Azzeccagarbugli a chi? Gli avvocati insorgono e la Cassazione dà loro conferma: è un'offesa inaccettabile. E anche la Camera Penale di Cassino si uniforma a quanto sostenuto dall'Unione Camere penali italiane: «L'appellativo di manzoniana memoria, quello di "azzeccagarbugli", è indice della superficialità con cui si affrontano i temi della giustizia» aveva sottolineato (in una delle sue direttive) dell'Unione delle Camere Penali. A fargli eco, il presidente della Camera penale di Cassino, l'avvocato Edoardo Rotondi, che ha sottolineato: «Parole che esprimono in modo egregio il pensiero dei penalisti, condiviso anche dalla Camera penale di Cassino». Tutti, ma proprio tutti i penalisti di Cassino sono infatti convinti che "azzeccagarbugli" sia talmente offensivo da essere ritenuto diffamatorio. Eppure, nonostante questa fermezza, i professionisti della Giustizia cassinate puntano il dito prima di ogni altra cosa su altre questioni: «In un momento storico in cui le difficoltà maggiori a Cassino, come in altre parti d'Italia, sono legate al carico di lavoro ancora siamo qui a discutere di "azzeccagarbugli". Qui si combatte con cancellerie sottodimensionate e con magistrati oberati. Il conio di manzoniana memoria resta, comunque, un'espressione di grande superficialità e come sottolineato dall'Unione delle Camere penali italiane "indice della superficialità con cui si affrontano i temi della giustizia"».

Azzeccagarbugli, un'offesa che costa
Non è un caso che la Cassazione abbia confermato la condanna a 700 euro di multa e al risarcimento del danno inflitta dalla Corte d'appello di Potenza a un politico locale che, in un volantino, aveva offeso la reputazione del sindaco, di professione avvocato, definendolo "gaglioffo azzeccarbugli". La figura di manzoniana memoria (anzi di machiavellica memoria) è davvero svilente per chi fa della professione forense una missione: l'avvocato di Lecco, chiamato nelle prime edizioni de "I promessi sposi" dottor Pettola e dottor Duplica è un uomo di mezza età con il naso rosso, simbolo del vizio di alzare il gomito. Indossa una toga che è piuttosto una veste da camera; la sua psicologia è la più vicina a quella di don Abbondio e «azzecca», quindi indovina, i «garbugli» cioè le "cose non giuste". Una connotazione del tutto negativa che poco si addice a chi sceglie di indossare la toga con onore.

La lettera del presidente Caiazza al ministro della Giustizia
«ll ministro di Giustizia (in relazione alla proposta di abolire la prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado, ndr) nell'insistere si abbandona all'insulto definendo sprezzantemente gli avvocati penalisti come "azzeccagarbugli". Non ne siamo stupiti, avendo questo ministro già dimostrato di trovarsi alle prese con problematiche complesse manifestamente al di fuori della sua comprensione, che lo inducono a reagire definendosi il protagonista solitario della riforma epocale della Giustizia penale - si legge nella lettera dell'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Unione delle Camere penali italiane». «I penalisti italiani indossano ogni giorno, con orgoglio e onore, la toga di difensori delle persone di fronte alla potestà punitiva dello stato, esercitando una funzione riconosciuta essenziale dalla Costituzione» si legge ancora nella lettera, condivisa da tutti gli avvocati non solo del Foro di Cassino.