Punto di ripartenza. Il Cassino non riesce a rompere l'incantesimo contro la bestia nera Arzachena, andando a sbattere nuovamente alla cabala: negli ultimi otto incontri solo due risultati utili per i benedettini (una vittoria ed un pareggio) e addirittura 6 kappaò, l'ultimo dei quali due giorni fa, benché immeritato. La classifica è cambiata poco per Lucchese e compagni, rimasti al quarto posto sebbene agganciati da Lupa Frascati e Monterotondo. Ma il passo falso si è sentito specialmente sotto il profilo della seccatura che porta in dote ogni sconfitta. Tocca ricominciare. Il rovescio dell'altro ieri non è nemmeno lontano parente di quello maturato due settimane fa col Pomezia. In quell'occasione il Cassino si consegnò quasi senza lottare, esibendo la prestazione più grigia dell'anno. Contro l'Arzachena di Nappi i biancazzurri ci hanno provato fino in fondo, non essendo fortunati né sugli episodi di gioco, né in quelli arbitrali dove si sono evidenziate un paio di situazioni dubbie in area smeraldina: il signor Spedale di Palermo sorvolava. Che non fosse la giornata fortunata del Cassino è stato plasticamente riprodotto dall'enorme occasione capitata nel finale ad Ingretolli che davanti a Fusco lo superava con un delicato tocco mancino, ma prima che la palla si adagiasse in rete interveniva Bonu, che nel tentativo di spazzare nei pressi della linea di porta, timbrava una clamorosa autotraversa: in quelle circostanze è gol al 99%. Peccato. Anche nel primo tempo, sullo 0-0, la solita incursione a fari spenti di Lucchese veniva frustrata da un intervento strappa-applausi del portiere ospite da un metro. Queste erano le occasioni più grandi per i padroni di casa che comunque ci provavano con pericolosità in almeno altre due circostanze. Il Cassino iniziava discretamente la sfida ma capitolava sulla poderosa incursione di Sartor che si fumava la difesa in velocità prima superare Campisi di giustezza. Dopo la rete i biancazzurri facevano molta fatica nel riorganizzarsi non trovando le giuste geometrie nel mezzo, tanto meno il modo per innescare le proprie bocche di fuoco, offrendo - allo stesso tempo - coraggio ad un'Arzachena che qualche grattacapo lo creava nei primi 45 minuti, per lo più in ripartenza. In questo frangente si doveva far di più. Le assenze di Cocorocchio e Orlando non aiutavano il Cassino sia tecnicamente che nel computo degli under, con Carcione che era chiamato a rinunciare ad una punta esperta (buona comunque la gara di Bianchi) per far quadrare i conti con gli Età di Lega. Quando i due under venivano chiamati a stringere i denti - nella ripresa - il Cassino lievitava trovando maggiore spinta e beneficiando del solito assetto più collaudato, ma per la scintilla in zona gol non era giornata nonostante il buon impatto sulla sfida di Cavaliere che offriva maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva. Un'ordinata Arzachena riusciva a far muro nelle retrovie rintuzzando, in un modo o nell'altro, tutti i tentativi dei padroni di casa che operavano una pressione significativa per tutto il secondo tempo.

Mister Imperio Carcione a fine gara si diceva soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi, recriminando sulla distrazione nell'occasione del gol incassato ma apparendo molto tranquillo per il proseguo del campionato. A proposito di prosieguo del campionato, il calendario adesso propone l'affascinante sfida alla nobile decaduta Casertana: curiosamente i benedettini stanno ricalcando gli stessi risultati del girone d'andata ma a campi invertiti. I falchetti, battuti all'andata, sono reduci dalla dolorosa sconfitta sul campo della Paganese che chiude ogni residua speranza di una clamorosa rimonta-campionato. Ai rossoblù resta da agganciare i play off, puntando a vincerli riponendo tutte le speranze nel ripescaggio, semmai. Il Cassino alla luce dei 15 punti su 31 conquistati fuori casa non ha paura di misurarsi nello stadio di quella che rimane, nonostante tutto, una corazzata.