Dopo 34 anni il Blue Team risale sul tetto d'Europa. La Nazionale italiana di football americano capitanata dal 2014 da coach Davide Giuliano, trionfa a Malmoe, in Svezia, battendo i padroni di casa 41 a 14. Tra i protagonisti di questa splendida cavalcata c'è un figlio della Ciociaria, Stefano Chiappini.

L'atleta classe 1984 corona il sogno tanto inseguito ed è campione europeo insieme a tutti i suoi bravissimi compagni. Stefano è un "Offensive Line" con il numero 62 nel ruolo di centro. In maglia Blue dal 2007 dopo ben 4 Campionati Europei ce l'ha fatta. La sua carriera comincia nei Dolphins di Ancona negli anni 2000. In questi ha militato nella massima serie italiana, giocando tra Bologna, Ancona e Milano. Ha iniziato seguendo le orme del fratello Fabrizio per poi diventare tra i giocatori più forti d'Italia nella linea d'attacco.
Chiamato da tutti i suoi amici "lo zio" Stefano ha affermato a caldo: «Ne parlano tutti della nostra vittoria. Chissà se ci convocheranno al Quirinale – dice ricordando i tanti atleti, dal calcio agli olimpionici, alle pallavoliste, che hanno portato in alto il nome dell'Italia quest'anno - ! Ma mi accontenterei di una passerella al Coni per celebrare un successo che mancava da tanti anni».
Il giocatore dei Dolphins Ancona vede ripagati i suoi sforzi e la sua perseveranza: «Ho finalmente coronato questo obiettivo che inseguivo dalle scorse edizioni, nel 2009, nel 2013 e nel 2016. È stato un grandissimo risultato, anche perché abbiamo vinto sul campo della Svezia, padrone di casa, e non eravamo nemmeno i favoriti».
Poi ricorda come questa sia stata per lui e per i suoi compagni sicuramente la partita più importante della carriera. «Con la Nazionale venivo da sette finali perse, non volevo essere sconfitto un'altra volta. Adesso c'è da festeggiare: non siamo riusciti a farlo dopo la partita perché avevamo da prendere un pullman e due aerei. Nei prossimi giorni organizzeremo un evento celebrativo e la consegna degli anelli».
Stefano, frusinate doc, lascia il Capoluogo a 9 anni, quando la sua famiglia si trasferisce nelle Marche. Qui inizia la sua vita da atleta: «Ho fatto prima sci e arti marziali, poi ho conosciuto il football americano ed è stato amore a prima vista». Corre e riceve palloni ormai da 22 anni ed è chiamato affettuosamente "lo zio", un po' perché fa da chioccia ai giovani in squadra, ma soprattutto perché «sono il fratello del "babbo", mio fratello Fabrizio, quindi lo zio». E il "gigante buono" da dove arriva (oltre che dai suoi 185 centimetri di altezza per 120 chili di peso forma)? «Mi ha chiamato per la prima volta così un giornalista sportivo nel 2016, soprannome simpatico».
Venendo all'Europeo, Stefano spiega che erano anni la Nazionale ci provava. «Il campionato europeo si disputa a gironi, questa era la mia quarta presenza. Eravamo nel raggruppamento con Francia, Finlandia e Svezia. E' stata una progressiva scalata verso i gironi con i migliori ranking. Siamo arrivati al top, nel gruppo "A" abbiamo passato il turno dopo il forfait della Francia, mentre la Svezia aveva battuto la Finlandia, e abbiamo trionfato a Malmoe».
Stefano in questa chiacchierata al telefono si sofferma anche sul campionato italiano, e sulla "sua" Ancona. Spiega che il movimento sta crescendo grazie anche alla collaborazione con le scuole, la presenza degli americani; ci sono giovani e giovanissimi in squadra. I "delfini" hanno un'età media inferiore ai 22 anni.
«Io sono il più anziano del mio club ma ho lo spirito di un ragazzino».
La partita
Avvio a razzo grazie a Tamsir Seck che riporta il kick off a metà campo e a un fallo ad opera degli svedesi che proietta l'Italia sulle 35 yard avversarie. Il primo "TD" arriva subito, grazie ad una corsa dell'oriundo Mike Gentili.
Matteo Felli trasforma su calcio e l'Italia si porta sul 7 a 0.
Il primo big play della partita arriva allo snap: Luke Zahradka lancia una bomba sul profondo nelle mani sicure di Jordan Bouah, che arriva a ridosso della red zone. E sarà proprio Bouah a portare al raddoppio gli azzurri con un'altra bellissima ricezione da 15 yard.
La Svezia ci prova, ma la difesa azzurra non concede nulla e anche il secondo drive degli svedesi finisce con un "punt". Reagisce la Svezia: a dirigere bene i giochi il QB veterano della Nazionale svedese, Philip Juhlin. Ma la Nazionale italiana via terra e per le vie aeree varca per la terza volta l'end zone degli svedesi con Simone Alinovi. Poi il turnover grazie a Giacomo Insom e la partita finisce in cassaforte con il 27 a 0 del punto addizionale di Felli. Sul Malmoe Stadium splende un bel sole ma l'aria è frizzantina, a rendere questa giornata ancora più emozionante. La Svezia va in touchdown con Filip Wetterberg su imbeccata di Juhlin, per poi trasformare da due punti con Filip Jönsson: 34-8. A 8 minuti dalla fine della partita, l'Italia segna ancora, dopo essere arrivata a ridosso della end zone grazie prima ad un gran passaggio di Zahradka su Alinovi, e poi alla corsa di Nick Diaco, partito in posizione di quarterback. Felli calcia perfettamente tra i pali e l'Italia è avanti 41 a 8. La Svezia risponde con un TD pass di Juhlin su Mattias Gauthier, quando mancano meno di 4 minuti alla fine della partita. Il tentativo di conversione non riesce: 41-14. L'Italia domina la finale, dimostrando superiorità tecnica ma anche fisica e si laurea Campione d'Europa per la terza volta nella sua storia, qualificandosi automaticamente per i Campionati del Mondo dell'anno prossimo.
(Si ringrazia per la
preziosa collaborazione
Fabrizio Chiappini)