Trent'anni ancora da compiere e tanta voglia di fare. Un lavoro speciale a contatto con bambini che hanno esigenze diverse e un grande bisogno di fiorire, proprio come piccoli boccioli. La dottoressa Laura Polisena, 29 anni, guidata dall'amore e dalla passione per il suo mestiere, ha dato vita a una delle strutture sanitarie d'eccellenza del territorio il centro di riabilitazione "Il piccolo principe" a Ceprano. Un luogo magico in cui professionisti del settore, genitori e bambini imparano a crescere e a diventare grandi con l'amore e il supporto offerto dalla competenza di chi in questo posto ci ha messo cuore e anima.

DIARIO DI UNA GIOIA

"In questi giorni ho comunicato ad una mamma che suo figlio non ha più bisogno di me. È stato il mio primo paziente, il primo bimbo arrivato qui al Centro, la prima sfida affrontata da sola, da libero professionista, senza nessuno che mi dicesse cosa fare e come farlo. Ho lottato insieme ai genitori con un sistema burocratico spesso sordo e cieco, ho lottato con una diagnosi che io stessa non riconoscevo, che non rispettava quello che lui era, che lo etichettava senza tenere conto di tutte le sue competenze e potenzialità. Un cappio al collo che piano piano abbiamo sciolto, tanto da cambiare quella diagnosi, tanto da poter dire ''Stop, non c'è nient'altro su cui si debba lavorare''.

E quindi sono qui a dirti ''Ciao piccolo mio'', che ormai tanto piccolo non sei più. Sono qui a dirti grazie, per avermi accompagnato in questo percorso e per avermi fatto crescere, grazie per aver camminato vicino a me, aver saltato tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato, grazie per ogni volta che ti sei alzato dopo esser caduto, grazie per non esserti mai arreso, grazie per esserti sempre fidato di me, e grazie per avermi regalato gioie a non finire, baci, abbracci e occhi dolci. Quegli occhioni, lo so, ti faranno fare tanta strada! Grazie ai genitori che hanno creduto in me, che non si sono arresi e che condividono con me questo meraviglioso traguardo. Oggi lascio le vostre mani, ma voi non lascerete mai il mio cuore. Buon cammino!".

L'identikit: chi è Laura Polisena
Laura Polisena è nata a Pontecorvo il 5 agosto 1989. Era un sabato e mentre nella città fluviale nasceva Laura a Palermo Antonino Agostino, detto Nino, agente di Polizia alla questura di Palermo, era a Villagrazia di Carini con la moglie Ida Castelluccio, sposata appena un mese prima. La sua consorte era incinta di cinque mesi di quello che sarebbe stato il loro primo figlio. Mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all'improvviso e cominciò a sparare contro i due. Una calda giornata di cambiamento.

Come mai hai deciso di avvicinarti a questo settore?
<In realtà io non ho scelto nulla... è il mio lavoro che ha scelto me! Sono sempre stata attratta dalla medicina e dai bambini, quando ne parlavo con qualcuno per loro la risposta era semplice, avrei dovuto fare la pediatra. Ma io volevo fare qualcosa di più, non volevo mettere un camice e fare diagnosi, dare medicine. La medicina volevo essere io. Così ho conosciuto la riabilitazione infantile, e quando ho letto di quel corso universitario dal nome quasi impronunciabile ''tecnico della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva'' ho capito che era la strada giusta per me.. L'ho seguita con dedizione e non me ne sono mai pentita>.

Hai deciso di realizzare un luogo in cui realizzare i tuoi sogni e questo posto si chiama "Centro di riabilitazione Il Piccolo Principe": quanto coraggio c'è voluto? 
<Tanto. C'è voluto tanto coraggio perché lavorare in proprio vuol dire dare sempre una qualità di servizio alta, devi differenziarti da tutti e devi rispondere alle esigenze del territorio in maniera adeguata. Non puoi mai fermarti, devi formarti continuamente, investire tempo e denaro per migliorare sempre. Devi fare in modo che un genitore bussi alla tua porta, ti dia fiducia e soprattutto poi devi continuare a meritare quella fiducia ogni singolo giorno. Il Centro di Riabilitazione infantile Il Piccolo Principe è il luogo dove ho realizzato il mio sogno più grande, è vero, ma è anche dove cerco di realizzare il sogno di tutti quei genitori che si rivolgono a me, migliorare la qualità della vita del proprio bambino. Da sempre abbiamo un unico grande obiettivo, quello di essere una spalla per tutti i bimbi che hanno difficoltà e per i loro genitori, per accompagnarli in un percorso sicuramente non semplice, con tante salite ed ostacoli, ma si sa, ciò che costa fatica poi dona una gioia immensa. Bisogna solo aver pazienza, i risultati arrivano>.

Credi che per i genitori sia facile capire che i propri figli hanno bisogno di aiuto?
<Per un genitore è difficile accorgersi che qualcosa in suo figlio non va come dovrebbe, ma lo è ancor di più prenderne coscienza e trovare la forza per affrontare l'iter diagnostico e riabilitativo che molto spesso è lungo e tortuoso, fatto di liste di attesa interminabili e di stress psicologico. Per questo noi offriamo un servizio a 360 gradi, dalla valutazione neuropsichiatrica in sede, al trattamento riabilitativo più idoneo. Offriamo servizi che il sistema sanitario pubblico non offre, come le terapie ABA per i bambini con disturbi dello spettro autistico e le terapie neuropsicomotorie in acqua per chi ha difficoltà neuromotorie, il tutto offrendo un servizio di supporto ai genitori, per sostenerli anche nella gestione della vita quotidiana>.

Sei giovane e piena di entusiasmo, pensi che per questo settore si necessaria una continua formazione e aggiornamento? 
<La formazione è indispensabile! Io in primis non riesco a farne a meno. Viviamo in un mondo dinamico, in cui la scienza e la ricerca sono in continuo movimento. Ogni giorno esce una pubblicazione nuova che risponde ad una domanda, ma ne genera al contempo altre 10 che poi i genitori rivolgeranno a noi. Per questo non si può fermare la formazione, noi quelle risposte dobbiamo darle. Abbiamo il dovere morale ed etico di darle. È per questo che raccomando a tutti i genitori che devono scegliere un professionista a cui affidare il proprio figlio, di selezionare il terapista anche in base ai titoli ed ai corsi svolti, perché la laurea è un punto di partenza, ma non di arrivo>.

Se dovessi fare un bilancio ad oggi che cosa uscirebbe fuori? 
<Tanta soddisfazione! Il Centro è aperto da due anni e abbiamo dato vita ad una serie di iniziative che hanno avuto un ottimo riscontro. Abbiamo ospitato un corso di formazione in sede, abbiamo partecipato a dei progetti in collaborazione con la Asl di Frosinone, siamo stati promotori di un convegno integrato tra noi, Asl e Regione, ma soprattutto ci siamo presi cura di tanti bambini, li abbiamo visti crescere e noi siamo cresciuti con loro, abbiamo ascoltato i loro genitori, li abbiamo consigliati, aiutati, ed infine insieme abbiamo gioito di ogni piccola grande vittoria>.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 
<Abbiamo iniziato una collaborazione con il centro polispecialistico F-Medical Group di Frosinone che inaugureremo a breve, dove saremo presenti con i servizi di valutazione neuropsichiatrica, valutazione e riabilitazione neuropsicomotoria, logopedica, psicologica, ed i servizi di neuropsicomotricità in acqua e di tutor ABA con supervisione in sede. Abbiamo formato un'equipe altamente specializzata, ed è nostra intenzione dare vita ad un polo di diagnosi e riabilitazione specifico per i disturbi dello spettro autistico, perchè è ciò che il territorio ci richiede fortemente>.

Quale consiglio daresti a qualcuno che vuole avvicinarsi a questo mondo? 
<A chi vuole intraprendere questa professione dico solo che quello che noi facciamo non deve mai essere inteso come un lavoro, perchè in realtà è una missione. Si nasce terapisti perché non c'è nessun altro mestiere che possa farci sentire vivi come questo, perché non esistono altri studi che ci possano interessare, perché nessun'altra strada porterebbe ad una felicità equiparabile. Non è una scelta che spetta a voi, è solo una presa di coscienza. Terapisti si nasce, non si diventa! Invece ai genitori che si avvicinano a noi per una reale necessità posso solo dire che il nostro è un rapporto di dare ed avere. Date al terapista fiducia, ne ha bisogno, credete nel suo lavoro quotidiano, affidatevi totalmente a lui e vi ricompenserà con un lavoro onesto ed assiduo, non vi lascerà mai soli e vi guiderà per mano verso il raggiungimento dell'obiettivo primario, il bene del vostro bambino>.