Il Sora Calcio chiede a gran voce la serie D. E non è una richiesta esclusiva della società, ma il desiderio dell'intera cittadinanza e dell'Amministrazione che la governa. Quello cui si sta assistendo in questi giorni nella città bagnata dal Liri è qualcosa che da tempo mancava. Era da troppo tempo che non si vedeva un simile entusiasmo e, soprattutto, questa stessa comunione d'intenti con la realtà politica. Ad oggi, portare il club bianconero nella quarta categoria nazionale, significa salvare un patrimonio sportivo importante. Soprattutto in questo momento che ha visto sparire un'altra eccellenza dal panorama volsco, la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, che ha deciso di non riscriversi al prossimo campionato di Superlega, chiudendo così il "capitolo pallavolo". Ma Sora è stata sempre terra di calcio, questo è lapalissiano. Dai tempi d'oro ad oggi, passando per le tante ferite e delusioni, a Sora non si è mai smesso di sognare un ritorno in un "Tomei" vestito a festa. Quello che l'avvocato Giovanni Palma ha promesso ai sorani appena arrivato in città lo scorso anno. Promesse mai smentite, anzi. Più volte la dirigenza lirense, anche attraverso il vice presidente Gianluca Parente, ha fatto dichiarazioni importanti, come quella di portare Sora nel professionismo. Ad oggi, per l'intera provincia, sarebbe un traguardo non solo sportivo, ma economico, politico e sociale. Basta vedere il volano creato dal Frosinone Calcio, attualmente in serie B e in lotta per la A. Sora punta a diventare una realtà di spicco nel comprensorio – e già lo sarebbe, appunto escluso lo storico "nemico" giallazzurro e pochi altri club solidi come Cassino e Fiuggi -, troppo spesso martoriato da sparizioni, fusioni, mancanza di risorse, fallimenti. Quindi, nonostante siano tante le voci che vogliono Palma corteggiato da "rivali" campane, nonostante il comunicato della LND in cui è stato reso noto il blocco delle retrocessioni dalla Promozione in giù, fattore che complica il ripescaggio dei bianconeri in "D", a Sora si continua a credere nel sogno. I piani alti del club sanno che la loro non è una richiesta superba, ma soltanto quello che una comunità merita: per il blasone, per la storia, per i risultati, per l'impianto sportivo, per la solidità economica, per il progetto futuribile. Premesse che anche gli stessi tifosi evidenziano con i loro commenti sui social, a sostegno del loro presidente, un presidente che ha profuso denaro e impegno in una terra che non è nemmeno la sua ma che oramai lo ha adottato a pieno titolo. Dopo l'importante riunione tenutasi con il sindaco Roberto De Donatis, è emerso un mondo collaborativo che non tiene conto di colori e fazioni politiche, ma che vuole solo stringere il suo patrimonio sportivo e tutelarlo come merita. Le paroline magiche sono: "unione-di-intenti", come spiega lo stesso numero due sorano: «Unione di intenti: questo il gioco necessario che merita un territorio per la crescita da ogni punto di vista - afferma Parente -. Tutte le parti devono sentirsi responsabili in questo percorso. Da parte della società siamo pronti ed ora ci aspettiamo che l'espressione della federazione possa far decollare un territorio come Sora che da molto tempo aspetta progetti così solidi ed importanti».