Dal 31 agosto scorso, dopo aver indossato praticamente per una vita la maglia del Frosinone (dalle giovanili fino ad arrivare in prima squadra), il rapporto tra Luca Paganini e il club di Viale Olimpia si è definitivamente concluso. Anche se soltanto nella giornata di ieri è arrivata l'ufficialità che nella prossima stagione il classe ‘93 difenderà i colori del Lecce e quindi sarà avversario dei giallazzurri.
«Potevo scegliere - dice - tra Lecce e Brescia, ma ho deciso per il club salentino in quanto mi è parso più interessato di quello lombardo».
Assolutamente vero, visto che una settimana fa il diesse del Lecce, Corvino, aveva telefonato all'amico Ernesto Salvini per avere indicazioni sul calciatore. Il responsabile dell'Area Tecnica canarina non ha potuto fare altro che confermare tutte le qualità di Paganini che, non ultimo, anche il neo tecnico dei giallorossi, Eugenio Corini, conosce molto bene.
Giocatore per "ogni stagione"
Capace di ricoprire più ruoli
Dalle giovanili del Frosinone fino a quando ha fatto il salto in prima squadra, Paganini ha sempre ricoperto il ruolo di esterno alto nel 4-4-2 in quella squadra "griffata" Roberto Stellone. E svolto il compito con ottimi risultati tanto da essere convocato nella nazionale under 21. Poi, con l'arrivo di Pasquale Marino sulla panchina dei ciociari e il passaggio al modulo 3-5-2, il ragazzo è stato abbassato nel ruolo di esterno di destra del quintetto mediano. «Con lui in campo - diceva Marino - è come se fossimo uno in più nella fase di non possesso e altrettanto in quella contraria».
Alla guida dei giallazzurri arriva quindi Moreno Longo, e Paganini, che resta soprattutto esterno del centrocampo a cinque, viene comunque spesso schierato come interno di centrocampo, sempre nel 3-5-2. Lo stesso con Marco Baroni e nell'ultimo anno con Alessandro Nesta. E anche in questo ruolo dimostra tutte le sue qualità. Poi, come se non bastasse, prima nella trasferta di Perugia e poi nella gara del post lockdown allo "Stirpe" contro lo Spezia, Nesta lo propone nel ruolo di attaccante. Va in gol in entrambe le occasioni e nella seconda partendo dalla panchina, subentrando a quindici minuti dallo scadere e siglando il gol partita.
Un altro pezzo di storia
che saluta la squadra ciociara
Con l'addio di Paganini si assottiglia ancora di più la lunga lista di quei canarini che hanno scritto le più belle pagine della storia del Frosinone Calcio. A questo punto, infatti, dopo le partenze dei vari Daniel e Matteo Ciofani, Soddimo, Crivello, Frara (anche se per motivi diversi), Russo, Zappino (protagonisti di tre promozioni, Blanchard, Sammarco, Carlini e Gucher (di due), sono rimasti i soli Dionisi e Gori. Eppure, gente dalla memoria evidentemente corta, o forse meglio dire pseudo tifosi (comunque e per fortuna parliamo di una minima parte), hanno avuto il coraggio di criticare tutti questi calciatori nel momento dell'addio al Frosinone e lo stesso sta accadendo per Paganini. Come si può criticare un calciatore che ha sempre dato tutto per quella maglia che indossava, e non vogliamo nemmeno parlare delle tre operazioni al legamento crociato? Probabilmente gli ultimi sei mesi non sono stati all'altezza delle possibilità del ragazzo, ma per uno che per tre volte era andato vicino a chiudere la sua carriera anzitempo, dal punto di vista mentale non era facile pensare di scendere in campo e rischiare un qualsiasi tipo di infortunio senza avere un contratto per l'anno successivo. Per questo, e tanti altri motivi che oggettivamente sono sotto gli occhi di tutti, non saremo mai tra quelli che potranno muovere una pur piccola critica al ragazzo. Al contrario ci sentiamo soltanto di salutarlo con affetto e ringraziarlo per tutto quello che ha dato per il Frosinone Calcio.