Il Frosinone Calcio e Guido Angelozzi. Sembrava che il matrimonio non dovesse più farsi, "né domani, né mai" ed invece è stato celebrato. Da pochi giorni, dopo un rinvio forzato di 17 anni, nel corso dei quali il Frosinone di strada ne ha fatta sotto la regia gestionale del presidente Maurizio Stirpe fino a raggiungere la massima serie calcistica nazionale, mentre Guido Angelozzi ha avuto la possibilità di dimostrare tutte le sue capacità come dirigente dello sport più bello e seguito del mondo, in tante società e soprattutto nel Sassuolo, vetta più alta e importante che altri, prima di lui, non erano riusciti a scalare. Separati da circostanze e progetti diversi ma uniti nel segno dell'amicizia vera che è stata alla base dell'incontro che, prima o poi, doveva esserci. E così ieri Guido Angelozzi è stato presentato, nella veste di Amministratore con delega all'Area tecnica del Frosinone Calcio, alla stampa nel corso della sua prima conferenza a distanza.

Il modello Sassuolo
Il dirigente canarino ha iniziato a rispondere alle domande dei cronisti parlando subito dell'obiettivo che si propone di raggiungere nel sodalizio ciociaro sulla scorta dei successi ottenuti con il Sassuolo, «piccola realtà - dice degli emiliani - ma anche una grande società che ha raggiunto ottimi traguardi». Un modello che Angelozzi vuole riconquistare e proporre nel sodalizio di Viale Olimpia. Ovviamente non può non parlare anche dell'impresa raggiunta con lo Spezia, preso per mano e condotto in Serie A. Ambienti positivi come quello trovato in Ciociaria dove «il Frosinone - ha precisato Angelozzi - è riuscito a tagliare traguardi importanti che spero di ripetere anche dal punto di vista personale». Il direttore dell'Area tecnica ha anche spiegato che «la sua idea del calcio è fortemente aziendalista come filosofia di lavoro all'interno della società. In questi ultimi anni ho anche capito che il calcio dovrà cambiare per evitare di finire male».
La politica dei giovani
Anche in considerazione della crisi gravissima dovuta al Covid Guido Angelozzi ha poi precisato che «l'unica via di salvezza per una società è quella di puntare sui giovani e iniziare un percorso che tenga nella massima considerazione il bilanciamento delle entrate e delle uscite e l'organizzazione societaria che nel Frosinone è già radicata». Comunque, in tutte le società in cui ha prestato la sua opera, il discorso dei giovani è stato al centro della sua attenzione. Ed è tornato di attualità in considerazione anche della pandemia ancora in atto.
«La mia filosofia, insieme alla politica rivolta ai giovani, l'ho perseguita in tutti i club in cui sono stato. Le società sono in crisi, molte rischiano di scomparire, l'unica strada è quella di restare dentro precisi parametri e, soprattutto, lavorare e puntare sulla linea verde. Anche a La Spezia ci siamo riusciti con la società che è risultata all'undicesimo posto in fatto del monte ingaggi e con la squadra più giovane delle altre. Spero di ripercorrere quella strada anche se non è facile».
I ruoli di Salvini e Frara
Guido Angelozzi, rispondendo alla domanda riguardante Ernesto Salvini e Alessandro Frara ha precisato che «il direttore è in organico ed attualmente in ferie. Quando tornerà vedremo se ci sono le giuste condizioni per continuare. Frara ha iniziato un percorso di crescita con me e spero di riuscire a farlo diventare un dirigente importante. Farà molto scout che è importante per una società di calcio. Siamo tutti sotto esame e se ci sono persone brave sono aperto a tutte le considerazioni. Non sono venuto a Frosinone per mandare via le persone ma per cercare di dare una mano per crescere».

Frosinone team importante
Un giudizio anche sul Frosinone dello scorso campionato?
«Prima del lockdown ero convinto che la squadra di Nesta si sarebbe classificata seconda. Poi non so cosa sia successo. Comunque il Frosinone è squadra importante, guidata da un tecnico emergente e credo che possa disputare una stagione d'alta classifica. Ma è difficile pronosticare dove arriverà. Comunque le potenzialità ci sono». Acquisti importanti e altri svaniti per poco. Angelozzi ne parla volentieri anche se alla fine conclude il discorso dicendo che «ora, però, è necessario pensare a trovare giocatori emergenti per il Frosinone». Comunque ci sono stati acquisti che hanno fruttato ed altri meno (come Babacar). «Lo presi a Sassuolo e rimane un rimpianto. Tra le soddisfazioni, invece, posso annoverare Amoruso. O Fabio Grosso che, presi dalla C2 ed è diventato campione del mondo. Potrei continuare con Scamacca, Frattesi, Pellegrini e Politano».
Calcio italiano molto più povero a causa del Covid con l'intero sistema che corre il rischio del default? Secondo Angelozzi il pericolo c'è se una società non è organizzata. Se invece ci si muove entro un perimento ben preciso, si può andare avanti. «Comunque a Frosinone c'è una grande proprietà, la famiglia Stirpe, che ringrazio per avermi dato la possibilità di venire qui. Ripeto che l'obiettivo principale è quello di lavorare sui giovani per riuscire a creare un patrimonio per il sodalizio».

Boloca e mercato di gennaio

Non potevano mancare in chiusura le domande sull'ultimo dei calciatori giunti alla corte di Nesta e sulla prossima finestra di mercato. Le risposte del neo Amministratore con delega all'Area tecnica del Frosinone: «Boloca lo abbiamo preso con lo scout dello Spezia che sarà il prossimo scout del Frosinone. Giocava nei Dilettanti e se fossi rimasto in Liguria sarebbe entrato molto probabilmente nel giro della Serie A. È giovane e sa fare entrambe le fasi di gioco e può interpretare il ruolo di mediano e quello di mezzala. Insomma le potenzialità non gli mancano ma dovrà fare esperienza».
E sulla finestra di mercato? «Con il presidente ne abbiamo parlato. Ma c'è ancora un mese e mezzo di campionato. La squadra attuale è forte ma vedremo se sarà il caso di fare qualche intervento».