Un'occasione speciale nella vita di ogni cristiano, la settimana Santa rappresenta un percorso che, di anno in anno, ci fa rivivere la passione di Gesù Cristo. Dopo i difficili anni della pandemia e le restrizioni imposte contro il covid, a molti era mancato un contatto che sembrava quasi essere tornato. Una vita normale, non di certo quella che era prima del 2019, ma un ritorno a piccole, fondamentali, libertà.

Così non è stato per il popolo ucraino che si è trovato a dover fare i conti con una inaspettata, improvvisa e aggressivissima guerra che ha costretto milioni di persone, soprattutto donne e bambini, ma anche anziani e ragazzi, a asciare le proprie case, città, famiglie e fuggire senza niente, o anche solo con qualche busta o uno zaino in spalla. E tanti ne sono arrivati a Cassino, centinaia, alcuni ospiti di amici e conoscenti che da tempo lavoravano in città, altri di parenti, altri ancora sistemati tra case messe a disposizione e parrocchie.

Proprio come quella di Sant'Antonio che ha accolto due nuclei. È sembrato quasi naturale, è venuto dal cuore, a don Benedetto Minchella, parroco di Sant'Antonio, scegliere proprio dodici ucraini per la lavanda dei piedi del giovedì santo. Una cerimonia davvero emozionante che ha visto la partecipazione di decine di fedeli. «Ogni anno durante la celebrazione del giovedì santo nel rito della lavanda dei piedi coinvolgiamo delle persone particolarmente significative in ambito sociale e religioso per sottolineare che la nostra parrocchia vuole porsi al servizio di quanti si mettono a servizio degli altri - ha spiegato lo stesso don Benedetto Minchella - Quest'anno abbiamo lavato i piedi a 12 persone, 6 adulti e 6 bambini, di nazionalità ucraina per manifestare la nostra vicinanza a questo popolo martoriato dalla guerra e per maggiormente integrarli nella vita della nostra comunità cristiana».

Con don Benedetto, anche don Francesco Vennitti. Tanta speranza e tanta gioia nel riscoprire e nel seguire il Risorto. Mai come oggi occorre sentire l'urgente e inderogabile impegno per costruire un futuro di pace, quell'impegno affidato a noi cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà, come spesso ricordato proprio dalle parole di papa Francesco. La solidarietà che fiorisce nelle comunità, sia piccole che grandi, è una preziosa occasione di animazione alla pace ma anche di gesti concreti di sostegno e vicinanza. Sentirsi comunità, unita nello spirito e nei valori.