Una campionessa, nello sport quanto nella vita. Un esempio di dedizione, ma soprattutto tenacia, perseveranza. Lucia Buttarazzi, a 31 anni, ha dimostrato di essere tutto questo e anche di più. La ciociara – nata ad Arpino, residente a Ceprano ma cresciuta a Chiaiamari -, è una tennista di classe e una donna forte, che crede nei propri sogni, consapevole del proprio talento. Reduce da un brutto infortunio che l'avrebbe voluta fuori dai campi per molto tempo, si è invece rimessa in piedi in un lasso record, tornando addirittura a gareggiare. Attualmente è infatti impegnata in un torneo provinciale a cui tiene tantissimo. Ed è proprio lei a raccontarci la sua storia di atleta coraggiosa.

Come si è avvicinata al tennis? Da quanti anni pratica questo sport?
"Per diversi anni ho giocato a Calcio a 5 con squadre sempre della provincia, poi ho deciso di cambiare disciplina, provando con il tennis. Volevo mettermi alla prova in uno sport individuale e che non avevo mai praticato prima, così nell'estate 2019 ho iniziato con Riccardo Cappitelli, figlio di un mio grande amico Eduardo, proprietario del Giardino dello Sport di Isola del Liri. Sono quindi passati 2 anni".

Adesso dove si allena?
"Ora mi alleno con Paolo Sinibaldi all'Olimpia Center di Sora, nonché nel circolo dove sono tesserata".

Sappiamo che è impegnata in un torneo provinciale, come sta andando?
"Sì, la competizione, che si sta svolgendo ad Arce presso la struttura 'Head Sporting Club' di Sergio Casavecchia, è suddivisa in più categorie e adesso sono arrivata alla finale di quella 4NC, vincendo per 6/0 6/2 la partita precedente contro una 4NC come me, mentre il tabellone di 4^ categoria continuerà nei prossimi giorni e dovrò giocare con una 4.3, incrociamo le dita! Sto partecipando anche al doppio misto provinciale, con Amedeo Di Pinto, dove abbiamo vinto già la prima partita, e parteciperò al doppio femminile – che ancora deve iniziare - con Cecilia Gabriele".

Pochi mesi fa hai avuto un grave infortunio ma ti sei rialzata prima del previsto. Cosa è successo? Come lo hai superato?
"Purtroppo ad aprile, in un doppio misto, colpendo la palla di rovescio ho avuto una frattura della caviglia trimalleolare (tibia-perone-malleolo) scomposta e ho dovuto subire un intervento. Mi ha operato il primario di ortopedia dell'ospedale di Sora, Renato Rotondo, il 21 aprile, inserendo delle placche e delle viti; poi un mese di gesso, e dal 23 di maggio ho iniziato la riabilitazione da Fisioterma Ferentino (struttura che segue il Frosinone Calcio) con Pierpaolo Masi, Emiliano Pellegrini e Damiano Buttarazzi, i quali mi hanno seguita quotidianamente, aiutandomi di nuovo a camminare in pochi giorni di terapia. Mi sono impegnata tanto, ammetto che il dolore era insopportabile, ma ci si abitua a tutto! Il mio compagno Nayden Valev mi è stato accanto sempre, ora dopo ora e vedevo nel suo viso la tristezza per il mio stato, anche se cercava in tutti i modi di non farmelo notare. Ho visto tanti amici che hanno sofferto per il mio infortunio, ho ricevuto tanti messaggi, tante chiamate, mi sono veramente meravigliata...questo ha dato maggior forza alla mia volontà di riprendere subito in mano la mia vita, il mio lavoro e lo sport. Ho fatto tutto il possibile dopo che il chirurgo mi ha detto "Tranquilla Lucia, non si romperà più, sarà solo il dolore a fermare i movimenti che non puoi fare". Questa frase mi ha talmente tranquillizzata che da lì è iniziata la discesa. Non sono il tipo di persona da divano e Tv, mi piace sorridere, amo il movimento, il lavoro, una caviglia rotta non poteva non poteva fermarmi! Bisogna essere sempre positivi, pensare che tutti i problemi hanno una soluzione, basta solo trovare quella giusta! Ed io il 14 giugno ero a lavoro, ad agosto invece ero in campo, un po' zoppicante, ma ero lì. Non avrei potuto camminare fino a settembre, ed invece l'ho fatto".

Quali sono state le figure fondamentali per la sua crescita sportiva?
"Sicuramente Riccardo Coppitelli e Paolo Sinibaldi, ma voglio aggiungere anche tutti i compagni che giocavano delle partite amichevoli con me ad ogni ora del giorno, anche questo serve!".

Lucia però non gioca 'soltanto' a tennis: è una ragazza che lavora e che deve ritagliarsi giusti tempi e spazi per fare tutto ciò che compete ad una 31enne dinamica come lei.

Come coniuga allenamenti, gare e lavoro?
"Lavoro da 13 anni nello studio dentistico di Mariagrazia Nardozi, mia amica e mio capo. Con lei ho un rapporto bellissimo, mi ha sempre aiutata nel momento del bisogno! Certo non esagero nel chiederle ore per andare a giocare, lavoriamo per appuntamento, posso gestire tranquillamente ogni aspetto, e ribadisco: se si ha voglia, se si ha volontà, si può fare tutto...".

Progetti sportivi per il futuro?
"Non posso pretendere tanto. Se migliorerò saranno i risultati dei tornei a dirlo, in caso contrario mi divertirò lo stesso anche se quando perdo sono un po' nervosa, però non sono il tipo che lancia la racchetta (costano troppo) – ride -, me la prendo con me stessa, un motivo in più per crescere!"

Consiglierebbe questo sport ai bambini e per quali motivi?
"In primis consiglierei uno sport ai bambini, qualunque esso sia, poi troveranno loro la strada. Io così ho fatto, ne ho provati un po', poi ho scelto! Nulla toglie che il calcio, è lo sport per me più bello da vedere, il tennis da praticare".

E ad una giovane sportiva, davvero 'a tutto campo', come Lucia, simpatica, umile e determinata, non possiamo che augurare di realizzare ogni piccolo grande sogno, continuando a offrire la sua esperienza come una bella storia da cui imparare a non arrendersi mai.