In occasione della sfida di sabato pomeriggio tra Frosinone e Chievo, sugli spalti dello stadio "Benito Stirpe" era presente anche il presidente della Lega di Serie B, Mauro Balata, che con grande disponibilità e gentilezza si è concesso per un intervista in esclusiva a Ciociaria Oggi.

Il presidente Maurizio Stirpe, all'inizio della pandemia, aveva visto giusto dichiarando che il calcio post Covid sarebbe stato molto più povero e avrebbe incontrato grandi difficoltà. Qual è la situazione attuale delle società di Serie B considerando anche che sono aumentate le uscite a causa dei protocolli sanitari e chiaramente diminuite notevolmente tutte le entrate?


«Io direi - interviene Balata - che tutto il sistema economico del Paese sta vivendo una crisi paragonabile probabilmente soltanto a quella del 1929. Logico, quindi, che anche le società appartenenti alla nostra Lega vivano delle difficoltà oggettive per i motivi di cui ha parlato lei prima: mancati incassi al botteghino, poca presenza di sponsor e via dicendo. Ciononostante si sta cercando comunque di andare avanti, tra tantissimi sacrifici, nel miglior modo possibile».


Un mese fa lei si rivolse al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli dicendo che la B non è terra di nessuno ma il "Campionato degli Italiani", e che quindi il piano di ristoro previsto per le società anche di calcio dalla Serie A in giù non poteva prescindere dalla B. Ha avuto riscontri a tal proposito?


«Il Ministro si è dimostrato assolutamente sensibile a quelle che sono le esigenze della B e delle nostre società e si sta prodigando per adottare i giusti strumenti per poter riuscire ad attraversare questo "mare in tempesta" e quindi arrivare in un "porto sicuro". Per cui si sta lavorando con le istituzioni per avere strumenti normativi, anche fiscali, che ci consentano di arrivare a un momento dove l'economia del calcio potrà ripartire . Le dimensioni di questa crisi sono talmente importanti e imponenti che ritengo dovremo essere supportati per due o più stagioni sportive. Salvaguardare il campionato di B e le sue società, significa salvaguardare un pezzo importante dell'economia e della vita sociale del nostro Paese».


Che fine ha fatto il discorso riguardante l'accordo del 2009 con la "A" sulla mutualità. La Massima Serie avrebbe dovuto passare alla B il 7,5% dei finanziamenti derivanti dai diritti televisivi e quant'altro. Poi con la legge Melandri questo tasso venne abbassato al 6% e adesso voi, giustamente, chiedete comunque il rispetto di quell'accordo (dai 15 ai 20 milioni di euro che dovrebbero entrare nelle casse della Serie cadetta)…

«Siamo in una fase probabilmente decisiva. Nei prossimi mesi si dovrebbe venire a capo di questa situazione. L'auspicio è di arrivare finalmente a un'intesa chiara e corretta».


Per la stagione prossima si ipotizza un campionato di Serie B a 21 squadre. Diventerebbe l'unico in Europa con un numero di formazioni dispari. Perché questa idea?

«È un'iniziativa provocatoria della nostra Lega per arrivare finalmente a ristabilire un format simmetrico credibile sostenibile e che consenta uno sviluppo corretto al nostro campionato. Non si possono avere tre promozioni e parallelamente quattro retrocessioni. A tal proposito posso dire che abbiamo avuto ampie rassicurazioni e confidiamo nella lungimiranza e capacità del presidente Gabriele Gravina. Se sono tre le squadre che salgono in A altrettante devono essere quelle che scendono in C».


Ci spiega perché in un primo momento si era parlato dell'introduzione del Var da inizio girone di ritorno e ora tutto è slittato e la tecnologia per la Serie B verrà inserita come nelle ultime due stagioni soltanto nei play off?

«Tempo fa era stato chiesto alla nostra Lega di farsi trovare pronta per partire con il Var da inizio girone di ritorno. Ci siamo messi al lavoro e abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare per farsi trovare pronti. Il tutto era stato riconosciuto formalmente anche dalla Figc in una lettera che ci ha inviato il suo presidente Gravina. Subito dopo, però, è stata l'Aia a mostrare improvvise difficoltà per poter partite con il Var da fine gennaio e a quel punto abbiamo tenuto conto di tutto questo e valutato di posticipare questa introduzione».