Imperio Carcione si promette al Cassino. Con il Campionato Nazionale Dilettanti virtualmente chiuso, si inizia già a pensare alla prossima stagione in casa benedettina con la certezza che il primo a risposare la causa sarà proprio il capitano.

Il classe '82 rinnoverà il suo amore alla maglia biancazzurra per l'undicesima volta in carriera. Ascese in Prima Squadra dalla Juniores Nazionale nel 2000 con mister Carmine Falso in panchina e Totonno Morra in presidenza, in quella che doveva essere una corazzata pronta aggredire la Serie C2, senza successo. Un'avventura lunga 8 anni nel primo step, dove Carcione visse tanta Serie D, un'amara retrocessione in Eccellenza ma anche l'incommensurabile gioia del ritorno nei professionisti in maglia cassinate. La sua avventura s'interruppe nell'estate del 2008 col passaggio in cadetteria tra le fila della Salernitana, prima di percorrere l'Italia in lungo e in largo in Serie C.
Nel 2018 rieccolo di ritorno sotto l'abbazia con la voglia di continuare ancora a lungo: «Per lo meno per altri 15 anni - scherza - ho compiuto 38 anni e vado per i 39, continueró fino a quando avró questo entusiasmo, finché avrò qualcosa da dare al calcio e il fisico mi reggerà».
Nelle scorse settimane il patron del Cassino Nicandro Rossi aveva anticipato il desiderio, anzi la convinzione, di ripartire dalla conferma sul suo numero 5: «Sono orgoglioso delle parole del presidente - continua il mediano, ora difensore, cassinate - significa che qualcosa di buono ho fatto. Anche io sono contento di restare a Cassino, con Rossi ho un ottimo rapporto, è una persona seria. A noi calciatori non ci ha lasciati soli in questo momento di difficoltà, nonostante abbia le aziende coinvolte nella crisi, come tutti gli imprenditori del resto. Ci ha garantito ugualmente il pagamento degli stipendi, gli siamo grati per questo, non è da tutti. Sento molti colleghi che non sono tutelati allo stesso modo. La crisi economica causata dal Coronavirus si fa sentire molto in questi campionati».
Per Carcione il Cassino del futuro dovrà ripartire da quest'ossatura di squadra: «Ci sono diversi calciatori che lavorano insieme da anni - sottolinea - bisogna ricominciare da loro e dall'affiatamento già creato, dare continuità al progetto è fondamentale. Magari portare un gruppo solido avanti potrà far pensare a qualcosa di ambizioso alla lunga. Abbiamo lavorato bene tutti quest'anno, vantiamo giovani interessanti che si sono segnalati positivamente proiettandoci in vetta alla classifica della LND "Giovani D Valore". Ricominceremo da loro. Un giudizio di questo campionato? Meraviglioso. Nonostante avessimo perso 4 o 5 elementi importanti rispetto alla stagione precedente anche in questa abbiamo frequentato le zone alte della classifica».
Nel Cassino che verrà Carcione auspica che il Salveti si riempia come un tempo: «Vorrei che la gente tornasse allo stadio per rivederlo come negli anni 2000 - aggiunge in chiusura - non nascondo un certo rammarico per lo scarso interesse verso la squadra, anzi, vedo del pregiudizio da parte di frange della tifoseria attorno a questa società. Io credo che dovremmo esserle grati, invece, perché quanto meno siamo in un campionato nazionale, altrimenti non so dove sarebbe questa società. Tutti vorremmo la Serie C, però dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Per il professionismo bisogna essere pronti al salto, servono strutture, sostenimento di costi non solo calcistici e mansioni che non si possono improvvisare. Mi piacerebbe che la tifoseria si ricompattasse attorno alla squadra e si ricominci a tifare orgogliosamente il Cassino come ha sempre fatto, anche in categorie inferiori».

Simone Tescione