Questa volta non si tratta di un semplice arrivederci come a gennaio scorso quando per la prima volta ha messo da parte la casacca giallazzurra per indossare quella dell'Alessandria a titolo temporaneo.
Ieri, martedì 9 agosto, per Mirko Gori è stato il giorno dell'addio. Dal Frosinone Calcio dove da ragazzo ha cominciato a tirare calci, sfoggiando quella maglia che aveva sognato per tanto tempo sugli spalti della Curva Nord del "Comunale" e che ha indossato, difeso, onorato in 233 partite sempre con il massimo impegno. Iniziando dal campionato di Prima Divisione stagione 2012/2013 e mai allontanandosi dalla società in cui è diventato giocatore vero.

Ieri, nella tarda mattinata, la breve nota apparsa sul sito della società di Viale OIimpia che ha sancito la fine di una storia che per Mirko Gori è la più bella del mondo. Eccone il testo: «Il Frosinone Calcio comunica di avere raggiunto l'accordo con l'Unione sportiva Triestina 1918 per la cessione a titolo definitivo del calciatore classe 1993 Mirko Gori». Per essere più esaurienti, diremo che il mediano di Tecchiena era legato al Frosinone da un contratto in scadenza il 30 giugno 2024 che la società alabardata ha allungato di un anno.

Di Mirko Gori ricordiamo tutto: l'attaccamento alla maglia per quel senso di appartenenza che lo ha accompagnato per i dieci anni in cui l'ha avuta appiccicata sulla pelle. Per la tigna e per la cattiveria agonistica sempre molto presenti nel suo modo di affrontare qualsiasi avversario che raramente è uscito malconcio dagli scontri avuti. Soprattutto anche quando, negli ultimi anni, pur dovendo subire due interventi alla spalla ed uno al setto nasale, ha riposto presente alla chiamata del tecnico. In particolare di Mirko Gori porteremo per sempre davanti agli occhi quella foto che lo ritrae, nella partita del 1° maggio 2016 pareggiata al "Meazza" 3 a 3 con il Milan, mentre, chinato su Balotelli allungato a terra, sembra dirgli "alzati perchè non ti ho nemmeno toccato".

Da campione d'Italia a due volte in Serie A
A distanza di poco più di dieci anni dall'importante evento sportivo che si svolse allo stadio "Brianteo" di Monza, ancora oggi possiamo leggere l'inizio dell'articolo che parlava della vittoriosa partita dei giovani canarini in una competizione nazionale. «Non è uno scherzo - scriveva Umberto Zimarri - cari lettori. Il Frosinone Calcio si è laureato campione d'Italia nella categoria Berretti. Il successo fa entrare i ragazzi di Coco e Stellone nella storia...». Ovviamente si riferisce alla vittoria sul Cuneo per due a zero con reti di Paganini e di Canpagna, grazie alle quali i giovani leoni si fregiarono del titolo di campioni d'Italia. Di quella formazione faceva parte anche Mirko Gori e tutti gli altri giovani nati nel 1993. E cioè Frabotta, Amelio, Paganini, Altobelli, e tanti altri ancora. Nello stesso anno, e cioè nella stagione 2012/2013, inizia la carriera di Mirko Gori nella prima squadra giallazzurra.

Diciotto presenze nel campionato di Prima Divisione con Roberto Stellone in panchina. Otto nel campionato successivo ma tutte e cinque le gare di play off con i canarini promossi per la seconda volta in Serie B. Gori è in campo fino alla mezzora della ripresa, sostituito poi da Soddimo, nella finale vinta sul Lecce che regala la serie cadetta. Nella stagione successiva c'è anche nella finale più importante perché in palio c'è la Serie A. Quel ragazzo di Tecchiena ormai diventato mediano con i fiocchi disputa ventinove partita compresa la decisiva contro il Crotone, battuto 3 a 1. Mirko Gori la gioca tutta, dall'inizio fino alla pacifica invasione di campo. E' la serie A il pomeriggio del 16 maggio 2015 quando esplode in tutta la città la "santabarbara" dell'entusiasmo. I canarini diventano gli eroi del "Comunale" ma anche cittadini onorari del Capoluogo. Il resto è storia, tutta da tenere sempre viva nella memoria anche quando il Frosinone retrocede e torna in B.

Non è dramma anzi tutti parlano di nuovo del Frosinone e dei suoi tifosi che applaudono la squadra del cuore il pomeriggio della retrocessione. Nei due successivi campionati tra i cadetti il centrocampista è in campo in 68 partite, compresa la finale contro il Palermo che, battuto 2 a 0, sancisce di nuovo la promozione in Serie A. Questa volta al "Benito Stirpe" davanti a sedicimila tifosi giallazzurri in festa nella notte da leoni del 16 giugno 2018. Mirko Gori non può mancare anche perché rende possibile la finale con la rete che segna nella gara pareggiata con il Cittadella. Conra la formazione dell'ex Stellone, resta in campo fino al 29 della ripresa, sostituito da Chibsah. Quindi gli ultimi due campionati e mezzo di nuovo in Serie B con le ultime 49 presenze prima di traversi a gennaio scorso all'Alessandria di Moreno Longo.
Ricapitolando il tutto, ecco la gloriosa carriera di Mirko Gori in maglia giallazzurra tra i professionisti: due campionati di Prima Divisione, altrettanti di Serie A e sei di Serie B. C'è da esserne fieri.