Un incidente di percorso dal quale il Frosinone deve ripartire più forte di prima. È questo il modo giusto per archiviare la sconfitta di sabato pomeriggio al "Barbera" di Palermo. Una sconfitta per molti versi ingiusta alla luce di novanta minuti giocati dai canarini in maniera più che sufficiente. Una sconfitta arrivata soltanto per una distrazione e un pizzico di sfortuna.
Ed è per questo che bisogna guardare immediatamente avanti e pensare già da adesso alla prossima sfida: quella in programma al "Benito Stirpe" sabato prossimo contro la Salernitana. In fondo la classifica vede sempre i canarini in zona promozione diretta con tre lunghezze di vantaggio nei confronti dei rosanero, che hanno sì una gara da recuperare ma sul campo di un Parma che non è certamente l'ultimo arrivata. E allora nessuno deve nascondersi. Il Frosinone resta comunque la squadra da battere. Lo crediamo noi, ma soprattutto devono crederlo i giocatori giallazzurri.
Qualche canarino sottotono
Perché se da una parte è vero che a Palermo il Frosinone non avrebbe meritato la sconfitta, dall'altra è altresì vero che sabato sera qualche canarino non è apparso "incazzato" al punto giusto. Terranova, ad esempio, è mancato di quel mordente che lo ha sempre contraddistinto e rappresenta la sua forza; Ciano, alle prese con un problema fisico dopo pochi minuti dal via, ad incidere sulla trequarti come invece è riuscito dall'altra parte a Coronado che si cercava lo spazio per creare la superiorità numerica in mezzo al campo; Dionisi che non riesce ancora a essere decisivo come ci ha abituati da sempre, Chibsha che deve diventare fondamentale come nella passata stagione a Benevento, Beghetto che deve capire di essere forte e non limitarsi a tenere l'avversario diretto seppur si chiama Rispoli e per la Serie B è un lusso o Paganini, che in un momento in cui Matteo Ciofani appare in leggero e giusto calo fisico, è, non certo per sue colpe ma del grave infortunio di cui è reduce, ancora lontano da quel calciatore insostituibili che riesce a sprigionare qualità, corsa e sfrontatezza nell'uno contro uno.
Ma la bravura di tutti loro è fuori discussione. Per questo è tanti altri motivi siamo convinti che il Frosinone resta la squadra da battere. Ora starà a Longo lavorare sulla testa e le gambe dei suoi per ottenere il massimo dalle dodici partite che mancano al termine della stagione regolare. Se nella passata stagione la vittoria di Ferrara rappresentò lo spartiacque negativo del campionato, questa volta il ko di Palermo deve rappresentare quello positivo. Sabato bisognerà scendere in campo con il piglio della grande e lo stesso dovrà avvenire poi nelle altre undici sfide. Ma adesso testa, come detto, soltanto alla Salernitana. Squadra caricata dal doppio successo ottenuto in questo periodo dopo una fase di crisi profonda, ma che non deve in alcun modo preoccupare il Frosinone. Perché i ciociari sono molto più forti. E questo nonostante contro i campani il tecnico dei ciociari dovrà fare a meno di ben tre squalificati: Terranova, Matteo Ciofani e Chibsah.
Perché chi giocherà al loro posto è titolare ancora più di loro. Lo ha detto il campo in tantissime sfide. E il campo non mente mai.