Stamane il Frosinone ha concluso la settimana di lavoro, tutto teso a preparare nel migliore dei modi la partita che domani pomeriggio dovrà affrontare al "Benito Stirpe" contro la Salernitana, ringalluzzita dagli ultimi due successi di Ascoli e con l'Avellino in casa. E, siccome dal 16 dicembre dell'anno scorso (19° turno del girone di andata), è successo che dopo due vittorie la squadra di Colantuono è sempre incappata in altrettante sconfitte e via di questo passo fino all'ultimo successo nel derby con gli irpini, è sperabile che non faccia eccezione alla regola proprio domani quando dovrà affrontare il Frosinone.
Ma torniamo ai canarini che, come detto, concluderanno la preparazione con la seduta di rifinitura che inizierà alle ore 11.
Poi toccherà a Moreno Longo valutare le condizioni dei singoli per tirare le somme e fare le scelte definitive circa la formazione da schierare inizialmente in campo. I giochi, comunque, sembrano fatti anche se resta sempre difficile, ovviamente per noi, dire chi tra Federico Dionisi e Nicola Citro, abbia vinto il ballottaggio e sarà in campo al fischio di inizio dell'arbitro.
La probabile formazione
Luka Krajnc, Luca Paganini e Mirko Gori salgono in rampa di lancio. O meglio così sembrerebbe a meno che Longo, tutto d'un tratto, non decida di modificare l'assetto tattico che, comunque, potrebbe benissimo variare nel corso della partita in presenza di sopraggiunte dinamiche di gioco. All'inizio, dunque, il Frosinone dovrebbe schierarsi in campo con il trequartista dietro le due punte, con il centrocampo a quattro e la difesa a tre. Niente di nuovo, insomma anche se resta qualche dubbio circa i titolari dei ruoli suddetti. E ci spieghiamo. Tra i pali Vigorito sembra ancora in vantaggio su Bardi dal momento che anche a Palermo l'ex portiere del Vicenza ha offerto una prestazione sicuramente rassicurante circa il suo ottimo stato di forma. In difesa, la squalifica di terranova spinge di nuovo in formazione Krajnc con Brighenti e Ariaudo che completeranno il reparto. A centrocampo, Paganini dovrebbe sostituire sulla fascia destra il secondo squalificato che è Matteo Ciofani mentre su quella opposta ci sarà sicuramente Beghetto. In avanti Ciano sarà il solito rifinitore per le due punte che saranno Daniel Ciofani e Dionisi o Citro. Questa formazione potrebbe cambiare modulo e passare al 3-5-2 se Longo, nel corso della partita, dovesse rinunciare a un attaccante a beneficio di un centrocampista che potrebbe essere Koné. Oppure tramutarsi nel più classico 4-4-2, rinunciando sempre a un centrocampista per far posto a Danilo Soddimo nel ruolo di quarto a sinistra.
Brighenti sarebbe il terzino destro con l'avanzamento di Luca Paganini come esterno alto. Tutto questo per dire che, nonostante i tre canarini squalificati, Longo ha diverse alternative su cui poter contare.
Seconda strana designazione
Siamo i primi a credere che un arbitro di calcio può sbagliare e, se commette un errore, lo fa sicuramente in buona fede e anche perchè certe dinamiche di gioco diventano di difficile interpretazione anche in presenza del mezzo tecnico. Per finire con la considerazione secondo la quale, se un arbitro sbaglia, è il primo a pagarne le conseguenze. Per evitare, però, tutto questo sarebbe più che logico porlo nelle condizioni di assolvere al suo compito nel modo migliore. Ora, a detta di tutti gli addetti ai lavori, saranno Empoli, Frosinone e Palermo a giocarsi fino all'ultimo la promozione diretta. E sarà una lotta che, verosimilmente, si deciderà sul filo di lana. Ed allora perchè si continua ad adottare designazioni che sarebbe meglio evitare? Dopo il caso dell'arbitro Pinzani di Empoli, dove è nato 40 anni fa, chiamato a dirigere Palermo-Frosinone (prima volta per i canarini in questo campionato), toccherà, domani pomeriggio, all'arbitro Francesco Paolo Saia, nato a Palermo 33 anni fa, a dirigere la gara tra il Frosinone e la Salernitana. Ora siamo sicuri che Saia farà in pieno il suo dovere, ma nessuno potrà escludere che il giovane arbitro possa essere condizionato, al pari di Pinzani sabato scorso, dal fatto di essere di Palermo e di dirigere un incontro in cui, una delle due formazioni in campo, è diretta concorrente per la promozione della squadra della città in cui è nato.