È stata partita vera, tosta, incerta dal primo all'ultimo dei novantotto minuti giocati su un campo in perfette condizioni e arbitrata da un giovane direttore di gara sempre all'altezza del difficile compito che ha svolto bene. È stata vittoria attesa, meritata e sostanziosa per il Frosinone che l'ha conquistata e alla fine difesa anche con i denti dagli assalti disordinati ma pericolosi degli avversari. Migliore stop di campionato non poteva esserci dopo che altri tre punti sono arrivati ad arricchire una classifica che poteva essere ancora più veritiera senza gli abusi arbitrali subiti a Benevento e i regali fatti al Cittadella. Ma va bene così, anche perché il Frosinone è riuscito finalmente a battere il Palermo in campionato. Quindi soddisfazione alle stelle per tutti nell'ambiente giallazzurro anche per gli esiti della "rivoluzione" decisa dal tecnico che all'inizio ha presentato tre esordienti. Su questa scelta si è aperta la serie delle domande nella conferenza stampa post gara.

«Si è trattato di un rischio, ma calcolato. Perché abbiamo tanti bravi ragazzi che però hanno bisogno del clima partita per trovare la forma migliore. Prima della sosta era l'occasione giusta e ho deciso di metterli dentro. Sento il dovere di elogiare tutti per la prestazione offerta, chi è entrato all'inizio e chi nel corso della gara. Tutti dobbiamo sentirci partecipi e protagonisti. Qualcuno alla distanza ha accusato la fatica ma il grande cuore ci ha permesso di battere un avversario forte e di conquistare una vittoria importante. Alla fine penso che sia stata anche meritata».

Perché positivi in casa e meno lontano dallo Stirpe? «Premesso che nelle gare interne abbiamo dalla nostra il tifo dei nostri sostenitori che si sente e ci spinge, debbo anche aggiungere che le sconfitte fuori sono derivate in parte anche da certi episodi non tutti da addebitare alla squadra. Comunque cercheremo di affrontare tutti gli incontri con lo stesso spirito e voglia di successo pieno».

Poi Grosso è tornato a parlare della prestazione offerta aggiungendo che «bisogna considerare che è stata una gara giocata alle 14 e con tanti protagonisti nuovi. È chiaro che si siano persi degli automatismi ma poi siamo riusciti aggiustarci anche sulla fascia destra. Ora i giocatori li abbiamo e anche bravi, dobbiamo solo trovare gli equilibri e le distanze».

Perché ha abbracciato Caso e cosa gli ha detto? «Caso è uno di quei bravi ragazzi che in campo è un po' anarchico, ma sta offrendo valide prestazioni. Ha qualità che, se riesce a sfruttare con il lavoro, possono fare la differenza. Lo ho abbracciato per fargli capire che, se lo sostituisco, lo faccio non perchè noto in lui cali di rendimento, ma perchè si stacca un po' dalla squadra. Oggi comunque mi serviva e gli ho sussurrato che mancava poco alla fine. Come tutti suoi compagni ha giocato una gara di qualità».
Sulla prestazione di Frabotta e degli altri ultimi arrivati il tecnico si è detto «contento della prestazione di tutti, dell'atmosfera che c'è in panchina e della sicurezza di Turati che alla fine è andato a bloccare una palla alta. A Cittadella abbiamo perso per una ingenuità, ma oggi Stefano è stata veramente grande».