Affrontiamo con il dottor Giorgio Pisanello, medico veterinario, il problema di come educare il cane e, per avere ulteriori consigli, ci affidiamo anche a una professionista del settore, la dottoressa Lara Picchi, educatore cinofilo.

«Il cane va educato sin da cucciolo, in modo di dare sane e corrette abitudini. Ovviamente educare significa indirizzare e non obbligare», chiarisce subito il dottor Pisanello.
«Se desideriamo vivere bene con il nostro cane abbiamo bisogno della sua fiducia non della sua obbedienza. Insegnare cosa è gradito e cosa non lo è li aiuterà a imparare fin dalla tenera età le abitudini casalinghe - spiega la dottoressa Picchi - Il cane non impara con il tempo, ma seguendo l'esempio del padrone. Ci guardano continuamente assorbendo come spugne ciò che facciamo, se urliamo, se siamo nervosi, se li obblighiamo a fare cose che neanche noi faremo, risponderanno compiacendoci e facendo cose a noi sgradite»..

Dottor Pisanello si può usare il gioco come metodo educativo?
«In natura il cucciolo impara giocando, dunque la relazione proprietario-cane attraverso il gioco da ottimi risultati. Ovviamente se il cane si rifiuta di fare una cosa proponete un'alternativa o rifiutate voi, gentilmente, un atteggiamento che il cane vuole avere».

E se il cane è nervoso?
«Sedetevi, rilassatevi, parlategli dolcemente e si calmerà»: .

Parliamo della condotta al guinzaglio…
«Se il cane cammina spontaneamente al vostro fianco, o in tutti i momenti che lo fa, gratificatelo in ogni modo. Come guinzaglio utilizzatene uno lungo con tre anelli, il cane ha bisogno di annusare (con il guinzaglio corto si sentirà frustrato) ed eviterà di tirare. Se nel contempo capisce che al vostro fianco otterrà qualcosa di buono, continuerà a stare al passo».

Come educarli a fare pipì nei luoghi giusti?
«Ci vuole pazienza e comprensione. Il problema che mi viene sottoposto in ambulatorio, più frequentemente nei cuccioli – evidenzia il dottor Pisanello – è quello della pipì. Il cucciolo fa pipì ovunque perché non ha il controllo degli sfinteri. Parola d'ordine: il tempo. Sarà necessario dedicarsi al cucciolo portandolo fuori il più spesso possibile: al risveglio, dopo i pasti, dopo il gioco e la corsa, gratificandolo quando si accovaccia e fa i bisogni. Se non riesce a trattenersi, anticipiamolo. E ricordiamo che tanto più lo loderemo tanto più imparerà ad avvisarci per uscire fuori»..

E per Insegnare il "lascia"?
Lo spiega la dottoressa Picchi: «Utilizzate due palline o giochi dello stesso tipo, lanciate la pallina tenendone nascosta un'altra, nel momento che il cane torna verso di voi mostrate la pallina che avete in mano attirando la sua attenzione, il cane attirato dal vostro "bravo lascia" correrà verso la pallina che avete in mano e che lancerete. Giocando s'impara».

Parliamo della socializzazione…
«Un cane che sa stare in casa e fuori ha ricevuto sane abitudini. Di solito la prima socializzazione avviene da cuccioli, in branco con i fratelli e la mamma che gli insegna tutto. Quindi quando arriva un cucciolo in casa dobbiamo fargli da mamma e da fratelli e giocare con lui. Ovviamente esistono casi più difficili per i quali è meglio chiedere al proprio veterinario che potrà indirizzare verso figure come quelle dei medici veterinari comportamentalisti o, in casi più facili, da educatori cinofili. Ricordiamo che il comportamento alterato del cane è una patologia che viene curata dal veterinario esperto in comportamento animale».

Il cane scoprendo i nostri ritmi, le nostre abitudini imparerà le regole della convivenza. Con il tempo e le giuste indicazioni che sapremo dargli, tutto diventerà ogni giorno più facile e più piacevole, sia per lui sia per noi.

GIORGIO PISANELLO 

MEDICO VETERINARIO 
VIA PER FIUGGI 38 - FROSINONE

In foto alcuni cani da adottare. Per farlo rivolgersi a:

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