Francesco Perna, chiamato "Crispino" dagli amici, era un ragazzo come tanti, un ragazzo come altri. Francesco era un ragazzo che amava lo sport, l'aria aperta, correre. Un giorno, però, qualcosa gli ha stravolto la vita: la scoperta di un male, che nel giro di pochissimo tempo ha spezzato la sua quotidianità, rotto equilibri "normali" per qualunque giovane uomo della sua età. Ma non è riuscito ad infrangere i suoi sogni, forse a cambiarli, questo si, dirottati verso orizzonti diversi. Ma Francesco sogna ancora, ha ancora degli obiettivi. Il suo "alieno" ha un nome strano, dalla pronuncia gutturale, che per molti potrebbe riecheggiare come una condanna, ma che lui affronta ogni giorno con un sorriso mai spento: si chiama Atassia di Friedrich ed è una malattia causata da un'anomalia genetica che comporta un danno progressivo del sistema nervoso. "Crispino" oggi è costretto ad usare una sedia a rotelle, ma non ha perso l'amore per lo sport e l'aria aperta di cui parlavamo prima, non ha perso la fiducia di poter fare qualcosa per se stesso e dimostrare di poter ancora correre, sebbene in maniera alternativa. Si appassiona così all'handbike, un particolare tipo di bicicletta, che si muove tramite delle manovelle azionate dalle braccia. Francesco coltiva un desiderio, quello di partecipare alle paraolimpiadi e come modello di ispirazione ha un uomo coraggioso quanto lui, un esempio per i tanti a cui il "caso" ha tolto qualcosa di talmente importante da doversi reinventare: il suo "mito" è Alex Zanardi, pilota di formula 1 e cart che nel 2001 fu protagonista di un terribile incidente che gli costò entrambe le gambe. Zanardi ha mostrato subito una forza di volontà e uno spirito impressionanti e si è ritagliato il suo posto nel paraciclismo, proprio come vorrebbe fare Francesco, solo che tutto ha un prezzo e in questo caso il costo è davvero alto, troppo.
Il dispendio economico non è alla portata di tutti, tanto meno per un ragazzo di Monte San Giovanni Campano senza lavoro, "abbandonato dallo stato" - parole sue – ma che nonostante tutto ha deciso di non mollare. La sua testimonianza colpisce, come la franchezza delle parole che usa e la spontaneità nel descrivere una situazione di disagio da cui cerca, caparbiamente, una via di uscita. "Sono un ragazzo di 35 anni, da 11 mi è stata diagnosticata questa malattia altamente invalidante e degenerativa - racconta Francesco "Crispino" Perna-. Ad oggi, per muovermi e compiere qualsiasi azione quotidiana, sono costretto ad usare una sedia a rotelle. Non ho un lavoro perché le istituzioni mi hanno lasciato solo e così mi ritrovo con tanto tempo libero, tempo che impiego in diversi modi pur di svagarmi. Fortunatamente ho molti hobby, come la lettura, una famiglia e amici fantastici che mi cercano in continuazione per un caffè, per uscire e li ringrazio dal profondo del mio cuore. Se oggi indosso ancora questo sorriso è soprattutto grazie a loro, che mi amano e apprezzano per quello che sono. La mia passione per l'handbike è nata circa due anni fa, grazie al mio fisioterapista e agli amici  di sempre che mi hanno fatto una splendida sorpresa: il dono di questa bicicletta "speciale",  appartenuta ad un atleta paraolimpico. Così ho iniziato dapprima a prendere dimestichezza con questo mezzo, poi ad allenarmi. E ' stata davvero dura, la fatica era ed è pesante, ma mi ha preso sin da subito. Grazie a questo sport sono rinato, sia perché mi impegna parecchie ore che sottraggo ai pensieri negativi e sia perché mi ha giovato fisicamente, a livello respiratorio e di movimento. Ora ho degli obiettivi: voglio competere con altri come me, voglio diventare un atleta in questo senso, dimostrare il mio valore al mondo nonostante lo sgambetto che mi ha riservato la vita. Per realizzare tutto ciò ho purtroppo bisogno di strumenti più performanti, di ultima generazione, ma questi mezzi sono costosissimi, per via del materiale con cui sono realizzati e della difficile reperibilità. Per questo ho lanciato una raccolta fondi su internet, cui chiunque può contribuire liberamente. Tante piccole gocce potrebbero diventare un oceano e permettermi l'acquisto di una nuova handbike. Ad oggi mancano due mesi e siamo al 60% dei 10mila euro di base che servono per comprare la bici. Sono molto fiducioso perché vedo che in tanti si stanno operando, attraverso giornate di beneficenza e raccolte che esulano dal sito. L'hastag che ho lanciato, #iononmollo, vorrei fosse da stimolo anche per altri ragazzi che possono ancora vincere la partita più importante, quella con la vita!". Chi volesse dare il proprio contributo alla causa, dunque, per far divenire realtà il sogno del guerriero Francesco "Crispino" Perna, può farlo attraverso questa piattaforma: https://buonacausa.org/cause/crispinohandbike.