Alessandro Nesta non è più il tecnico del Frosinone Calcio. La notizia, rimbalzata sugli organi di stampa nel pomeriggio, ora sta scatenando un vero e proprio 'toto-allenatore'. Chi guiderà i giallazzurri nel prosieguo di questo insidioso campionato di serie B? Il sollevamento dall'incarico dell'ex campione del mondo nel 2006 apre la porta a diversi scenari. Scartata l'ipotesi Ventura, la prima a circolare subito dopo la drastica scelta della presidenza frusinate, pare che la lista dei papabili conti tre nomi: Salvatore Sullo, Cristian Bucchi e Fabio Grosso. 

Il primo  - Sullo - vanta un fil rouge con l'accantonato Ventura: difatti, da luglio 2016 a novembre 2017, è stato il suo secondo nell'avventura con la Nazionale Italiana. Nell'ottobre del 2018 è tornato ad affiancare il tecnico al Chievo, ma dopo un mese Ventura rassegna le dimissioni e l'intero staff scioglie il contratto. Nel giugno 2019 viene annunciato alla guida del Padova appena retrocesso in C: anche qui non termina la sua corsa ma viene esonerato con la squadra al quinto posto dopo una sconfitta col Modena.

Bucchi dà il via alla propria carriera di allenatore nel 2012 con la primavera del Pescara. Restando, però, alle vicissitudini più recenti, l'ex attaccante mette a referto, nel 2017, l'esperienza in serie A con il Sassuolo: esperienza che si è rivelata negativa e terminata con l'esonero. Tutt'altra musica con il Benevento appena retrocesso in B: porta, nel 2018, la compagine campana al terzo posto, qualificandosi per i play off da cui però viene eliminato dal Cittadella. A Giugno 2019 viene ufficializzato come nuovo mister dell'Empoli ma la sconfitta proprio con il Pescara gli costa il posto.

Ultimo nome - e sembrerebbe anche il più quotato - quello di Fabio Grosso. Questo sarebbe un passaggio di testimone da un campione del mondo ad un altro. Le ultime 'voci di corridoio' sussurrano neppure troppo sommessamente, che l'ex Inter e Juventus stia cercando di risolvere l'attuale contratto che lo lega al Sion. Di lui vogliamo ricordare il rigore che consegnò all'Italia il quarto successo ai Mondiali, a 24 anni di distanza dall'ultimo. Non si sa mai che porti fortuna anche ai colori giallazzurri...

Intanto Alessandro Nesta affida ai social il suo addio a Frosinone. Di seguito il post apparso sui suoi canali ufficiali

Le parole di Nesta

"Saluto una Società e una tifoseria straordinarie. Frosinone mi ha accolto fin dal primo momento...ho potuto sentire il calore delle persone e il forte attaccamento verso questo Club, ricco di entusiasmo e passione. Ci tengo a ringraziare il Presidente Stirpe per avermi dato l'opportunità di allenare un gruppo di ragazzi fantastici, che hanno dato sempre tutto, TESTA e CUORE per questi colori. Un'esperienza intensa che porterò sempre con me. Da oggi avrete di sicuro un tifoso in più. Grazie a tutti!"

Una conferenza stampa dell'ultimo minuto nella quale Stirpe ha annunciato l'esonero del tecnico Alessandro Nesta. Il nome del nuovo allenatore verrà comunicato nelle prossime ore dalla Società. Nesta è il sesto allenatore sollevato dal patron giallazzurro nei 18 anni di presidenza.

Nelle parole del presidente una attenta valutazione su quello che potrà essere il suo futuro nel Club giallazzurro: "Scusate del poco preavviso – ha esordito Maurizio Stirpe – però nel calcio la velocità è una caratteristica importante. Soprattutto quando si valutano gli eventi, le situazioni quali esse siano e si debbono prendere le opportune determinazioni in presenza di certi tipi di problematiche."

"Volevo approfittarne  - ha proseguito - per fare il punto della situazione su alcuni aspetti doverosi da chiarire da parte della Società. Innanzitutto dobbiamo ripartire dalla posizione di classifica rispetto agli obiettivi prefissati. In tempi non sospetti dissi che dovevamo stare dalla parte sinistra della classifica per poi capire a poche giornate dalla fine della stagione regolare, se ci sarà la forza per competere all'obiettivo playoff. Ma se analizziamo l'andamento della stagione, fino al 18 dicembre possiamo dire che la squadra stava facendo meglio degli obiettivi prefissati, eravamo terzi in classifica. Anche a fronte di un inizio stentato.

Poi è arrivato il Covid - ha aggiunto Stirpe - che ci ha colpito in un modo molto severo, con tanti contagiati. Insieme alla Reggiana credo che abbiamo avuto il maggior numero di contagiati e tutto questo ha influito dal 20 dicembre fino al termine del girone di andata tra malattia ed anche infortuni di elementi rappresentativi. Il potenziale è chiaramente rimasto inespresso. Senoché è iniziato nel mese di febbraio e poi è proseguito anche a marzo un andamento preoccupante: 10 punti in 11 partite nel girone di ritorno, con 2 vittorie, 4 pareggi e altrettante sconfitte. Alcune di queste immeritate, altre meritate. Ritengo in ogni caso che ci siano dei segnali da cogliere soprattutto nelle ultime due gare che daranno la giustificazione delle cose che dirò successivamente.

Mi riferisco – scende nel dettaglio – al secondo tempo della gara col Chievo, nel quale si sono mostrate fragilità importanti: abbiamo avuto il modo di chiudere la partita e di farlo con un avversario che te lo consente e se non lo fai, questo è un grave punto di demerito. Denota qualche scricchiolio nei meccanismi. E poi non mi è piaciuto il secondo tempo della gara col Lecce, una squadra comunque forte e in salute, non mi riferisco al fatto di aver perso. Non ci sta a dover perdere in quel modo dopo un primo tempo importante, di andare sotto di un gol nella ripresa, subire un rigore, parare il calcio di rigore: quella di solito deve essere la spinta, la molla che ti fa ripartire e che ti dice di provarci fino alla fine. Invece non è successo assolutamente niente. La somma di due tipi di fragilità mi hanno fatto molto pensare".

Poi Stirpe è sceso nel dettaglio delle questioni riguardanti il tecnico e la squadra: "Arriviamo alla parte delle decisioni. Noi in questo Frosinone ci mettiamo testa, cuore e portafoglio. Altri ci mettono solo la lingua per fare polemiche. Ritengo quindi, decisione per me molto sofferta e sono stato molto dibattuto dal prenderla ma dico che c'è bisogno di una scossa. La squadra e l'ambiente non debbono avere più alcun tipo di alibi. Perché quando una Società difende un allenatore, come ha fatto il Frosinone con Nesta, lo fa sulla base dei numeri. Ma Nesta è un allenatore che non ha mai potuto applicare il suo sistema di gioco perché non c'era la disponibilità dei giocatori ad attuarlo oppure diciamo che c'era una inadeguatezza in caratteristiche di taluni per poter replicare certi schemi o meccanismi di funzionamento. Nesta è partito male la scorda stagione, ha dovuto gestire male le tessine di una retrocessione. C'era gente che voleva andare via a fronte di nessuna richiesta – spiega con dovizia di particolari Stirpe – gente che non ha la sensibilità di capire che c'è qualcuno che ti paga e soprattutto che esistono dei rapporti tra Società che debbono essere salvaguardati. La Società ha supportato Nesta, a volte bene, altre meno bene. Dopo un avvio non soddisfacente la scorsa stagione, tutti abbiamo trovato un equilibrio prima del lockdown. C'è stato il Covid, lo stop dei campionati e tutto quello che ne consegue e tutto questo non è stato metabolizzato bene né lo scorso anno e né quest'anno. Significa che abbiamo una scarsa personalità. Perché giocare senza nessuno allo stadio fa prevalere solo chi riesce ad estraniarsi anche senza la presenza del pubblico, chi ha una forza mentale importante. Gli acuti li abbiamo fatti a fronte di gamba e forma giusta di alcuni giocatori. Altre volte abbiamo rimediato una brutta figura per le motivazioni dette in precedenza, la mancanza di quella famosa forza mentale. Anche quest'anno siamo ripartiti alo stesso modo".

Le parole che annunciano l'esonero. E squadra in ritiro. "A me dispiace esonerare Nesta – sottolinea il presidente, entrando nel cuore del suo intervento – ma non è lui il problema. Ma non voglio dare più alibi all'ambiente che da tempo chiede la testa dell'allenatore. All'ambiente chiedo di valutare gli accadimenti. I responsabili sono quelli che sono andati via, sia per loro volontà ma anche per comportamenti maleducati e insopportabili. Chi non c'è ha sempre torto. Chi rimane e ci mette testa, cuore e portafoglio forse merita più rispetto di quanto non ho visto in questo ultimo periodo. Per cui noi esoneriamo l'allenatore anche se lui ha una parte di responsabilità. La parte maggiore la ha invece chi è andato via, basta rileggersi il film degli ultimi tre anni. Per chi fosse interessato, si vada a rivedere il film degli ultimi tre anni. E ognuno potrà fare le sue valutazioni e considerazioni. E poi la parte di responsabilità la hanno quelli che sono rimasti. Le responsabilità sono queste e da oggi non ci sono più alibi. La squadra lo farà da condizione di ritiro da domenica prossima con un nuovo allenatore, a tempo indeterminato e fino a quando il Frosinone non riuscirà ad uscire dal campo in un modo dignitoso e quindi i risultati non determineranno il contrario".

"Infine – e qui analizza la sua presenza nel Frosinone Calcio – vi dico che anche per me inizia una fase di valutazione: queste ultime due stagioni sono state molto difficili, dal punto di vista economico, finanziario per tenere tutti insieme. Senza ricevere nemmeno una telefonata di incoraggiamento da parte di nessuno. Sembrava quasi fosse un dovere fare queste cose. Questo mi fa riflettere. Non tutto deve essere dato per scontato. E tutto deve essere messo in armonia col resto dell'ambiente. Io faccio il calcio perché voglio dare qualcosa alla gente del territorio ma non deve essere un obbligo bensì un piacere perché immagino che dall'altra parte c'è gente che ha piacere di ricevere questo sforzo allo stesso modo. Se dovessi accorgermi che questo piacere non è più reciproco e lo valuterò attentamente, sarò il primo ad alzare il sedere dalla sedia. Parte così anche una fase di valutazione e riflessione il cui esito non è scontato. Ne parleremo a fine stagione, ne parleremo qualora dovessimo riuscire a trovare lo spirito giusto che ci ha portato fin qui e che qualcuno ha dimenticato. Questa cosa mi dà molto fastidio. Debbo dire la verità, in tante situazioni mi sono trovato in una grande condizione di solitudine. Penso che il calcio così non valga la pena farlo".

di: La Redazione

Esonerato Alessandro Nesta: questa la drastica scelta fatta dalla dirigenza del Frosinone Calcio. Finisce così, dopo due anni, l'avventura del tecnico sulla panchina dei canarini. Su tale decisione pesa senza dubbio l'ultima pesante sconfitta rimediata in casa contro il Lecce (0-3). Purtroppo, nelle ultime 7 gare, la squadra giallazzurra ha racimolato soltanto 6 punti, imponendosi una sola volta sul campo del Cosenza. Gli uomini del presidente Stirpe si trovano in una situazione certamente non facile, al 12esimo posto della classifica, a 6 lunghezze dal primo piazzamento utile per giocarsi l'ambita promozione in serie A. Ora è tempo di svolta. Certe ambizioni hanno bisogno di nuova linfa, linfa che secondo le indiscrezioni nazionali potrebbe passare per l'ingaggio di Gian Piero Ventura.

La nota del club

Il Frosinone Calcio comunica di aver sollevato Alessandro Nesta dalla guida tecnica della prima squadra. La Società ringrazia il mister per il lavoro svolto e gli augura il meglio per il futuro professionale.

di: Cristina Lucarelli