Ivan 'il terribile' D'Adamo sale sul tetto d'Italia e diventa il nuovo campione dei pesi massimi. L'assalto alla cintura tricolore è un sogno che si trasforma in realtà, un pugno che infrange ogni regola. Una combinazione devastante che dietro di sé lascia il vuoto, polverizzando le altrui speranze e ogni possibile incertezza, semmai ci fosse stata. Il gigante di Sant'Elia, sotto la guida del suo maestro Giuseppe Tucciarone, non ha lasciato scampo all'avversario, Eduardo Giustini, guadagnandosi quel titolo vacante che luccicava alla finestra, un gioiello impagabile. E una gioia incontenibile. Di quelle che ti esplodono nel cuore e poi si sciolgono in un prezioso distillato di orgoglio a cui attingere, goccia dopo goccia, ad ogni allenamento futuro. Il pugile alza al cielo trofeo e occhi, ora guarda ancora più lontano. Ed è lui stesso a spiegarcelo, in un faccia a faccia che racconta emozioni e valori di una disciplina che in Ciociaria sta trovando un terreno fertilissimo.

Cosa significa per lei questa vittoria?
"Un immenso orgoglio. Ma anche un trampolino di lancio. Credo che qualsiasi pugile voglia arrivare a tale traguardo".

Quali sensazioni ha provato a caldo, nel momento del trionfo, e quali invece a freddo, ad oggi, quando ha 'metabolizzato'?
"Una soddisfazione che scoppia nel cuore prima, poi quando arriva la 'realizzazione' ci si sente appagati e ripagati di tanti sacrifici"

Come è stato il combattimento?
"Una battaglia non difficile ma con un avversario che invece lo era, molto tecnico. In cuor mio sapevo di potercela fare e di realizzare il mio sogno. Ho puntato l'obiettivo e l'ho voluto con tutte le mie forze, poi l'ho centrato proprio come speravo".

Come si è avvicinato alla boxe?
"Inizialmente andavo in palestra, un po' come tutti. Facevo le mie sedute di pesi fino a quando ho scoperto il pugilato. Ho iniziato quasi per curiosità, poi gli allenamenti mi prendevano, mi sono sempre più appassionato, sono arrivato ai combattimenti e l'amore per questo meraviglioso sport alla fine mi ha ripagato con il modo più bello: il titolo italiano dei pesi massimi".

Come concilia lavoro, famiglia e sport?
"Fortunatamente io svolgo la mansione di operatore ecologico e ho tutto il modo e il tempo per poter conciliare ogni ambito della mia vita, dedicando a ciascuno di essi l'importanza e la dedizione che meritano".

Consiglierebbe questa disciplina ai ragazzi? E se si perché?
"Si, lo farei, anzi, lo faccio. Il pugilato sembra uno sport pericoloso ma anche a livello professionistico non lo è materialmente. Si percorre un cammino che è fatto soprattutto di coscienza: si è consapevoli di ciò che si sta facendo, della tua forza fisica e psicologica. La boxe è definito come una 'disciplina nobile' ed è vero: è ricca di valori, di rispetto per sé stessi e l'avversario. In più, fattore assolutamente da non sottovalutare, è come forma il carattere. Se agli occhi di molti appare come uno sfogo per la violenza, io, come tutti i miei colleghi, posso spiegare che non è affatto così. Al contrario insegna l'autocontrollo, a non fare lo sbruffone per strada, a non menare. I pugni restano confinati sul ring".

Progetti per il futuro?
"Ne ho tanti. Sono ragazzo e non mollo. Questo è solo l'inizio. Io e il mio maestro - Giuseppe Tucciarone - che ringrazio con tutto me stesso per avermi preparato e portato fino a qui, siamo già pronti e carichi per altre battaglie. Proprio appena dopo il titolo, sul ring, gli ho domandato: "maestro, adesso che facciamo? Andiamo in pensione?". E lui mi ha risposto: "Assolutamente no!". Ecco, è questo il nostro spirito. Guardiamo al futuro e a nuove sfide".

Chiudiamo con un curiosità, perché la chiamano 'il terribile'?
"Perché sono terribile sul ring e fuori. Sono 'il terribile' e non mi fermo mai".

Queste ultime parole suonano come una promessa. E siamo più che certi che questo ragazzone farà di tutto per mantenerla.

E' Ivan D'Adamo il nuovo campione italiano dei pesi massimi. L'atleta della GS Training Boxe Cassino si è aggiudicato il titolo la scorsa domenica nell'atteso match, contro Eduardo Giustini, del palazzetto "Giulio Iaquaniello" di Sant'Elia Fiumerapido, sfida trasmessa in diretta sul 228 di Sky Sport e su YouTube, attraverso il canale Fighters Life. Una vittoria, quella di Ivan, strameritata. Ma anche tanto agognata e preparata con impegno certosino, zelo e dedizione. L'evento sportivo è stato dedicato alla memoria del leggendario pugile Marvin Hagler, scomparso proprio sabato 13 marzo, un giorno prima della manifestazione, all'età di 64 anni. Il trionfo di D'Adamo è un'altra medaglia per il petto del maestro Giuseppe Tucciarone, il quale ha già portato sotto le luci della ribalta Cardillo, Castellucci e Finiello. «Questa volta è stata un po' più dura - ha commentato Tucciarone - perché sulle spalle avevamo la nostra società responsabilità dell'organizzazione, insieme all'aiuto della "Luigi Quadrini" di Castelliri del trainer Raimondo Scala, della "ASD Boxe Sora" del maestro Stefano Soccodato e della "Domenico Tiberia" di Ceccano del presidente Massimo Tiberia. Avere il doppio ruolo di co-organizzatore e di allenatore non è stato semplice. Però, già il fatto di essere riuscito a reperire sponsor per organizzare questa manifestazione in un periodo così difficile rappresentava un motivo di soddisfazione. Veder vincere Ivan, al tempo stesso, mi ha regalato una gioia immensa. L'apoteosi».

Il gigante santeliano si è laureato campione sconfiggendo con un TKO all'ottavo round il suo avversario. Commenta così l'incontro Tucciarone: "Il match si è svolto con i primi 5 round a favore del pugile ospite, che ha sfruttato maggiori agilità e velocità di esecuzione. Da metà incontro, però, D'Adamo ha fatto valere una maggiore forza fisica, trovando i tempi giusti per battere l'antagonista: c'è stato un primo atterramento al settimo round e poi un secondo ko in piedi all'ottavo round. Qui l'arbitro ha decretato la fine della sfida in quanto ha ritenuto Giustini non più in grado di continuare. Giustini è stato una controparte comunque ostica e per tale motivo la preparazione con Ivan è stata molto impegnativa, giocata sui riflessi per arginare la velocità del 'nemico'. Ivan è difatti un boxeur più di forza che di destrezza. Fortunatamente dopo l'incertezza iniziale, D'Adamo ha iniziato a usare quei suoi diretti, sia sinistri che destri, che non lasciano scampo. Il suo contraltare ha quindi vacillato ed è diventato più facile da inquadrare fino all'epilogo firmato da Ivan con un tremendo montante destro. Questo titolo rappresenta per la nostra società una soddisfazione unica, soprattutto in virtù della doppia veste che stavolta abbiamo ricoperto. Questa gioia sarà la benzina per affrontare nuove avventure e continuare il nostro lavoro, frutto della collaborazione tra le 4 realtà che ho citato prima. Vorrei ringraziare anche gli sponsor e l'amministrazione comunale per la forte mano che ci hanno dato".

In merito a iniziative future, idee riposte nel cassetto della volontà e smaniose di veder la luce, lo stesso Tucciarone conclude: "Innanzitutto difenderemo questo titolo con unghie e denti; in secondo luogo, il nostro desiderio è quello di mettere in piedi una struttura organizzatrice di eventi pugilistici, la prima nella provincia di Frosinone, che servirà da volano a tutti i pugili professionisti del territorio per arrivare a conquistare traguardi nazionali e internazionali".

La nota amara
Unica nota stonata in una giornata spettacolare per gli amanti della grande boxe è stata quella legata alle vicende dell'atleta Gianmarco Cardillo, il quale avrebbe dovuto combattere per la semifinale delle cinture nel sottoclou professionisti contro Sergio Romano. Purtroppo per il pugile della città martire, il match è saltato. Queste le parole, cariche di rammarico, che lo stesso Cardillo ha postato sulla sua pagina Facebook: "Ennesimo boccone amaro per la mia carriera sportiva. Poco prima dell'evento vengo a sapere per vie traverse e non in modo ufficiale che il mio avversario non si sarebbe presentato. Resto in attesa della Federazione Pugilistica Italiana che ufficializzi il verdetto e i provvedimenti del caso". Ad ogni modo, ricordiamo che l'evento della passata domenica, doveva essere un banco di prova per saggiare forma e determinazione di Gianmarco, il quale ha sottoscritto un allentante contratto negli Stati Uniti con la Star Boxing a cui collaborano il suo manager Armando De Clemente e l'agente Armando Bellotti.

di: Cristina Lucarelli