In questo terzo appuntamento con il mondo dei pelosi a quattro zampe, Lorenzo Pelloni e Meghy Mirela Sinanaj, volontari dell'associazione la "Voce degli Ultimi", ci spiegheranno la differenza tra rifugio e canile.

«Spesso veniamo raggiunti telefonicamente da persone che ci chiedono aiuto per diverse situazioni, dal cane randagio in strada alla cucciolata inaspettata di quello padronale non sterilizzato, con questa premessa "so che avete un canile" - ci racconta Lorenzo - Noi continueremo a rispondere che non abbiamo un canile ma un semplice rifugio!».

Esistono, infatti, una serie di caratteristiche e specificità che li distinguono. Far comprendere le differenze aiuta ad effettuare un'adozione più consapevole in quanto bisogna sapere che il modo di trattare gli animali da parte degli operatori spesso è differente.

«I canili sono dei luoghi di accoglienza istituzionali. Vengono creati e gestiti da Comuni o Province o da privati con lo scopo di ospitare gli animali randagi o i trovatelli raccolti per le strade delle città. In Italia - ricorda Lorenzo - la legge 281/91 stabilì il risanamento dei canili in modo da garantire tutela ai diritti degli animali.

Inoltre vennero stabilite norme per la creazione di centri attrezzati in cui mantenere per circa un mese cani e gatti senza padroni (canile sanitario). Non parliamo, dunque, di associazioni di volontariato. Il Comune o la Provincia pagano questi centri per occuparsi di gestire le emergenze relative all'abbandono e al recupero dei cani». Purtroppo spesso la cronaca riporta maltrattamenti agli animali e difficilmente un randagio riesce a uscire dal canile. Non tutti, infatti, operano una campagna di sensibilizzazione alle adozioni. I motivi? Ovvi.

Come funzionano i canili?
«Appena un cane arriva in canile, per prima cosa si verifica la presenza del microchip obbligatorio. In caso positivo, si procede a rintracciare il legittimo proprietario. Al contrario, se il chip è stato smarrito o tolto, o come spesso succede mai applicato, l'animale viene catalogato come abbandonato - continua Lorenzo - La Legge n. 281 del 14 agosto 1991, punto 2, numero 2 prevede che: "I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4, non possono essere soppressi"».

E il rifugio?
«La prima differenza tra canile e rifugio è che quest'ultimo è gestito da volontari che non ci guadagnano nulla, investendo tempo, amore e denaro proprio. Unico interesse la salute e la sicurezza degli animali. Nei rifugi la vita di cani e gatti viene protetta e  non vengono mai soppressi, se non dinanzi a malattie gravi o particolarmente dolorose. I rifugi vengono gestiti da associazioni no profit che si dedicano a raccogliere animali smarriti o abbandonati, ma anche quelli che, per una serie di ragioni, non possono più essere tenuti dai padroni».

E le attività?
«Sono più diversificate rispetto ai canili. Accanto alle normali attività di recupero, cura e tutela degli animali, i rifugi lavorano in sinergia per gestire e sollecitare le adozioni, portando spesso avanti campagne di promozione e sensibilizzazione in tutta Italia. A parte fornire acqua, cibo, medicine e cure veterinarie, grazie alle donazioni, le associazioni gestiscono i rifugi offrendo una vita agli animali qualitativamente migliore  rispetto ai canili comunali - spiega Lorenzo - Di solito, i rifugi accolgono animali vittime di violenza o abbandonati e collaborano con le associazioni di protezione. Può capitare, però, che lo spazio necessario a ospitare i trovatelli risulti insufficiente. In questo caso si ricorre alle case di altri volontari. Di solito appartamenti molto ampi, con giardini o comunque vicini a zone verdi».

E per le adozioni?
«Normalmente, se volete adottare un cane, vi rivolgete a un rifugio. I primi animali ad essere offerti sono quelli ospitati nelle case di accoglienza ossia gli stalli casalinghi. È bene sapere che chiunque può diventare un volontario mettendo a disposizione la propria casa. Non si tratta di un impegno a tempo indeterminato. Dovrete solo ospitare un gatto o un cane finché non viene adottato. Magari poi vi affezionate, come spesso capita, e non vorrete separarvi dal vostro nuovo amico. Equesto sarebbe davvero un bel gesto».

La differenza tra un canile e un rifugio è, dunque, evidente. I canili rappresentano spesso un vero business dove la salute degli animali è messa all'ultimo posto, mentre i rifugi e le case di accoglienza sono mosse (con le dovute eccezioni) solo dal sincero amore per gli animali. Adottate, dunque, un animale. Cercatelo in un rifugio o in un canile, ma adottate. I pelosetti vi saranno grati ricambiandovi con un amore illimitato.

Nelle foto, gli amici a quattro zampe che attendono di essere adottati.