Termina 1-3 al "Città di Frosinone" la decima gara di campionato tra la Biosì Indexa Sora e la Wixo LPR Piacenza. I bianconeri, stavolta, dopo un primo set sottotono riprendono pieno possesso delle loro facoltà e riaprono la contesa, "rischiando" di mandarla al tie break e incamerare almeno un meritato punticino. Nemmeno questa è la volta buona, ma perlomeno i sorani sfatano il mito della "quota 20" e dimostrano, in primis a loro stessi, di poter iniziare vincere set.
Allo starting six coach Barbiero decide di lasciare capitan Rosso e Santucci in panchina e affidarsi – come aveva già fatto contro Milano – ad una formazione dall'anagrafica molto bassa e schiera così Seganov al palleggio opposto a Petkovic, Mattei e Caneschi al centro della rete, Nielsen e Fey sulle bande, Mauti libero. Mister Giuliani risponde con la diagonale Baranowicz-Fei, i centrali Yosifov e Alletti, i martelli Clevenot e Parodi, Manià libero.
L'avvio di gara pesa un po' sul groppone volsco: la decisione della Lega che ha negato ai casalinghi il ritorno al PalaGlobo ha messo in moto una serie di azioni che, unitamente alla classifica, fanno avvertire la pressione agli uomini di patron Giannetti. Gli atleti in campo provano ugualmente a dire la loro contro gli ostici emiliani che riescono però presto a dare un distacco importante all'avversario. Il +7 è opera della ferocia di Clevenot, dei numeri di una leggenda come Fei, della regia sapiente di Baranowicz. Fey conquista il cambio palla e dai 9m il servizio potente di Mattei non perdona gli ospiti. Tira fuori la testa la Biosì e accorcia grazie ad un salvataggio in extremis di Seganov trasformato da Petkovic. Yosifov aggiunge peso con una veloce, ma è l'attacco out di Caneschi a cedere il parziale ai piacentini sul 17-25.
Ribalta la situazione vista nel primo tempo la Biosì Indexa che, con un gioco audace e sciolto, si porta subito in vantaggio e mantiene efficientemente la misura in più sull'avversario. Piacenza è un osso duro e con tanta caparbietà trova il pari. Dal pari al sorpasso è davvero un attimo. Stavolta, però, i volsci sono più temerari e con il rientro in campo del capitano pestano il fianco alla Wixo. Santucci ha recuperato dall'acciacco e Barbiero decide che anche per lui è ora di riassaggiare il rettangolo da gioco. Con i senatori in campo, i volsci si sentono più sicuri e Petkovic marca il 17-17, poi soccorre Nielsen che non contiene un attacco di Clevenot. Il recupero diventa una freeball per Piacenza che ne approfitta per piazzare il nuovo +1. Petkovic si impone con un mani fuori su Baranowicz, Nielsen toppa al servizio e fornisce l'occasione giusta agli emiliani per concludere un altro game: 21-25.
Il terzo set è l'ultima chance che ha il Sora di restare attaccata alla partita. Piacenza vola un po' più alto, ma poi si scontra dolorosamente sulle mani di Mattei ed è pari (6-6). Nielsen tuona il +1. Quando sale il punteggio sale anche il coraggio. Fei anche ne è provvisto a sufficienza, non ha addosso nemmeno un po' di ruggine e lo dimostra direttamente dai 9m. Il pallonetto di Fei si traduce in una lunghezza, Petkovic rimedia con celerità. Al serbo si unisce Nielsen che in controtempo spiazza gli avversari. Il risultato parziale di 18-18 è un'ammissione di qualità e grinta; ora Sora deve solo crederci, soprattutto in sé stessa: lo fa e se ne va a +3. L'ace di Clevenot arriva come una secchiata di acqua gelata, ma Mattei aggredisce con un primo tempo che deve far respirare velocemente i locali. L'intento va a buon fine e Caneschi imita il compagno di reparto per il setball: Caneschi finalizza in veloce per il 25-23 che di fatto riapre i giochi.
Il quarto set inizia in maniera esplosiva per i bianconeri: il dovere urla tie break. Piacenza subisce in avvio la botta, ma una volta metabolizzato il periodo strappato con decisione dalla Biosì Indexa, torna con la testa in campo. E' come il gatto con il topo: i due sestetti si rincorrono, superano di misura e poi nuovamente si ristringono sul pari, un pari che sta stretto ad entrambe. Un Mattei in grande forma prima piazza la sfera da fondo campo, poi difende permettendo ai suoi di superare i nemici. Petkovic coglie il suggerimento e con una sassata timbra il +4. E' un ottimo momento per i lirensi che praticamente non sbagliano niente, mentre sul quadrato piacentino calano il livello di performance e di concentrazione. Nielsen, di prepotenza, schiaccia sul metro e mezzo. Una Wixo carica di rabbia vuole i 3 punti e la rasoiata di Clevenot accorcia le distanze, ma è Baranowicz al servizio a conquistare il 21-21. Il palleggiatore bissa il turno positivo in battuta e incredibilmente capovolge la situazione. L'incredula Biosì, proprio sul più bello, si fa sorprendere da Clevenot che chiude la bagarre sul 23-25 (1-3).