Termina l'anno solare, lo fa portando via piccoli e grandi successi, lavando con le lacrime qualche rammarico, obliando stati d'animo tanto mutevoli nel giro di pochissimo tempo, come ben sa la società della Biosì Indexa Sora.

Il 2017 è stato un anno difficile, dove ha dovuto battersi tante volte e le sfide più difficili non sono state nemmeno quelle in campo, nonostante il tasso tecnico della massima categoria, bensì quelle fatte di numeri e scartoffie da ufficio che più volte ne hanno condizionato il percorso. Per i bianconeri sono stati 12 mesi di guerre ma anche 12 mesi di sorprese, terminati col il regalo migliore, quello del ritorno a casa, al PalaGlobo "Luca Polsinelli". La passata stagione fu la prima di SuperLega per i volsci e dopo un'estenuante lotta contro rivali molto più erudite sul fattore A1, riuscirono a salvare l'onore da matricola evitando di classificarsi come fanalino di coda e arrivando persino a giocarsi i playoff 5 posto. Non si può certo dire che quindi il 2017 non sia stato positivo, positivo come buttare fuori dalla Coppa Italia il Verona (e costare la panchina a Giani), ma bisogna poi fermarsi all'estate.
Quei mesi sono stati particolarmente caldi per i bianconeri e per patron Gino Giannetti: non si faceva in tempo a creare una bella manifestazione, a sancire il legame tra sport e spiritualità, attuato tramite il progetto con la Diocesi, che poi si infiammava la bagarre con l'Amministrazione comunale per i lavori di ristrutturazione al PalaGlobo.
Non si faceva in tempo a festeggiare l'attività con i ragazzi più giovani e con le scuole con il collaudato torneo Oasi dei Sapori Volley Cup, che si profilava all'orizzonte l'ipotesi, sempre meno irreale, dell'abbandono dell'impianto casalingo con il conseguente trasferimento nel capoluogo frusinate. Giorni e giorni di guerriglia fredda, condotta sui tavoli di Lega, in sale comunali. Giorni in cui si contavano i posti a sedere e non bastavano, in cui si voleva agire per trasformare la situazione e arrivare alla quota richiesta, ma non si poteva. Non c'erano fondi a disposizione per i lavori, non c'era nemmeno apertura dal consorzio che governa il campionato professionistico di pallavolo. Non restava che andare incontro al proprio destino e accettare il trasloco. Tra l'impotenza rabbiosa di una società che stava cercando qualunque escamotage pur di non lasciare la dimora volsca, e il rammarico dei tifosi che non volevano abbandonare gli spalti su cui erano abituati a cantare.
Nulla da fare, la Biosì Indexa Sora è costretta a "emigrare" a Frosinone. Fortuna per essa che il Casaleno e l'Amministrazione frusinate l'accolgono a braccia aperte, permettendo il disputarsi della regular season per tre mesi.
La nuova stagione inizia dunque in maniera ancora più problematica: forse condizionati da uno stato d'animo non espressamente sereno, certamente vincolati ad una rosa totalmente rinnovata per buona parte nonché giovanissima e con poca o nulla esperienza di serie, tardano ad arrivare anche i risultati sul campo.
Un Sora "bipolare" è ora capace di prestazioni sontuose tanto da strappare un set all'imbattuta Perugia, altrettanto è ora capace di addormentarsi per due set con il Latina, poi ricordarsi che ce la può fare e rastrellare in tempo il primo punticino di stagione. Il rodaggio, però, alla fine arriva e la "Cenerentola" della SuperLega inizia ad aumentare la velocità: arriva la vittoria al tie break contro Castellana Grotte, poi quella suonante a Vibo Valentia. La Biosì non zoppica più e intanto arriva una bellissima notizia: non è assolutamente un omaggio di ammiratori nascosti, ma il giusto e meritato frutto del lavoro proseguito in maniera silente negli ambienti Argos Volley.
Dopo un ritrovato e ricucito rapporto con il Comune della città lirense, si riesce ad accedere alla domanda di finanziamento tramite bando Coni per portare il palazzetto di via Ruscitto a 3025 posti e, nel frattempo, cosa quasi più gradita, il sindaco Roberto De Donatis attesta con propria firma la capienza attuale a 2400 sedute. Sora può tornare a Sora, Sora è pronta a rientrare a casa. E lo fa in chiusura di anno solare, il 30 dicembre, in concomitanza con il primo turno del girone di ritorno. Peccato che il Monza guasti l'atmosfera festosa con uno 0-3 di cui si rende complice la stessa Sora, sicuramente meno concentrata che in Calabria, forse un po' troppo emozionata. Ma in fondo, questo è solo un piccolo neo, in una giornata che ha rappresentato la materializzazione di un desiderio mai celato e mai sopito, un desiderio risolto e che ora farà da puntello per il prossimo step, il finale adeguamento dell'impianto e la risoluzione ultima di ogni criticità.
Commenta così le vicissitudini del suo club capitan Mattia Rosso: «Nella passata stagione, mi sento di definire i mesi del 2017, assolutamente positivi. Abbiamo evitato l'ultimo gradino e siamo arrivati ai play off 5° posto; potevamo forse far girare diversamente la serie tiratissima di gare, ma è andata ugualmente bene perché abbiamo fatto oltre le comuni previsioni. Per quanto riguarda l'inizio di questo nostro secondo anno di SuperLega, mi sento di definirlo un po' deludente; ora, però, abbiamo preso la strada giusta e sono fiducioso per la seconda parte di campionato. Dalla media di tutti gli avvenimenti, non posso quindi che dare un voto medio, fino a questo momento. Però dalla nostra abbiamo il fatto di essere tornati nel palazzetto sorano e questo è un bellissimo regalo di Natale e di buon auspicio per il 2018».