L'esonero di Nesta e l'arrivo di Grosso sulla panchina del Frosinone dimostrano in maniera oggettiva che nell'ultimo periodo il Frosinone ha incontrato delle difficoltà nel suo cammino verso quello che è l'obiettivo dichiarato a inizio stagione: un posto nei play off. Difficoltà che, se vogliamo essere onesti fino in fondo, soprattutto nelle ultime tre gare non hanno riguardato certo l'atteggiamento o il gioco, ma solo il risultato. Con il Brescia, a Verona contro il Chievo, ma anche nella prima ora di sabato scorso con il Lecce, i canarini hanno messo in campo una buona prestazione alla quale è mancato soltanto il gol. Per questo, e per altri motivi dei quali parleremo dopo, la logica vorrebbe che, nonostante il neo allenatore sia un fautore del modulo 4-3-3, almeno nella prossima gara contro la Reggiana il Frosinone possa comunque ripartire dal 3-5-2. Vale a dire quell'atteggiamento tattico che nell'ultimo lustro ha regalato indubbie soddisfazioni al club di Viale Olimpia e, soprattutto, che permette alla maggior parte dei calciatori che compongono l'attuale rosa giallazzurra, di poter esprimere al meglio le loro qualità. L'altro motivo al quale accennavamo prima, per cui Grosso nella sfida in programma venerdì 2 aprile alle 18 allo stadio "Benito Stirpe" contro la Reggiana non dovrebbe (almeno inizialmente) modificare il 3-5-2, è l'importanza della posta in palio. Battere l'attuale quintultima della classe vorrebbe significare portare il vantaggio sulla stessa, e quindi sulla zona play out, a dodici lunghezze. Un divario impossibile da recuperare in sole sette gare. E allora sì che a quel punto, con il Frosinone praticamente salvo, il nuovo allenatore da lì alla fine potrebbe anche cominciare ad aprire quel nuovo corso, a livello tattico, del quale parla fin dal suo arrivo nella società del capoluogo ciociaro il responsabile dell'area tecnica Guido Angelozzi. E non è vero, come qualcuno vuole fare credere, che il 3-5-2 è un modulo piatto. Tutto questo dipende solo dagli interpreti. Senza scomodare Gasperini, che partendo dalla difesa a tre regala spettacolo in ogni partita della sua Atalanta, o Simone Inzaghi con la Lazio, è lo stesso Frosinone che in più occasioni ha dimostrato di poter essere aggressivo e propositivo anche con il 3-5-2. Prendiamo ad esempio la finale play off contro lo Spezia. Nella gara d'andata la linea arretrata dei canarini attendeva l'avversario a pochi metri dal suo limite dell'area. Morale della favola? Spezia padrone del campo e successo per 1 a 0 della formazione di Italiano. Ritorno al "Picco" tre giorni più tardi. La linea arretrata dei giallazzurri si abbassa al massimo qualche metro dopo la sua metà campo. Risultato? Frosinone padrone del campo. Spezia in balia dell'avversario. Vittoria per 1 a 0 e promozione in Serie A fallita solo per un altro gol che Brighenti e compagni avrebbero assolutamente meritato per quanto fatto in campo. E allora non stiamo qui ancora a parlare di numeri, ma cerchiamo solo di mettere i canarini nelle condizioni di poter dare il massimo, battere per il momento la Reggiana e poi... Chissà.