In un 'Benito Stirpe' sold out per la seconda volta in stagione - la prima fu contro la Juventus -, alle 20.30 il Frosinone attende l'Inter al varco. I leoni giallazzurri vengono da 2 vittorie di fila, la prima in casa contro il Parma e poi il successo in trasferta sul campo della Fiorentina e proveranno a strappare punti importanti ai nerazzurri per restare in corsa salvezza. Di fronte, però, i lombardi non hanno intenzione di cedere lunghezze, piuttosto vorrebbero acquisire volumi per blindare il posto in Champions. I passi falsi non sono ammessi su entrambi i fronti. Soprattutto dopo il caos che ha avvolto la 'Benemerita' , al centro di diverse discussioni sul caso Icardi e sulla prorompente moglie-manager Wanda. Tutti argomenti affrontati con la giornalista Sabine Bertagna, vicedirettore di fcinter1908.it. Con lei siamo andati a conoscere più da vicino il mondo del 'biscione' e anche il gossip che lo riguarda.

Situazione psico-fisica degli uomini di Spalletti?
"Sicuramente Spalletti ha lavorato molto sul gruppo in vista di questa partita, importante tanto quanto le sfide con la Juve o la Roma, ad esempio. Il mister ha chiesto il solito impegno ai suoi uomini. Sicuramente non ci sarà Brozovic e questa rappresenta una perdita importante a centrocampo. Molto probabilmente avanti inizierà Icardi"

Che partita si aspetta contro il Frosinone?
"Mi aspetto una partita aggressiva dall'inizio. L'Inter ha bisogno di gestire il gioco dal primo minuto, è una cosa che la aiuta anche mentalmente. Mi aspetto una squadra lucida e determinata. Con la testa alla gara contro il Frosinone, non a quella successiva contro la Roma".

Pinamonti, scuola Inter e adesso in prestito al Frosinone dove subito è diventato un beniamino. Che futuro prevede per lui?
"Andrea si è messo in luce per le sue grandi qualità nel nostro settore giovanile, che è una vera e propria eccellenza. Pinamonti ha sempre giocato sotto età. La cosa fondamentale per lui, a quell'età, è giocare. Sta facendo bene e oltre ad essere un ottimo prospetto ha la testa giusta e la dedizione al lavoro e al sacrificio, che sono doti indispensabili per emergere nel nostro calcio. Credo che prima di parlare di futuro all'Inter (i nerazzurri dovranno decidere anche di quello di Karamoh) Pinamonti debba continuare a giocare un altro anno con continuità e dimostrare come sta facendo ora. Poi gli auguro di incoronare il suo sogno e di tornare a vestire la maglia nerazzurra".

In una recente intervista ha detto che gli piacerebbe giocare con Icardi... Alla luce della situazione recente, lo credi possibile? Ci può essere ancora un futuro a Milano per l'argentino?
"Icardi è sempre stato il suo attaccante di riferimento, ma anche quel giocatore che lo ha aiutato ad ambientarsi in prima squadra. La situazione dell'attaccante argentino è in evoluzione. In questo momento diventa difficile immaginare gli scenari estivi (anche se a sensazione sembra si vada più verso un addio), il finale di stagione preme e dopo le interminabili chiacchiere sulla sua assenza c'è da mantenere la concentrazione sul gruppo e sull'obiettivo. La qualificazione in Champions League".

Secondo lei come è stata gestita questa situazione?
"Credo che se sia stata fatta questa presa di posizione da parte della società è perchè ci fosse una necessità interna. Una serie di situazioni si sono accavallate e sommate generando questa 'bomba'. E' chiaro che poi le dichiarazioni di Wanda a Tiki Taka, dove suggeriva - anche ingenuamente - una maggiore collaborazione con Lautaro, in un momento molto delicato, vanno a pesare negativamente sull'ambiente. Non credo che esista un allenatore felice di sentirsi dire cosa deve fare. La gestione ha avuto delle pecche, soprattutto nelle tempistiche. E' durato troppo a lungo, si è trascinato e ha pesato, ha pesato innanzitutto per l'assenza di un centravanti come Icardi, che ha sempre garantito punti e gol; ha pesato anche dal punto di vista psicologico, giocare con quell'assenza narrata quotidianamente dai media, non se ne è smesso di parlare neppure un secondo. Chiaramente era un caso molto importante e ha determinato un periodo difficile da ogni punto di vista. I tifosi faticano a perdonare all'argentino un errore fondamentale: quando la sua presenza era richiesta e non è sceso in campo. A posteriori, mi auguro che questa vicenda non vada ad influire sugli obiettivi dell'Inter".

Wanda, wag e manager. Com'è vista l'esplosiva moglie di Icardi nell'ambiente nerazzurro?
"Ovviamente il 'caso Icardi' ha influito sull'esposizione mediatica della Nara. Il problema legato alla sua figura sta nella difficoltà di poter adempiere a tutta una serie di ruoli importanti e delicati, farli convivere non è semplice. Compagna di Mauro, agente del calciatore, opinionista: a volte smettere dei panni e indossarne altri può sfuggire di mano. D'altro canto, anche per la società non è facile interagire con lei. D'altronde è il 'rischio del mestiere' e da sempre diversi agenti hanno creato o comunque avuto frizioni con i diversi club"

Altre bellezze che è possibile incontrare al San siro?
"La bellissima fidanzata di Skriniar, Barbora Hroncekova è sempre presente nelle partite in casa. Anche la dolce metà di Lautaro Martinez, Agustina Gandolfo si può incontrare facilmente: lei segue l'attaccante dappertutto, anche in trasferta. Filipa Brandao, ragazza di Cedric, si fa vedere spesso al San Siro. Il punto di riferimento tra le wags resta però Wanda. E' sempre stata molto inclusiva nell'integrazione dei nuovi arrivati e della loro famiglia. Ne è l'esempio il rapporto con Claudia Nainggolan. Alla Nara piace organizzare pranzi, uscite, eventi, un modo positivo di fare gruppo anche fuori".

Tifosi vip dal cuore nerazzurro?
"Ce ne sono tantissimi! A partire da Paolo Bonolis, Alessandro Cattelan, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Elenoire Casalegno, Elisabetta Canalis, moltissimi rappresentanti tra spettacolo, cinema, musica...".

Pubblico femminile: c'è una quota rosa allo stadio?
"La tifoseria femminile è molto folta, tante ragazze seguono l'Inter. C'è una partecipazione forte 'in rosa' al San Siro. Anche io, prima di iniziare a scrivere della squadra del mio cuore la seguivo in casa e in trasferta".