Erano i primi giorni della pandemia quando le speranze di venirne fuori erano più forti dei timori di un virus che non si conosceva. Erano i tempi in cui si cantava dalle finestre per allontanarlo e sconfiggerlo. Pian piano si capì che era difficile abbatterlo e che avrebbe procurato danni irreparabili alla salute e all'economia. Dalla grave e tragica crisi il Calcio non poteva restarne fuori perchè svolgeva e svolge tuttora una attività economica. Maurizio Stirpe, che è nel calcio da oltre quindici anni, non tardò a capirlo e se ne fece portavoce come presidente del Frosinone. Sostenendo che il Covid avrebbe lasciato uno sport forse più povero ma sicuramente diverso. Su questo punto è iniziata la conferenza a... distanza di ieri mattina, prodotta dall'ufficio stampa della società di Viale Olimpia. Per il patron del Frosinone, dunque, il Calcio dovrà ripartire dalla sostenibilità economica e finanziaria per riconquistare i valori distrutti dalla pandemia. Quindi «necessità di ricostruire un modello di business attraverso gli investimenti sulle infrastrutture, sulla diversificazione dei ricavi e sulla creazione di un rapporto diverso con i tifosi».
Il bilancio del 2020
Il patron del Frosinone ha tenuto a precisare che «abbiamo fatto i primi due mesi dell'anno molto positivi tanto che eravamo secondi quando il campionato è stato sospeso. Alla ripresa di giugno non siamo riusciti a metabolizzare la mancanza degli spettatori sugli spalti. Ne abbiamo sofferto più degli altri e siamo riusciti ad agganciare i play off solo alla fine. Poi la squadra è riuscita ad esprimersi secondo le sue potenzialità anche nella finalissima , condizionata dagli episodi e anche sfortunata con la conclusione che tutti sappiamo».
Il presidente, passando al campionato in corso, ha aggiunto che fin qui è positivo e, comunque, «di non essere d'accordo con chi lo ritiene altalenante».
Sconfitta alla prima di campionato, quindi una striscia di cinque vittorie, seguita da due insuccessi che hanno dato il via ad una nuova serie di risultati positivi, iniziati alla fine del mese di novembre. Perciò un campionato che ci sta tutto.
Il presidente ha quindi parlato delle priorità della società: il completamento del Centro sportivo di Ferentino e di tutte le strutture ausiliarie all'intento dello stadio. «Dopodichè - ha precisato Stirpe - ci sarà una profonda revisione sulla missione e la qualità del servizio offerto dal Settore giovanile. Non è esclusa una diversa organizzazione dello stesso. Secondo me dobbiamo sfornare un maggior numero di talenti rispetto a quanto non abbiamo fatto in passato. Si investirà sul settore giovanile e sempre di più. Ritengo che questa direzione sia prodromica al raggiungimento dei risultati ai quali bisogna ambire per rendere il Frosinone autosufficiente nel tempo rispetto all'azionista di riferimento. Il Frosinone deve avere la capacità e i mezzi per sapersi sostentare da solo».
L'arrivo nel Frosinone di Guido Angelozzi va inquadrato anche nel discorso sulla scoperta dei talenti per individuare la strada e farne crescere in numero maggiore all'interno del sistema Frosinone.
«Abbiamo avuto dei buoni risultati - ha precisato Stirpe - dal 2010 al 2013. Da quel momento in poi non mi sembra che ci siano stati risultati apprezzabili. Bisognerà scoprire il modello di organizzazione migliore per raggiungerli e, una volta individuato, dovremo associare gli strumenti economico-finanziari necessari».
Dopo aver precisato che l'obiettivo della società nel campionato è di piazzarsi nella parte sinistra della classifica per poter effettuare i play off, il presidente ha anche dichiarato che «finora è in linea con quel tipo di obiettivo, che non posso certo cambiare. Poi vedremo cosa saremo capaci di fare».
Il patron del Frosinone si è anche espresso sul rendimento e sulle qualità di Novakovich e di Parzyszek affermando che «abbiamo investito su di loro e penso che finora hanno fatto vedere solo in parte le loro potenzialità. Insomma hanno entrambi margini di miglioramento ampio». Sul mercato: «Partiremo con un certo tipo di programma, ma molto dipenderà da quello che succederà di giorno in giorno. Come tutte le società che operano, se capiterà l'occasione e la situazione giusta proveremo a migliorarci».
Il presidente ha escluso che c'è stato il rischio di separazione con il tecnico. Questa ipotesi non è stata mai presa in considerazione dalla società. Se nelle prestazioni positive della squadra c'è la mano di Nesta «posso dire - ha affermato Stirpe - che la mano del nostro allenatore si è sempre vista in questo anno e mezzo. Le idee non gli mancano e fa del tutto per applicarle. A volte gli è riuscito bene, altre meno. Ora se è merito dei ragazzi o del tecnico quando la squadra gioca bene o ridistribuire i demeriti quando gioca male, questo non lo so. Comunque con grande intelligenza tecnico e giocatori si sono spesso confrontati per trovare la sintesi giusta».
Il ruolo di Salvini
Maurizio Stirpe ha precisato: «Ernesto Salvini lavora con me da circa 15 anni. Per 9 è stato responsabile dell'Area tecnica. È arrivato all'inizio di questa stagione in condizione di grandissimo stress, determinata dagli impegni e dalle sollecitazioni di questi anni. Per ora è stato collocato in ferie. Gli spettavano. E questo periodo è anche lungo perchè Salvini non le ha mai fatte le ferie. Prima del termine della stagione sportiva valuteremo insieme e prenderemo una decisione comune. Adesso non è una priorità né il momento di parlare di queste cose».
Infine il momento dei ringraziamenti, dei saluti e degli auguri.
«Volevo cogliere questa occasione - ha dichiarato il patron del Frosinone - per ringraziare i tifosi. In un periodo così delicato e di grande disorientamento il rapporto con loro rimane saldo, nonostante dal punto di vista fisico non riusciamo ad avvicinarci. Non so quando potremo farlo e quando potremo tornare allo stadio. Spero presto».
Infine un ringraziamento «a tutti i collaboratori della squadra, partendo non solo dai dirigenti, dai tecnici e dai calciatori, ma da tutti quelli che ruotano attorno al nostro mondo e che alla fine contribuiscono in misura non banale al raggiungimento dei risultati della società. Un grazie di cuore a tutti... Non ho mai fatto promesse, ma in questo momento la preoccupazione principale è quella di rendere il Frosinone sempre più solido dal punto di vista economico, sempre più autosufficiente dal punto di vista finanziario e sempre più capace a navigare in questo mare con le proprie gambe. La mia missione qui finirà quando saremo capaci di raggiungere questo tipo di risultato. Grazie ancora a tutti e buone feste».