Solo una settimana dopo essersi insediato, e tenendo fede a una promessa elettorale, lo scorso giovedì, 28 gennaio, Biden ha firmato un memorandum per annullare le restrizioni all'accesso all'aborto nel paese e all'estero imposte e ampliate dall'amministrazione Trump, riporta la CNN. Proprio come il nuovo presidente ha rivelato ai giornalisti durante una cerimonia di firma nello Studio Ovale, il provvedimento "invertirà l'attacco del mio predecessore all'accesso delle donne alla sanità".

Biden è il primo presidente cattolico degli Stati Uniti in più di mezzo secolo, ma senza esitazione ha deciso di annullare le politiche di Trump sull'interruzione della gravidanza, considerando la firma del memorandum un gesto in difesa dell'accesso delle donne all'assistenza sanitaria a livello generale, e portando avanti la sua scelta fino in fondo nonostante le critiche da parte della Chiesa e dei gruppi antiabortisti.

In realtà è abituale per i presidenti democratici, una volta tornati al potere, revocare le restrizioni repubblicane sull'aborto: è stato così per molti altri candidati prima di Biden, quindi la legge, da quando è stata promulgata nel 1984 da Ronald Reagan, non fa che rimbalzare avanti e indietro tra i presidenti repubblicani e democratici. Come spiega l'ABC, quando il decreto in questione, noto come "politica di Città del Messico", viene applicato, gli Stati Uniti si rifiutano di assistere le organizzazioni non governative straniere che forniscono servizi per l'interruzione volontaria di gravidanza, offrono assistenza alle pazienti o promuovono una maggiore permissività nella pratica.

Tuttavia, il caso del nuovo presidente è particolare perché è un cattolico praticante, dettaglio non indifferente che gli è già costato una lite con i vescovi americani quando ha annunciato il provvedimento durante la sua campagna elettorale, e che lo ha rimesso in una posizione compromettente quando, una volta insediato, la Conferenza episcopale gli ha chiesto di non seguire l'esempio dei suoi predecessori e di agire in accordo con la dottrina cattolica.

La nuova misura include anche il ripristino dei finanziamenti statunitensi al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione – che Trump aveva interrotto a causa del presunto sostegno dell'organizzazione agli aborti forzati e alle sterilizzazioni in Cina – e ritira gli Stati Uniti da un accordo noto come Consenso di Ginevra, che promuove politiche contro l'aborto e include altre nazioni considerate antidemocratiche o autoritarie. Biden ha spiegato nel dettaglio le ragioni per cui le attuali restrizioni erano dannose, e ha insistito sulla necessità di correggerle in favore della parità:

Queste condizioni eccessive sugli aiuti all'estero e allo sviluppo minano gli sforzi degli Stati Uniti per promuovere l'uguaglianza di genere a livello globale, limitando la nostra capacità di sostenere la salute delle donne e i programmi che prevengono e rispondono alla violenza di genere.

Senza dubbio, il nuovo presidente sta dimostrando il suo impegno nel proteggere e promuovere i diritti umani di tutte le donne e le ragazze. Allo stesso tempo, anche tutte le azioni intraprese negli ultimi giorni, tra cui l'emissione di un ordine che vieta la discriminazione nei confronti delle persone LGBTQIA+, il recupero del progetto del volto di Harriet Tubman sulle banconote da 20 dollari o il reintegro delle persone transgender nell'esercito, la revoca di restrizioni e la promozione di nuove politiche, sono la prova che la nuova amministrazione alla Casa Bianca ha gli occhi puntati su una nuova era.