Ogni anno vengono prodotte circa ventimila tonnellate di miele dal lavoro di sessanta miliardi di operose api italiane. Dal mondo animale ecco un fantastico esempio di cooperazione che fornisce un alimento tra i più straordinari che la natura mette a disposizione.

Una delle più importanti funzioni del miele a vantaggio della nostra salute è quella antibatterica e antibiotica: molti tipi di miele contengono notevoli quantità di perossido di idrogeno, cioè di acqua ossigenata, proprio la stessa che si usa solitamente per disinfettare le ferite. Il miele ha inoltre la capacità di lenire i sintomi delle ulcere gastriche ed è utilizzato per il trattamento della diarrea che, soprattutto nei bambini, può essere pericolosa perché causa disidratazione. Il miele è anche efficace contro la stipsi, poiché contiene grandi quantità di fruttosio.

Quale miele scegliere
Fermo restando che l'ideale è il miele grezzo, non trattato con la pastorizzazione che purtroppo neutralizza alcune sostanze benefiche, a seconda del tipo di miele cambiano le proprietà terapeutiche: il miele di acacia agisce positivamente sull'apparato digerente, il miele di bosco è indicato negli stati influenzali, il miele di arancio ha proprietà cicatrizzanti, il miele di girasole è antinevralgico, febbrifugo, consigliato contro il colesterolo. Ancora, il miele di erica è ad azione antireumatica, antianemica, il miele di tiglio seda i dolori mestruali, è calmante, diuretico e digestivo, mentre il miele millefiori svolge un'azione disintossicante sul fegato.

E' un prodotto animale o vegetale?
Il miele ha una natura duplice. La materia prima di partenza è di origine vegetale: il nettare è una sostanza zuccherina che le piante producono per attirare gli insetti, che sono così vettori inconsapevoli dei pollini, l'elemento fecondante, che trasportano su altri fiori. Il ruolo delle api – componente animale - è fondamentale: solo a loro è possibile compiere l'incredibile lavoro di raccogliere minuscole goccioline, assemblare il nettare e trasformarlo.

Anche il polline viene raccolto dalle api, però non serve per l'elaborazione del miele, ma come alimento proteico per le forme giovanili (larve). Della melata, inoltre, la linfa stessa delle piante, si nutrono insetti quali gli afidi e le cocciniglie: il surplus di sostanza zuccherina non utilizzata da questi insetti viene riciclata dalle api. Possiamo quindi dire che il miele finito deve le sue caratteristiche, più che a ogni altro passaggio, alla natura, alle caratteristiche e alla provenienza della materia iniziale.

Lo sapevate che gli sciami sono tutelati da speciali leggi, pertanto non vanno eliminati o danneggiati in nessuna maniera? E che le api volano per circa tre chilometri, poi tornano esattamente all'arnia da cui sono uscite: se si sposta l'arnia per più di venti centimetri, non la trovano più. E ancora che la forma esagonale delle cellette è dettata da un razionale uso degli spazi? Una struttura che permette di costruire un maggior numero di celle in un minor spazio.

I favi sono perciò un insieme regolare di cellette esagonali, con delle pareti sottili e resistenti dove le api depositano miele, polline e allevano la covata. Ogni cella combacia con altre sei, questo garantisce solidità alla struttura e favorisce lo scambio di calore generato dalle larve mantenendo una temperatura costante nella zona di allevamento.

Api regine ed operaie, artefici dunque di una società cooperativistica, che però è in costante pericolo. Una vera strage si consuma ogni anno con gli insetticidi. In Friuli qualche anno fa il pubblico ministero Viviana Del Tedesco ha ipotizzato il reato di inquinamento ambientale colposo e 21 agricoltori hanno scelto di patteggiare.