"Vada come vada, penso che il calcio uscirà ridimensionato dal Coronavirus. E non mi spaventano tanto gli stipendi deigiocatori, quantoinvece il valore del calcio in sé e per sé. In questo momento, a livello di fatturato, vale meno di zero, sia per le televisioni, sia per gli sponsor e sia per chi ha investito dei soldi...". Sono le parole pronunciate dal presidente Stirpe il 31 marzo scorso nella intervista concessa a Radio Radio e che, due giorni fa, sono state riprese e ampliate, sempre sulla stessa emittente, nell'ambito del discorso sulla necessità che si torni a parlare il più presto possibile di calcio giocato.

«Il valore del calcio ha precisato il patron del Frosinone sarà tanto inferiore quanto maggiori sono le possibilità di non giocare. Perchè è evidente che mancherà il prodotto e poi i tifosi, gli sponsor per finire con le televisioni». Insomma se l'industria del pallone dovesse veramente fermarsi, le conseguenze sarebbero ancor più disastrose. Maurizio Stirpe riteneva addirittura insufficiente in quel momento (si era, come detto, alla fine di marzo) l'operazione fatta dalla Juventus poichè «bisogna ridiscutere asseriva tutti i contratti pluriennali stipulati in periodi in cui le aspettative dei ricavi erano completamente diverse rispetto a quello che ci attende nel futuro. Quanto deciso dalla Juve non basta perchè dovremo ridiscutere anche i contratti che partiranno dalle prossime stagioni sportive che avranno i connotati della insostenibilità».

Dichiarazioni che assumono uno spessore molto più importante considerati gli sviluppi drammatici che la pandemia ha avuto dal 31 marzo ad oggi e quello che ci aspetta nei prossimi mesi. Un recente studio operato dal portale Transfermarkt.it avrebbe fissato in 9,2 miliardi di euro, pari al 20%, la perdita dei valori che il calcio, su scala mondiale, sta subendo sotto l'attacco del Coronavirus. E questo comporterà necessariamente per le società e, in genere, per gli operatori tagli sostanziosi per poter far fronte alla situazione socio-economica di fine pandemia.

Per quanto riguarda la Serie A il calo sarebbe di oltre un miliardo di euro (-18,75) mentre per la Serie B sfiorerebbe i 60 milioni di euro (-16%) e in misura minore la Lega Procon 10milioni (-4%).Se inSerie A le squadre più colpite sarebbero Juve con -140.8 milioni (-18,6%), l'Inter con -132 milioni (-19,3%) e Napoli con -120 milioni (19,7%); in Serie B sarebbero l'Empoli con -5 Calcio Serie B milioni e il Perugiacon -4.6 milioni di euro. Sul taglio degli stipendi, alla fine, anche l'Aic è entrata nell'ordine di idee che sarà necessaria una contrattazione tra le parti e cioè tra le società e i rispettivi calciatori. Le percentuali dei tagli, ovviamente, dipenderanno anche dagli sviluppi della situazione relativamente alla ripresa o meno dei campionati.

Comunque anche a tal riguardo il presidente Stirpe è stato preciso nel dichiarare che il problema sarà affrontato al momento opportuno. Parlando e trattando con i singoli canarini quando si avrà la certezza sulla strada che imboccherà il calcio italiano. Brevemente, per concludere, diciamo che il Benevento ha il monte ingaggi, compreso i bonus, al lordo più alto, seguito da Frosinone, Cremonese, Empoli, Chievo e Salernitana, con Cosenza, Trapani e Citta ultime tre nell'ordine. In defintiva ballano ben 11 milioni di euro di differenza tra la il Benevento e il Cittadella.