Conosciuti dai più solo di recente e universalmente conosciuti con il termine di fermenti lattici, in realtà il concetto di probiotico (dal greco "probios" a favore della vita) risale all'inizio del 1900, quando il premio Nobel Elie Metchnikoff avanzò l'ipotesi che i contadini bulgari fossero così longevi grazie all'elevato consumo di yogurt e latte fermentato, ma solo più tardi (1965) fu utilizzato il termine probiotico per descrivere "sostanze secrete da un organismo in grado di stimolare la crescita di un altro".      

La fonte alimentare principale in cui si concentrano i probiotici – spiega la dottoressa Alessandra Quaglieri, dietista - sono lo yogurt, il Kefir ed integratori disponibili in diverse formulazioni come compresse, bustine e gocce contenenti batteri. Tuttavia, i probiotici assunti per via orale possono essere distrutti dalle condizioni acide dello stomaco: ecco perché dal 2010 sono state sviluppate tecniche di microincapsulazione per permettergli di giungere integri e vitali nel colon, rimpiazzando efficacemente il deficit microbico e riequilibrando la flora intestinale perturbata in tutti i casi di disbiosi.

La colonizzazione intestinale da parte dei probiotici ha carattere temporaneo e termina alcuni giorni dopo la sospensione della loro assunzione. Svolgono un gran numero di azioni benefiche per l'organismo:

Le azione benefiche per l'organismo

- Hanno un effetto protettivo sulla mucosa intestinale
- Stimolazione immunitaria
- Ostacolano l'attecchimento di cellule patogene (altri batteri, funghi o virus)
- Neutralizzano sostanze tossiche o cancerogene (ad esempio nitriti e nitrati)
- Sintetizzano vitamine K,B2,B12, acido folico, biotina…
- Aumentano la digeribilità dei lipidi, delle proteine e di zuccheri quali il lattosio 
- Sono coadiuvanti nella cura di tutte le diarree (da antibiotici, del viaggiatore ecc.), gastroenteriti infettive, enterocoliti infantili, sindrome del colon irritabile, infezione da Helicobacter pylori, malassorbimento ed allergie alimentari, cistiti ricorrenti.