«Prima dell'inizio della partita abbiamo pensato che dovevamo dare tutto per cercare di uscire indenni dal campo. Invece il dare tutto non è bastato per evitare la sconfitta. Comunque il Lecce, anche se non è l'unico, sta facendo un buon campionato». Abbiamo estrapolato questa dichiarazione di Fabio Grosso da quelle rilasciate al termine della partita che i canarini, quelli che il tecnico ha avuto a disposizione per la difficile e importante trasferta nel Salento, hanno cercato invano di pareggiare e che, comunque, è rimasta sul binario della incertezza fino al triplice fischio del direttore di gara. Ed è un dato di fatto dal momento che l'incontro si è chiuso con l'unica rete firmata da Massimo Coda. 
Quindi non riusciamo a comprendere il senso di alcune parole dell'allenatore dei salentini, Marco Baroni, laddove ha voluto precisare che «si poteva segnare di più, ma è sempre difficile farlo contro una squadra che ha giocato tutta sotto la linea della porta».

Il Frosinone doveva forse rinunciare a fare il proprio gioco? Il fatto è che l'estremo difensore giallazzurro Minelli ha trascorso un pomeriggio di calcio di ordinaria amministrazione senza compiere interventi prodigiosi anche se, in una delle pochissime palle gol avversarie, è stato salvato dal compagno di squadra Cotali. Alla fine mancavano quindici minuti più il recupero e il Lecce ha badato soltanto a mantenere il vantaggio, cercando non la porta difesa da Minelli per segnare ancora, ma le due bandierine del calcio d'angolo poco distanti per perdere tempo. È chiaro, però, che chi vince ha sempre la ragione della sua parte e anche la facoltà di non dire che l'avversario battuto era fortemente decimato.
Le note positive
A parte l'atteggiamento positivo con il quale i canarini hanno affrontato l'impegno e lo spirito che ci hanno messo per tutta la durata della gara, in netto contrasto con l'accresciuta assenza di efficacia in zona gol, anche l'emergenza in difesa ha permesso al tecnico di schierare per la prima volta Kalaj (2000) dall'inizio, Oyono (2001) ad inizio ripresa e Maestrelli (2003), che hanno superato l'esame a pieni voti. Specialmente i due più giovani. Kalaj, comunque, è rimasto in campo fino al 25' della ripresa quando ha lasciato il posto a Maestrelli appunto. Una sola incertezza nell'occasione del gol ma di fronte aveva un attaccante di razza che ha segnato già altre diciotto reti. Oyono non ha accusato la prima in maglia giallazzurra, anzi è apparso in alcuni momenti anche disinvolto nel coprire il ruolo difensivo. Per Alessio Maestrelli, nipote d'arte per l'indimenticabile nonno Tommaso e per lo zio Marco Materazzi campione del mondo nel 2006 e vincitore del "triplete" con la maglia dell'inter di Mourinho nel 2010. Il ragazzo è tra i protagonisti del positivo campionato che sta svolgendo la formazione Primavera 2 di mister Gorgone e per la prima volta ha debuttato nel calcio pro, avendo davanti a sè, sul rettangolo di gioco dello stadio di Via Del Mare, proprio Massimo Coda. Se si eccettua un appoggio errato che ha innescato l'azione offensiva del Lecce, il giovane leone ha tenuto testa al bomber senza alcun timore reverenziale. Assolutamente tranquillo nei suoi interventi e negli appoggi, quando pressato, al proprio portiere.
Continua l'emergenza
Intanto la squadra è scesa di nuovo ieri mattina in campo in vista della in programma domani (fischio d'inizio alle ore 19) sul campo del Pordenone. Seduta di scarico per i canarini impegnati nella gara di Lecce mentre il resto del gruppo ha svolto lavoro aerobico. Stamane la rifinitura e, quindi, la partenza per il Friuli. Fabio Grosso dovrà fare a meno degli squalificati Gatti e Cotali mentre avrà di nuovo a disposizione il difensore Szyminski che ha scontato il turno di stop per recidività in ammonizioni. Il tecnico, comunque, spera di poter contare anche su almeno qualcuno dei tanti indisponibili nell'ultima gara. In particolare Zampano, Brighenti e Ravaglia, mentre è impossibile che possano recuperare sia Garritano che Charpentier.