Tra le tante iniziative che la Ciociaria sta promuovendo per aiutare la popolazione ucraina in fuga dalla loro terra, dalle bombe, dai missili, c'è anche un corso di lingua italiana. Perché la maggior parte dei profughi accolti non parla la nostra lingua. E non sono soltanto i bambini, ma anche le loro mamme, gli adulti.

Una iniziativa importante è quella che è stata promossa a Ceccano, nel centro pastorale, dalla Caritas parrocchiale, per permettere ai rifugiati in arrivo dall'Ucraina di integrarsi il più velocemente possibile nelle realtà italiane che li ospiteranno, perché non parlano la nostra lingua e, in diversi casi, nemmeno l'inglese.

Per questo è stato pensato, grazie alla disponibilità della maestra Alberta che ha risposto all'appello della Caritas, a un rapido corso di italiano di base in modo che riescano a inserirsi più facilmente. Al via nei giorni scorsi, nella struttura delle Parrocchie del centro di Ceccano, la scuola di italiano. «Il corso è tenuto dalla maestra Alberta che di gran cuore si è offerta per questo prezioso servizio - sottolinea don Tonino Antonetti - Se ci fossero altri ragazzi interessati non esitino a contattare».

Proprio la comunità ceccanese è stata tra le prime ad accogliere due mamme e i loro figli, Anastasiia e Yuliia, con i bambini, entrambi con lo stesso nome, Oleksandr. Da Zhytomir sono arrivati in Italia, ad Ancona, a inizio marzo, raggiunti da Olena Pechena e da Carlo Ceciliani, che li hanno condotti a Frosinone, dopo che la città aveva dato immediatamente, tramite il sindaco, l'assenso all'ospitalità.

Ad accogliergli, oltre al sindaco Nicola Ottaviani, la protezione civile, con il responsabile Massimiliano Potenti, Oksana Pechena, gli assessori Riccardo Mastrangeli, Rossella Testa e Antonio Scaccia. Dopo l'ospitalità all'albergo Memmina, hanno trovato casa in un appartamento a Ceccano, grazie alla generosità di una famiglia del posto, ai parrocchiani dell'Unità Pastorale di Ceccano centro e alla Caritas.