Frosinone-Leopoli. Due furgoni. Quasi 1.900 chilometri. Più di venti ore di viaggio. Non proprio una passeggiata. E nemmeno una vacanza. La partenza è prevista per domani. Ore 13. La guerra, a Leopoli, non è ancora arrivata. Anche se le truppe russe stanno avanzando gradualmente verso la parte occidentale dell'Ucraina e le bombe sono cadute a una cinquantina di chilometri dalla città, sul campo di addestramento militare di Yavoriv.

Il rumore delle sirene in alcuni momenti della giornata è assordante. La gente ha paura, da giorni non esce di casa. Chi può scappa, lasciando tutto quello che ha. Su quei furgoni Domenico, Nataliya ed Elvin. Domenico è Domenico Spaziani Testa. Un passato in politica, è stato per anni consigliere comunale nel capoluogo, un presente da imprenditore. Uno che non si è mai tirato indietro quando c'è stato bisogno di dare una mano. A Frosinone lo conoscono tutti. Nataliya Kots è la sua compagna, originaria proprio di Leopoli. È andata via dal suo Paese ventitré anni fa e ormai è una cittadina italiana a tutti gli effetti. A Frosinone si è costruita una nuova vita. Ma il suo cuore e parte della sua famiglia sono ancora lì. Suo padre, suo fratello, la cognata. La madre e i tre nipoti sono riusciti ad arrivare in Italia prima che scoppiasse la guerra.

Insieme alla Confcommercio Lazio Sud Frosinone, al Caffè 81 di via Armando Fabi, a Dino Capogna, titolare di Locauto, e a Valentino Stanka dell'Autonoleggio Meta che hanno messo a disposizione i due mezzi, si sono rimboccati le maniche per raccogliere tutto quello di cui la popolazione ucraina oggi ha bisogno. Medicinali, vestiti, cibo. L'obiettivo è arrivare a Przemysl, città polacca al confine con l'Ucraina che è diventata il primo varco per entrare in Europa e dove ad attenderli ci sono i referenti delle associazioni che si stanno occupando di distribuire i beni che arrivano quotidianamente.

Da lì il tentativo di entrare nel territorio ucraino. «Non sarà facile, ogni giorno che passa le cose diventano sempre più complicate – dice Domenico Spaziani Testa – C'è un'area neutrale al confine che è accessibile a tutti. Qui è possibile effettuare le consegne alle onlus. Se poi ci sarà l'opportunità di riportare con noi in Italia qualche profugo lo faremo sicuramente». Ma com'è adesso la situazione a Leopoli? Ce lo spiega Nataliya, in costante contatto con il fratello e con il padre. «Da giorni ormai la città accoglie gli ucraini che scappano dalle zone occupate e bombardate, un flusso continuo che è destinato ad aumentare. Non solo, è qui che confluiscono gli aiuti che poi vengono smistati nelle varie zone del Paese. Ci sono intere aree dove non c'è più cibo, non c'è acqua, non si trovano farmaci. Ecco perché è fondamentale fare il possibile e soprattutto consegnare alle persone giuste quanto siamo riusciti a mettere insieme».

Com'è andata la raccolta?
«Bene. Abbiamo notato tanta solidarietà, tanta voglia di contribuire. Anche un piccolo gesto può essere importante e vedere che in molti hanno voluto dare una mano è un bel segnale di speranza».

Come avete organizzato il viaggio?
«Sappiamo che per arrivare a destinazione saranno necessarie ventiquattro o forse venticinque ore – spiega Domenico – Faremo una sosta in Slovenia, contiamo di arrivare al confine domenica notte o al massimo lunedì mattina».

E i rischi?
«Chiaramente ci sono, ma quella zona è ancora abbastanza tranquilla. E poi siamo convinti che sia la cosa più giusta da fare. Il pericolo può esserci anche stando fermi».