L'ictus fa paura, non solo perché può uccidere ma anche perché può lasciare pesanti invalidità. Colpisce circa duecentomila italiani all'anno. Le cure però fanno miracoli. Unite al fattore tempo, che è determinante. Bisogna infatti agire con rapidità e precisione.

In poco più di un anno di attività l'Unità di Trattamento Neurovascolare (UTN) dell'ospedale "Fabrizio Spaziani" di Frosinone ha già trattato un numero ingente di casi, con oltre trecento ricoveri. Agisce in stretta sinergia con l'Ares 118, il Pronto soccorso, il Laboratorio analisi, la Radiologia e la Rianimazione.

Un pool di specialisti per intervenire nel più breve tempo possibile e con le cure più efficaci. Nei casi più complessi i pazienti vengono inviati al policlinico Tor Vergata di Roma, l'hub regionale per il trattamento dell'ictus a cui il centro è collegato. Dati che attestano il primato dell'UTN frusinate tra quelli di primo livello del Lazio.

Ma quali sono i sintomi dell'ictus? E cosa bisogna fare, a chi rivolgersi per non perdere tempo? Come è possibile prevenirlo agendo sui fattori di rischio? Ne abbiamo parlato con il dottor Maurizio Plocco, dirigente dell'Unità di Trattamento Neurovascolare dell'ospedale di Frosinone.