Il Frosinone è tornato dalla Toscana con il pesante fardello di cinque gol che ha un solo precedente nel 5 a 0 subìto da parte dell'Atalanta di Giampiero Gasperini. Sono i risultati più pesanti delle tredici sconfitte che formano la parte negativa di un percorso che sta vivendo di rendita grazie al tesoretto di punti accumulato con le sei vittorie e con i cinque pareggi conquistati soprattutto nella parte iniziale del campionato. Se ci togliamo la sconfitta con la Juventus nella gara di Coppa Italia, delle altre battute d'arresto sei si sono concretizzate con un gol di scarto e cinque con la differenza due reti.

Nel corso della conferenza stampa del dopo sconfitta con la Viola, Di Francesco ha tenuto a precisare che per quanto riguarda la partita con la Fiorentina «ci sono modi e modi di perdere. E questo fa la differenza. Oggi nel modo non mi sono piaciute tante cose che analizzeremo alla ripresa». Insieme, ovviamente, agli altri aspetti negativi che la squadra ha evidenziato nel corso dei due tempi e che si possono riassumere nella fragilità della fase difensiva e nella mancanza di cinismo sotto la porta avversaria.

Insomma se il Frosinone non riesce a fare pressione alta e cioè a restare nella metà campo avversaria, creando problemi agli avversari come è successo nelle gara disputata con la squadra di mister Italiano, se questo non succede allora si mette male per i colori giallazzurri dopo che la squadra è costretta ad abbassarsi, mostrando quella fragilità difensiva figlia di quella morale, una volta subìto il gol, trattandosi di una rosa di giocatori in gran parte in età ultra giovanile. Ieri mattina la squadra è tornata in campo e Di Francesco ha avuto l'opportunità di tornare sulla partita del "Franchi" per parlare di quello che non gli è piaciuto. Se si sia trattato di una ramanzina vera e propria non è dato sapere, anche se, poi, la prestazione non è stata, come il tecnico ha precisato, solo un «vuoto cosmico».

Come il risultato finale farebbe pensare. Anzi Di Francesco, nelle dichiarazioni post gara, ha anche aggiunto che «se la Fiorentina ha fatto gol, anche troppi forse, anche noi ne potevamo mettere a segno diversi. Perché se negli ultimi 35-40 metri la fase difensiva è venuta meno, quella offensiva ha creato numerose opportunità che non abbiamo sfruttato soprattutto con Kaio Jorge che per quattro volte si è trovato a tu per tu con il portiere avversario. Questa squadra se si difende alto lo sa fare, se si abbassa no».

Comunque non si può dimenticare che ancora una volta il tecnico è stato costretto ad affrontare la Fiorentina con due terzini di cui Gelli non lo è e Valeri è da sette mesi che non scendeva in campo. E reggere in questa situazione l'urto di due avversari quali Ikoné e Nico Gonzales non era impresa facile. D'altra parte è giusto che Valeri metta minuti nelle gambe, magari pagando dazio in questo periodo, in modo da averlo pronto quando i valori tecnici degli avversari si attenueranno. Anche perché Oyono e Marchizza sono ancora infortunati e Lirola non al meglio della condizione.

«Certo il cinque a uno non ci aiuta in questo momento – ha ancora precisato il tecnico – ma non meritavamo il passivo di tre reti al termine del primo tempo. Bisogna essere più solidi e cinici in attacco e difendere da squadra come quando attacchiamo. Sicuramente anche io dovrà rivedere qualcosa perché quanto di positivo fatto finora non ci assicura i punti che ci servono per raggiungere la salvezza». Dopo il lavoro di scarico svolto ieri, la squadra tornerà ad allenarsi oggi per iniziare a preparare la partita con la Roma. Altro impegno quasi proibitivo e da affrontare, questa volta allo "Stirpe", con la massima determinazione per tramutare la rabbia per la pesante sconfitta in cattiveria agonistica.