Tutti e due nati per giocare al calcio. Uno i porta e l'altro in attacco. Tutti e due oltre quota 1.90, altezza che si richiede più ad un cestista che a giocatore di calcio. Tutti e due con la maglia biancoverde del Monopoli sulle spalle nel campionato scorso. Tutti e due al Frosinone in questa stagione agonistica. Tutti e due, infine, in conferenza stampa. La prima con la casacca del Frosinone addosso. Ventata di gioventù quindi ieri mattina nella sala stampa del "Benito Stirpe" e riflettori puntati sui volti puliti del portiere Leonardo Lorria e dell'attaccante Gennaro Borrelli, quarantacinque anni in due e tanta voglia di affermarsi nel Frosinone calcio del presidente Maurizio Stirpe.

Li ha scovati il direttore Guido Angelozzi ed eccoli puntuali nella veste di neo-canarini per la presentazione ai tifosi del leone. Il ruolo del portiere sempre più difficile. La prima domanda è per Leonardo Loria: oltre a parare devi giocare il pallone anche con i piedi. Hai metabolizzato questa recente caratteristica che ti richiede il gioco moderno?
«Con il mister ci stiamo lavorando ogni giorno. Io ce la metto tutta. Piano, piano si troveranno le migliori soluzioni».

Le gerarchie nel Frosinone sono precise. È complicato avere sempre la testa dentro la partita pur stando in panchina?
«Il nostro lavoro è farsi trovare pronti quando arriva la chiamata del mister. Certo non è facile partire dalla panchina, ma bisogna lavorare quotidianamente per afferrare l'opportunità quando c'è. A volte arriva anche improvvisa. Sono a disposizione della squadra e del tecnico».

Come è nata la trattativa per arrivare al Frosinone e quali sensazioni hai provato una volta giunto?
«Non ci ho pensato su due volte quando, nel ritiro con il Pisa, il mio procuratore mi ha messo al corrente della richiesta del Frosinone. Qui mi trovo molto bene, stiamo lavorando con profitto e lo abbiamo dimostrato a Modena. Penso che ci prenderemo belle soddisfazioni».

Siete una squadra giovane. Un vantaggio o no nei momenti di maggiori difficoltà?
«Siamo ragazzi con la testa sulle spalle e con tanta voglia di lavorare per emergere. Per cui tranquilli da questo punto di vista. Abbiamo compagni esperti che ci possono guidare in un torneo molto difficile».
Ed eccoci all'attaccante Gennaro Borrelli, arrivato a Frosinone con qualche anno di ritardo.

Con quale spirito sei arrivato e quali sono i tuoi obiettivi?
«Posso affermare che sono giunto con una maturita diversa pur essendo molto giovane. Penso anche nel momento più giusto in una piazza molto importante. Non pongo mai limiti ai miei obiettivi anche perchè lavoro con il massimo impegno per ripagare la società della fiducia accordatami. Le soddisfazioni personali vanno di pari passo con le ambizioni della squadra».

È stato importante per te essere figlio d'arte?
«L'ho vissuta sempre con molta serenità questa situazione. Mio padre cerca di darmi consigli ma non si è mai intromesso nelle scelte dell'allenatore. Ascolto i tecnici e accetto qualche "dritta" di mio padre. Anche io appreso dal mio procuratore la notizia di poter giocare nel Frosinone non ho avuto dubbi. E penso che è stata anche la decisione più giusta che potessi prendere perché è una grande piazza con una società seria che punta sui giovani».

C'è molta concorrenza nel tuo reparto. Quanto è da stimolo?
«La concorrenza fa bene. Siamo tanti giovani che vogliamo dare tutto per il bene della squadra. Non vedo l'ora che arrivi domenica per vedere lo stadio con tanti tifosi sugli spalti».