Alessandro Nesta, dopo aver ringraziato l'amico Andrea Pirlo per avergli proposto il ruolo di suo secondo sulla panchina della Juventus, ha risposto che la sua intenzione è quella di continuare a vestire i panni di primo allenatore.

A questo punto, a meno di clamorose svolte nei prossimi giorni (il tecnico piace anche a qualche club di Serie B), sarà ancora lui sulla panchina del Frosinone nella prossima stagione. In fondo è sotto contratto con il club di Viale Olimpia per un'altra stagione ma, soprattutto, può vantare una fiducia illimitata da parte del presidente Maurizio Stirpe.
«Nesta - aveva detto il massimo esponente della società giallazzurra nel periodo più buio della stagione appena conclusa, ossia dopo il lockdown - non ha alcuna responsabilità per quanto sta accadendo». E se il giudizio di Stirpe sul suo allenatore non traballava in alcun modo in quei momenti figuriamoci oggi che la squadra ha mancato la promozione nella massima serie soltanto per un soffio ma, soprattutto, giocando in almeno tre gare dei play off il suo miglior calcio di questa stagione.

Chiaro, però, che prima di poter affermare con certezza che Nesta sarà ancora l'allenatore dei canarini, bisognerà capire quelle che sono le intenzioni di Stirpe a livello di obiettivi prima e di mercato poi.
«Se non andremo in Serie A  - ci aveva detto sempre Stirpe alla vigilia dei play off - non succederà nulla di particolare. E ci tengo a sottolineare questo soprattutto per la tranquillità dei tifosi. Faremo semplicemente un'analisi di tutto quello che non ha funzionato e metteremo in campo una strategia che ci permetta di evitare gli errori commessi. Chiaramente riequilibrando i progetti». Una frase semplice e concisa, dove l'unica cosa che resta da capire e quel "riequilibrando i progetti".

Conoscendo l'ambizione del presidente del Frosinone, siamo certi che non si riferisse agli obiettivi, che come sempre saranno quelli di un campionato da protagonista, ma al pesante monte ingaggi al quale la società da lui presieduta ha dovuto far fronte in questa stagione. Errori gravi in tal senso, commessi in passato, purtroppo pesano ancora (e tanto)sul bilancio del club di Viale Olimpia. Diversi i canarini che guadagnano troppo rispetto ad altri compagni ma anche alla stessa categoria. Tanto per fare un esempio, non c'è in Serie B un difensore che sfiora nemmeno lontanamente un ingaggio di 500 mila euro. E di esempi di questo genere potremmo farne anche per quel che riguarda altri ruoli fino ad arrivare agli attaccanti. Michele Marconi, tanto per fare un nome, la punta del Pisa che in questa stagione ha messo a segno quindici gol, ha un ingaggio di 120 euro, mentre alcuni attaccanti del Frosinone guadagnano il triplo o sfiorano addirittura il quadruplo.
Una situazione che, senza la conquista della Serie A è, chiaramente, diventata insostenibile. E a tal proposito la domanda è: riuscirà Stirpe a convincere questi calciatori ad andare via regalando loro la lista?

Ingiuste alcune critiche al tecnico Nesta
In attesa di conoscere la risposta a questo quesito vogliamo tornare un attimo sulla questione Nesta e la sua più che probabile conferma alla guida del Frosinone. Nel momento in cui abbiamo resa pubblica la notizia, che avevamo ricevuto già prima della finale di ritorno play off, riguardante la proposta di Pirlo al suo ex compagno e grande amico, sui social il probabile addio del tecnico è stato preso coma una sorta di "benedizione" da parte di tifosi canarini o pseudo tali.
A noi, invece, sembra più giusto mettere sicuramente in evidenza quelle che sono state alcune mancanze messe in mostra dall'allenatore in questa stagione, ma anche le cose positive che ha fatto vedere.

Partendo dagli aspetti negativi, a volte abbiamo avuto l'impressione che Nesta possa aver peccato sotto il profilo della psicologia nei confronti di qualche suo giocatore. La bravura di un tecnico sta anche nel saper capire chi dei suoi ragazzi va trattato con la "carota" e chi invece con il "bastone". Anche se poi, alla resa dei conti, le prestazioni esterne delle tre gare play off hanno comunque dimostrato un gruppo compatto e voglioso di tagliare tutti insieme l'ambito traguardo.

Dal punto di vista tattico, invece, fatta eccezione per alcune scelte a gara in corso che non ci sentiamo di condividere, per il resto non riteniamo che a Nesta possano essere addebitate altre colpe specifiche.
Ha avuto l'umiltà di rivedere le sue idee tattiche (era stato preso per far giocare il Frosinone con la difesa a quattro) e in quanto all'atteggiamento, che alla fine è quello che conta veramente per giocare bene e vincere le partite (a differenza del modulo e tutto il resto), si è visto che per quanto lui possa aver lavorato sullo stesso nel migliore dei modi alla fine tutto passa nelle mani dei suoi ragazzi quando scendono in campo. Ci spieghiamo meglio. Senza andare troppo lontano nel tempo, ma parlando esclusivamente di semifinale e finale play off, se in casa contro Pordenone e Spezia la squadra si limita al compitino senza aggredire,con la difesa che non ha il coraggio di restare alta e quindi far salire il resto dei compagni, la colpa è di Nesta? E allora perché poi nelle due partite di ritorno lo fa nel migliore dei modi, schiaccia l'avversario e vince con pieno merito? Meditate gente. Meditate.