Combattere la corruzione con una firma: si può. E' questo l'obiettivo del protocollo anticorruzione siglato nel tribunale di Cassino con l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Un progetto che detta un nuovo passo per un territorio, affatto immune dal fenomeno corruttivo, a tutti i livelli. Sono otto gli articoli del protocollo siglato dal presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, e dal procuratore D'Emmanuele.  Si tratta di articoli-chiave che stabiliscono finalità, modalità d'attuazione e principi alla base di quella speciale collaborazione che permetterà di contrastare in modo efficace la corruzione che rappresenta un «furto alla meritocrazia, alle competenze dei giovani e, dunque, al futuro» come aveva ribadito Cantone durante la cerimonia.

Cantone sceglie ancora Cassino
Proprio il presidente Cantone ha scelto, ancora una volta, Cassino (dopo il corso in Ateneo in materia di anticorruzione) per innestare questo binario di legalità (già funzionale in altre realtà). E lo fa non solo per il legame culturale che il territorio mantiene con la Campania: «Sono contento di farlo a Cassino, luogo molto vicino a noi campani, e purtroppo di grande interesse per gli affari criminali - aveva aggiunto - Un legame che si è rafforzato in parte con il lavoro come sostituto procuratore della Repubblica presso la Dda di Napoli, che più volte si è occupata di Cassino. Un territorio che, con la presenza dei Casalesi, paga essere una propaggine della provincia di Caserta». In un territorio in cui le notizie di reato contro la pubblica amministrazione non mancano di certo (circa 200 all'anno, soprattutto per abuso d'ufficio), combattere la corruzione - e a cascata il riciclaggio - significa fare «un furto alla democrazia, un furto che "droga la politica" e che promettere utilità in cambio di altro». «La procura e l'Anac ci sono, ma molto devono fare le amministrazioni, come presa di responsabilità» ha aggiunto Cantone.

Ecco come funziona e cosa dice il protocollo
Il protocollo d'intesa andrà a regolare, in nome della legalità, l'aggiudicazione dei contratti di concessione degli appalti pubblici e le procedure d'appalto nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi. Con questo accordo Anac e tribunale collaboreranno per dare piena ed efficace attuazione alle norme che regolano lo scambio di informazioni attinenti indagini, procedimenti penali e amministrativi di rispettiva competenza. Il primo degli otto articoli è proprio quello focalizzato sulle finalità da perseguire; il secondo si concentra sugli ambiti di interscambio tra le parti; il terzo è dedicato alle linee guida per lo svolgimento della collaborazione. E ancora, vengono indicate le modalità attuative; le integrazioni, le modifiche e l'efficacia dell'accordo. Le attività previste rientrano nei compiti istituzionali, senza oneri finanziari. Fondamentale il rispetto della sicurezza sulla privacy (articolo otto) le modalità e le finalità dei trattamenti di dati personali improntati ai principi di correttezza e trasparenza.  In concreto, la procura trasmetterà a Cantone copia delle richieste di rinvio a giudizio corredate da eventuali ordinanze di applicazione di misure cautelari e dagli atti investigativi che le hanno supportate. Allo stesso tempo, nei casi in cui sarà la procura a chiedere all'Anac informazioni o documentazione (provvedimenti o pareri dell'autorità in relazione al caso oggetto di indagine), anche l'Anac trasmetterà tempestivamente le informazioni o la documentazione richieste.