Ennesima rivoluzione in casa Sora Calcio, forse sinonimo che la società ci sta capendo poco o nulla in questo periodo della stagione. Prima fa, poi disfa. L'ultima notizia apparsa sui social bianconeri riguarda la decisionedella società di sciogliere i rapporti con i giocatori Damiano Partipilo e Luigi Cicino, arrivati proprio nel mercato "di riparazione". Le motivazioni? Non è dato saperle, ma solo immaginarle. Dell'arrembante Sora di inizio stagione ne è rimasto solo uno scheletro senza anima e cuore, che da undici partite rincorre il sogno di una vittoria ed invece continua a racimolare delusioni. La più forte è arrivata due domeniche fa, tra le mura dello stadio "Tomei ", dove ha perso malamente contro la Boreale Don Orione: i capitolini rifilarono un sonoro poker ad una compagine sfrangiata e priva di aggressività, poi è arrivato il pari in casa del Grifone Gialloverde. Di vincere, non se ne parla proprio.

Ma le colpe, perché a questo punto va preso atto che ce ne siano e diverse, a chi vanno imputate? Alla luce dei tabellini era nell'aria che l'attaccante Cicino non era più di gradimento a mister Antonio Tersigni, che gli ha concesso appena 14 minuti in occasione del collasso casalingo contro l'ex De Marco e compagni oltre ad appena 12 minuti in casa del Grifone Gialloverde. Altro discorso per l'ex centrocampista del Cassino Partipilo, che è stato usato maggiormente a causa di diverse contingenze tra cui prima l'infortunio capitato a Brack e poi la febbre di Reali. Poi, all'improvviso, via. Come se fossero loro gli artefici del tracollo bianconero. O solamente l'agnello sacrificale da dare in pasto ad un pubblico chiaramente amareggiato dai recenti verdetti?

D'altronde il Sora andava bene, prima. Andava talmente forte con il gruppo originario che si era trovata in cima alla classifica del girone B di Eccellenza,a incuteretimore ad ogni avversaria. Proprio così ha cominciato a coltivare il sogno della promozione in Serie D. Nel momento in cui, però, questa ambizione è divenuta l'obiettivo da dichiarare pubblicamente a mezzo conferenza stampa, il club crolla. Crolla sotto i colpi di un "mercato" che ha visto andare viaalcuni pezzi importanti della squadra per stravolgerla completamente. Tanti gli innesti operati dalla dirigenza volsca, proprio Partipilo e Cicino, Brack, Landolfi ecc. Intanto hanno salutato Pagnani, Testa, Vezzoli, tanto per citare alcuni nomi. Un cambiamento davvero di impatto, ma i risultati stentano ad arrivare.

Il problema è che gli stessi avevano già incominciato a scarseggiare dal 4 novembre, un mese prima dell'inserimento dei nuovi ragazzi, con il pareggio maturato sul terreno di gioco della Pro Calcio Roma. Ad oggi sono quasi tre mesi, quindi, che i lirensi non vedono i l'intera posta in palio. Afferrato questo concetto, torniamo alla questione cardine della vicenda: le responsabilità sono di ragazzi nuovi, appena giunti a Sora, a cui non è stato dato neanche il tempo di ambientarsi edi poter dimostrare se valessero o meno, o di altri? Sul banco dei colpevoli vanno messi atleti venuti da fuori e a cui, poche giornate dopo il loro tesseramento, è stato chiesto "attaccamento alla maglia" o bisogna guardare un po' più dentro? Forse gli imputati dovrebbero essere altri, viene da pensare.

Il mister? A cui non spetta solo il compito di mettere in campo la formazione migliore, ma anche quello di creare un gruppo e avere il polso di saperlo gestire. Tersigni, adesso, non lo sta facendo. Sarà stato anche l'ar tefice di due promozioni consecutive, ma non si vive di ricordi. Si parla tanto in ambiente di "chi vuole bene al Sora", ma se il tecnico gli avesse voluto bene veramente, probabilmente dopo lo 0-4 casalingo avrebbe rassegnato le dimissioni. Nel mondo del calcio è noto, il primo a pagare gli errori di tutti è quasi sempre l'allenatore, ma purtroppo sarebbe stato l'unico vero segnale di una scossa.

Certo è che non è solo Antonio Tersigni ad aver perso il controllo della situazione. Cessioni e acquisti. Chi ha operato sul mercato materialmente il direttore sportivo Francesco Pistolesi, ipoteticamente possiamo immaginare anche su suggerimento dei piani ancor più alti si è esposto alla "gogna mediatica"? No. Tutto tace. Nessuno parla, i calciatori si cambiano come i calzini e si scivola sempre più in basso in classifica. Ma magari ci sbagliamo. Magari la cura miracolosa è già in atto e presto torneranno gli allori di un tempo. Questo sarebbe davvero molto bello, ma nel frattempo la promozione in Serie D per il Sora diventa una Fata Morgana.