Venti ucraini, tra donne e bambini, sono già stati accolti nella Cittadella cielo di Nuovi Orizzonti a Frosinone. Altri trenta saranno ospitati nelle prossime settimane. Subito dopo otto giorni dallo scoppio della Guerra la comunità di Nuovi Orizzonti si è adoperata andando al confine con la Polonia per una prima missione umanitaria seguita poi da altre. E tra le 33 associazioni che venerdì prossimo, 1 aprile, partirà per una missione unica, c'è anche Nuovi Orizzonti.

Partiranno per Leopoli per portare aiuti e tornare con i profughi più fragili, madri e bambini soli, piccoli pazienti oncologici, disabili. Dell'impegno e delle iniziative subito attuate a pochi giorni dal conflitto, è stato don Davide Banzato, assistente spirituale di Nuovi Orizzonti in collegamento su Rai3 a "Che tempo che fa". Accanto a lui Nicola Boricchi uno dei responsabili della missione. «La fondatrice Chiara Amirante ha aperto tutte le comunità. Abbiamo da subito offerto cibo e riparo a 89 donne e bambini accolti nelle nostre strutture in Italia e all'esterno, provvedendo poi al ricongiungimento parentale, alle case famiglia e altri tenendoli nelle comunità. Abbiamo 200 posti attivati in poco tempo» - ha dichiarato Davide Banzato in collegamento a "Che tempo che fa".

Ora dobbiamo agire e lo facciamo con un salto di fede, grazie anche al supporto di tantissime persone che ci stanno aiutando donando tempo e sostegno in un modulo nel nostro sito. Inoltre il 1 aprile partirà una missione unica, promossa dalla Papa Giovanni XXIII, una carovana con 33 associazioni e 600 adesioni, tra cui Arci, Cgil, Nuovi orizzonti, Focsiv, Mediterranea, Libera. Partiamo per Leopoli con lo scopo di creare un corridoio umanitario ed essere vicino alla popolazione, cercando di portare via bambini oncologici, persone fragili che non possono uscire dal paese».

Come detto Nuovi orizzonti si è subito attivata per dare un aiuto concreto. «Il 7 marzo - racconta Nicola Boricchi in collegamento con Fabio Fazio - siamo partiti per la prima missione. Non ci aspettavamo di trovare quello che abbiamo visto nel centro di prima accoglienza. Un centro commerciale abbandonato da anni è stato riaperto per ospitare i profughi. C'erano soprattutto mamme con bambini accampati. Tanti i lettini, tutti attaccati. Non c'erano bagni, sono arrivati qualche ora dopo. Noi siamo partiti con quattro pulmini caricandoli di viveri. Abbiamo portato cibo, vestiti, farmaci. Mi ha colpito molto vedere nel parcheggio anziani e bambini che cercavano qualcosa da indossare tra la montagna di vestiti. Abbiamo dormito con loro una notte. Sono scene che non dimenticheremo mai».