finestra, così come la serie A. E la città deve tingersi, vestirsi dei suoi colori, la città deve essere giallazzurra. La squadra, i "leoni" che lottano per quella maglia meritano il calore del loro pubblico. E il loro pubblico merita l'onore della "A".