Starnuti isolati o a salve, lacrimazione, difficoltà di respiro e asma, prurito al palato, al naso e agli occhi: la primavera può trasformarsi in un incubo per quattro italiani su dieci. Tanti, stando alle statistiche, sono quelli che soffrono di allergie primaverili. Tra i sintomi da tenere sott'occhio anche la tosse secca e stizzosa, spesso notturna, accompagnata da difficoltà di respiro e dai caratteristici sibili intratoracici propri dell'asma bronchiale, la riduzione dell'olfatto e del gusto, l'insonnia, la stanchezza, l'irrequietezza, (nel 40% dei casi), il bruciore e l'arrossamento delle congiuntive, la congestione nasale, la rinorrea acquosa.

Causa scatenante di tale malessere: la comparsa dei primi pollini.

Secondo un'indagine dell'Anifa (Associazione Nazionale dell'Industria Farmaceutica dell'automedicazione) la fioritura delle piante rende la primavera la stagione dei raffreddori: gli starnuti colpiscono l'ottanta per cento degli italiani, e per chi è vittima di allergie non c'è via di scampo.

Le cose sono peggiorate negli ultimi anni 

E' infatti aumentato il numero di persone che soffre di pollinosi da cipresso, in particolare nelle regioni Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio e Campania. A farne maggiormente le spese sono i bambini: nel centro Italia, in particolare, si stima che un bambino su dieci sia allergico al cipresso. Tra le principali cause rientra naturalmente l'incremento della coltivazione di questa pianta a scopi ornamentali o di rimboschimento.

 LE REGOLE PER COMBATTERE L'ALLERGIA AI POLLINI

L'allergia ai pollini si può combattere tenendo sotto controllo il calendario della fioritura, riconoscendo i principali sintomi e seguendo alcune semplici regole.
§  Evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando è più alta la concentrazione di pollini;
§  Evitare l'aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d'aria;
§  Fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente. I granuli pollinici spesso rimangono intrappolati tra i capelli e la notte possono depositarsi sul cuscino, venendo così inalati;
§  Evitare di uscire subito dopo un temporale: l'acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità;
§ Tenere sempre sott'occhio il calendario dei pollini;
§  Usare appropriate mascherine durante i lavori all'aperto;
§  Evitare i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Quando possibile è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione anti-polline da pulire spesso:
§  Indossare un nuovo paio di scarpe quando si rientra a casa, e riporre le altre in un armadio in modo che non trasportino in giro le particelle allergizzanti.
§  Lavare spesso i pavimenti; ma attenzione all'utilizzo dell'aspirapolvere che può sollevare le particelle allergizzanti;
§  Tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi sono arredamenti rischiosi per gli allergici: lì si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere.