Una stagione con numeri importantissimi, un primato che dura da inizio torneo e che attendeva solo di essere confermato dal campo. Questa, in estrema sintesi, la storia del campionato dell'Atletico Supino Frusino che, al momento dello stop, comandava la classifica del girone L di Seconda categoria con otto punti di vantaggio sulla seconda. Un ruolino di marcia fatto di diciassette vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta in venti gare disputate. Numeri a cui si aggiungono gli oltre tre gol segnati di media per gara a fronte di poco più di uno subito. Non ce ne vogliano le avversarie, Giuliano di Roma e Vallemaio su tutte, ma la stagione dell'Atletico è davvero di quelle da rimarcare. Ora la società lepina sta attendendo il consiglio federale del prossimo 10 giugno per verificare che effettivamente l'orientamento sia quello di premiare il merito sportivo e promuovere nelle categorie superiori almeno le formazioni prime in classifica nei vari tornei. La fiducia in seno al sodalizio biancorossa è ovviamente alta e ben riposta e la società sta iniziando a guardarsi intorno e programmare il prossimo campionato di Prima Categoria. Per capire cosa bolle in casa Supino abbiamo ascoltato la voce di uno degli artefici principali di questa ottima stagione, l'allenatore Giuseppe Vespaziani.
Mister, siete anche voi in speranzosa attesa delle decisioni della Lega Nazionale Dilettanti?
«Si, siamo in attesa ma fiduciosi. Ci sembra di aver capito, e non poteva essere diversamente, che l'orientamento della Lega sia quello di premiare il merito sportivo, cosa che riteniamo assolutamente corretta. Noi, d'altronde, sentiamo di meritare il salto di categoria perché stavamo conducendo un campionato fantastico meritando sul campo un primato, per altro davvero poco discutibile».
Come sarà festeggiare una vittoria in questo modo?
«Non sarà certo la stessa cosa che farlo sul campo, è ovvio ma, ripeto, l'Atletico Supino Frusino ha meritato il primo posto perché siamo in testa alla classifica dalla prima giornata e al momento dell'interruzione venivamo da una striscia vincente di ben nove turni. Noi sappiamo di meritare la promozione e siamo tranquilli con noi stessi».
Se promozione sarà bisognerà pensare al prossimo campionato di Prima. Come intenderete presentarvi?
«La nostra è una societa, con in primis il presidente Angelo Picchi, che è abituata a fare bene e con ambizioni importanti. Non andremo in Prima Categoria tanto per ma lavoreremo per farci trovare pronti e attrezzati».

Giuseppe Vespaziani
Questo vuol dire che l'attuale rosa vedrà dei cambiamenti?
«Ho un debito di riconoscenza verso tutti i miei giocatori e, fosse per me, li confermerei tutti. Ma è ovvio che così non potrà essere e per due motivi. Il primo legato al fatto che alcuni degli attuali giocatori potrebbero avere difficoltà a sostenere (per motivi extracalcistici) una stagione più impegnativa di quella attuale. La seconda è che necessariamente per fare bene occorrerà puntellare la squadra con innesti mirati nei vari reparti. E' nella logica delle cose quando c'è un salto di categoria».
Anche dal punto di vista societario i prossimi mesi potrebbero vedere importanti novità...
«In paese c'è grande attenzione per il lavoro svolto dal presidente Picchi e dai risultati ottenuti dalla squadra e confidiamo che questo interesse possa tramutarsi nell'ingresso in società di nuovi sostenitori. Persone motivate ed appassionate che vorranno dare un contributo alla nostra società in vista del prossimo campionato. Intanto, però, mi preme ringraziare l'Amministrazione Comunale per la messa a disposizione del nostro impianto da gioco, che si è rivelato non solo molto bello ma anche funzionale».
Dove dovete ancora migliorare?
«In vari aspetti e tra questi cito l'organizzazione di un settore giovanile che, salendo di categoria, risulta essere sempre più decisivo. Anche su questo fronte ci sono contatti avviati e novità che mi auguro si concretizzino nei prossimi mesi».
Quando si vince si fanno i ringraziamenti. I suoi a chi vanno?
«Al presidente Angelo Picchi che non ci ha mai fatto mancare nulla e, ovviamente, a tutti i miei ragazzi che hanno affrontato senza mai un momento di disorientamento una stagione fantastica. La loro tenuta mentale mi lascia pensare che prima che calciatori forti io ho avuto a che fare con persone davvero in gamba»