Nel fine settimana Marco Capuano è stato ospite del Media Center del Frosinone Calcio. Un esperto di promozioni dalla Serie B alla A il difensore giallazzurro, visto che in passato ha già centrato per due volte questo traguardo. Nella stagione 2011/2012 nelle fila del Pescara, club nel quale è nato calcisticamente facendo tutta la trafila dal settore giovanile alla prima squadra, e poi nel 2015/2016 si è ripetuto con il Cagliari. Due vittorie uguali ma dal sapore diverso.

«Quella di Pescara dice è stata bellissima perchè ottenuta con la squadra del mio cuore. Già da bambino mio padre, colui che mi ha dato ninfa di calcio,mi portava a vedere le partite del Delfino. Quella di Cagliari particolare perchè arrivata in una squadra che rappresenta tutto un popolo e vive all'ombra di un mito come Gigi Riva. Indossare quella maglia non è facile».

Poi, prima di arrivare a Frosinone, Capuano ha giocato per una stagione e mezzo a Crotone.
«Una piazza che per molti aspetti somiglia a questa di Frosinone. Calda, ma pacata. E poi il terreno di gioco mi ricorda tanto il Matusa dove ho fatto il mio esordio a 19 anni in un Frosinone-Pescara che fu sospesa per pioggia sullo 0 a 0 e il recupero finì con il risultato di 1 a 1».

Nella sua vita calcistica il difensore del Frosinone ha affrontato tanti campioni e oggi non saprebbe dire chi tra questi sia il più forte. «Mi sono trovato di fronte gente come Milito, Etò, Totti, Higuain, Icardi. Ed è difficile poter indicare il migliore. Perchè ognuno di loro ha delle caratteristiche che lo rendono fortissimo».

Parlando del momento attuale, la lunga sosta ora comincia davvero a pesare.
«Ormai è oltre un mese che lavoriamo acasa e mi manca in maniera incredibile la palla, il campo, il sapore dello spogliatoi e l'adrenalina che ti regala la partita ufficiale».

Per finire a detta di Capuano in caso di ripresa del campionato molti valori verranno ad azzerarsi e in qualche modo si ripartirà quasi da zero.
«Sarà un mini campionato dove tutto può ancora succedere».