Ferentino "espugna" il Ponte Grande, spezza l'incantesimo che sembrava essere caduto sul proprio parquet e ritrova la vittoria casalinga dopo più di due mesi. Un successo importantissimo soprattutto per la classifica, dato che una vittoria di Scafati avrebbe permesso ai campani di riportarsi a -2 dagli amaranto e risucchiarli nella lotta per evitare i playout. Adesso, invece, la graduatoria può essere guardata con maggiore serenità poiché i sei punti di distacco dalla Givova (in pratica otto visti gli scontri diretti a favore) restituiscono tranquillità a tutto l'ambiente.
Una partita molto intensa, quella di domenica, dove entrambe le squadre hanno dimostrato di possedere qualità superiori ai punti finora raccolti. Tante giocate sopraffine e diversi atleti che si sono presi il palcoscenico nel momento più importante, Musso e Raymond su tutti, anche se la chiave della vittoria ciociara è da ricercarsi in uno spirito più combattivo, intravisto già da alcune settimane senza che arrivasse il risultato a causa delle rotazioni accorciate dagli infortuni. Il rientro di Guarino e l'innesto di Radic hanno consentito a coach Paolini di poter scegliere l'assetto più idoneo nelle varie fasi della gara e infatti il coach si è detto soddisfatto della prestazione, pur nella consapevolezza che bisognerà lavorare per trovare una nuova quadratura: "Ci sono state molte cose positive nel match contro Scafati - ha dichiarato l'allenatore -, ma al di là delle percentuali dall'arco e di altri dettagli che ci sono stati favorevoli, mi è piaciuto il cuore messo in campo dalla squadra. La vittoria è frutto della lotta a rimbalzo, del sacrificio, della voglia di tornare al successo interno dopo tanto tempo. Sono contento per il nostro staff, per la società e per il presidente".
Successivamente Paolini ha parlato della convinvenza dei tre lunghi e dell'inserimento del nuovo acquisto Radic, molto incisivo all'inizio salvo poi calare alla distanza: "Abbiamo avuto pochissimi giorni per provare questi inserimenti e probabilmente - ammette il coach - nell'assetto con tre lunghi c'è stato qualche problema di spaziature, l'area era un po' troppo intasata. Per la mia esperienza personale credo molto nei quintetti alti, ho fatto giocare da ala piccola diversi "quattro" come Carenza e Ross, sono convinto che anche Raymond possa ricoprire questo ruolo e ci sto provando anche con Benvenuti. Grazie agli interventi del club non abbiamo più problemi di rotazione sotto canestro, con il tempo tutti i meccanismi andranno al loro posto". Fra i protagonisti anche Matteo Imbrò che sta pian piano ritrovando la forma migliore dopo il periodo di stop: "Non è ancora al 100% e devo centellinare il suo impiego - ha dichiarato Paolini - ma penso che sia un giocatore con qualità per giocare anche in Serie A, a patto che continui a lavorare. Adesso la sua priorità deve essere ritrovare la condizione fisica per stare in campo senza perdere lucidità, in questo momento riesce a rimanere sul parquet con la testa non più di venti minuti".
Infine un passaggio anche una delle note più liete della serata, il giovanissimo Daniel Datuowei che dopo la buona prova contro Tortona è stato schierato in quintetto base, rispondendo alla grande sui due lati del campo: "Credo molto in Daniel - ha detto il coach parlando del prodotto delle giovanili amaranto -, ha ottime qualità difensive e può migliorare molto in attacco. Il ragazzo sa che ho fiducia in lui e per questo sta trovando spazio, nella nostra metà campo ha doti che altri esterni del nostro roster non possiedono e si sta rivelando utile. Bisogna far giocare i giovani che sono il futuro del nostro basket".
Il presente, intanto, parla di una qualificazione ai playoff ancora possibile a patto di vincere gli scontri diretti: il primo sarà sabato a Latina nel derby con la Benacquista di Gramenzi.