Il primo punto esterno dell'anno porta in dote al Cassino il rimpianto per quello che sarebbe potuto essere ma anche la consapevolezza di aver raddrizzato una gara che stava scivolando a conclusione portando a maturazione un nuovo stop, prima che una zampata vincente del baby Tribelli garantisse almeno il punticino. Un Cassino ampiamente rimaneggiato è riuscito comunque nell'intento minimo di recuperare una partita che sicuramente avrebbe potuto regalare anche l'intera posta in palio gestendo meglio il vantaggio numerico, specie nel primo tempo. Tuttavia, però, col passare dei minuti si stava mettendo male per i biancazzurri in virtù di qualche errore di troppo di concretizzazione e una contemporanea buona fase difensiva operata dagli uomini di Sgarra. Ai cassinati probabilmente è mancata quell'astuzia, quel mestiere, quella, diciamolo pure, "cazzimma" che sarebbe potuta appartenere a calciatori di esperienza e rapidità come Pintori e Celiento, ideali per destreggiarsi tra le fitte maglie della muraglia umana eretta dai romani, una volta in inferiorità, a difesa della propria porta.
Senza nulla togliere ai valorosi ragazzotti di prima linea biancazzurra che comunque il loro l'hanno fatto, eppure bene, sarebbe servito quel di più, travestito anche da fortuna per bucare il numero uno lupacchiotto.

Giglio due volte, poi Maraucci, Moracci e anche Lopez ci hanno provato ma senza l'esito sperato. Il Cassino ha costruito molto ma la mira è stata difettosa, riuscendo a raddrizzare la contesa solo a 8 minuti dal recupero e, nonostante ciò, un paio di occasioni sono state comunque generate per fare bottino pieno.
«Dobbiamo accogliere questo pareggio in maniera favorevole, almeno per come si stava mettendo la partita, siamo stati bravi a recuperarla sebbene in vantaggio di un uomo - sono le parole a mente fredda del capitano e perno difensivo del Cassino Maurizio Maraucci. - Il secondo tempo lo abbiamo giocato nella loro metà campo, oserei dire proprio nella loro area di rigore, ma non c'è stata quella fortuna di segnare un attimino prima per avere a disposizione qualche minuto in più per tentare il forcing decisivo che ci avrebbe garantito più chance di portare a casa i 3 punti». Intervistando il leader difensivo biancazzurro non si può evitare di porre una domanda sul reparto di terza linea: in queste prime quattro gare ufficiali di campionato il Cassino ha sempre subìto gol, tranne, volendo, nella gara di preliminare di Coppa Italia contro il Campobasso, è il dato che emerge.
«Dobbiamo sempre capire da dove veniamo - è la replica di Maraucci. - Il Cassino arriva dall'Eccellenza ed ha cambiato l'80% della sua rosa, il gruppo e la sua coesione si stanno formando man mano che ci conosciamo. È chiaro, si può fare meglio come squadra, sia quando attacchiamo che in fase di contenimento. Tuttavia se si va ad analizzare contro chi abbiamo giocato, subito salta all'occhio che ci sono due corazzate e candidate alla promozione come Rieti e Latina, e poi contro l'Ostia abbiamo perso su un rigore».
Sul ruolo che il Cassino sarà chiamato a recitare in questo raggruppamento, il capitano Maraucci ha le idee chiare ma vola basso.
«La prima cosa a cui dobbiamo pensare è il raggiungimento della salvezza - dichiara - una volta conseguita, se c'è l'opportunità di lottare fino alla fine per traguardi più prestigiosi lo faremo senza alcun dubbio».

Un Maraucci che tiene dritta la barra delle aspettative anche in virtù di una saggezza dettata dall'esperienza e dai gradi di capitano affidatigli da Urbano.
«Il discorso della fascia non me l'aspettavo - chiude il centrale biancazzurro - forse il fatto che io sia il più grande del gruppo ha giocato un ruolo nella scelta che spetta comunque al nostro allenatore o al limite alla società. Credo che finora io abbia onorato bene questo mio impegno. Mi trovo molto bene qui a Cassino, sono stato accolto egregiamente dalla società e dai tifosi e credo che ci siano tutte le carte in regola per fare un buon campionato».