«La squadra che dovrà affrontare il prossimo campionato sarà formata da un mix di giovani e di elementi esperti. Formeremo una rosa che alla fine risulterà tra le più giovani dell'intera Serie A. Insomma la nostra filosofia che privilegia la linea verde non cambierà di un millimetro».
Sono le parole che il presidente Stirpe ha pronunciato nella conferenza stampa del giugno scorso. E su questa base pienamente condivisa, il direttore dell'Area tecnica del Frosinone Guido Angelozzi ha innestato il suo lavoro di potenziamento della formazione giallazzurra nel corso dei due mesi del mercato estivo.

Delle venti operazioni effettuate in entrata più della metà riguarda appunto giovani calciatori nati nel nuovo millennio che in aggiunta ai vari Oyono e Kalaj formano la meglio gioventù giallazzurra. Di Francesco, poi, ha fatto il resto. La formazione schierata in campo alla "Dacia Area" comprendeva i 2001 Turati, Barrenechea, Oyono e Monterisi, con l'aggiunta del 2003 Soulé e nella ripresa anche del 2001 Cuni. Grazie a questo dispiegamento di forze giovanili l'età media della squadra giallazzurra di 24,2 è stata la stessa del Lecce che vanta la squadra più giovane della A. Comunque nella classifica delle formazioni più giovani il Frosinone è al terzo posto in compagnia dell'Empoli con l'età metà di 24.9, superato dal Bologna con 24.4 e, come detto, dal Lecce. Nelle dichiarazioni del dopo gara riprendiamo quella che il tecnico dei canarini ha fatto proprio parlando dei giovani che ha impiegato.

«Sono contento anche perché abbiamo messo in campo tanti giovani. Nemmeno io me ne sono accorto perché non guardo mai le carte di identità. Me lo hanno detto a fine partita. Capiterà magari di metterne anche di più nell'arco della stagione ma non dovrà mai mancare la nostra mentalità e cioè la voglia di andarcela a giocare sempre. Come è accaduto oggi».

Insomma un Frosinone giovane, bello, concreto, divertente e anche coraggioso. Un coraggio ragionato e mai spregiudicato che è proprio della giovane età. E il risultato non poteva mancare su un campo sicuramente ostico e contro una squadra dotata soprattutto dal punto di vista della fisicità. Semmai alla fine un pizzico di rammarico c'è stato in tutti ed anche in Eusebio Di Francesco che, sul finale, ha pensato anche di tornare a casa addirittura con i tre punti della posta in palio.
«Vedevo che loro avevano abbassato un poco i ritmi – ha precisato al termine della gara - e allora ho scelto la freschezza di Beppe (Caso). In serie A servono giocatori che hanno il passo importante che ha lui, ma ci sono anche difensori che reggono quelle accelerazioni proprie di Caso. Aggiungo anche che non è mai facile entrare negli ultimi dieci minuti e risolvere la partita. Ma l'idea era senza dubbio quella di andarla a vincere». Per i canarini due giorni di meritato riposo e ripresa martedì pomeriggio in tutta tranquillità. Il campionato si ferma per la nazionale e riprenderà domenica 17 settembre alle ore 15 con la gara con il Sassuolo al "Benito Stirpe".